Il responsabile per la provincia della Spezia dell’Italia dei Diritti: “Abbiamo bisogno di una politica che operi attraverso mezzi onesti e che sia in grado di ottenere risultati concreti ”
Genova – Il sindaco di Riomaggiore, Gianluca Pasini, e il presidente del Parco delle Cinque Terre, Franco Bonanini, sono stati arrestati nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica della Spezia e condotta dalla squadra mobile. Le accuse vanno dall' associazione a delinquere alla truffa ai danni dello Stato, e dal falso all’abuso d'ufficio. Le manette sono scattate anche per il comandante della polizia locale di Riomaggiore e per il capo dell'ufficio tecnico. Interviene sulla vicenda il responsabile per la provincia della Spezia dell’Italia dei Diritti, Gennaro Saltalamaccchia, che si dice perlomeno meravigliato dal comportamento del presidente del Parco delle Cinque Terre: “Credevo fosse un elemento di valore con idee brillanti e innovative, soprattutto per questa parte della Liguria che deve affrontare numerosi problemi, come quelli causati dalla franosità del terreno. Bonanini ha portato con il suo lavoro ricchezza e turismo, ma noi dell’Italia dei Diritti abbiamo il dovere di condannare e lottare contro qualsiasi sopruso commesso ai danni dei cittadini, indipendentemente dal colore politico prediletto. Aspettiamo naturalmente il decorso della giustizia, ma una vicenda come questa – conclude il responsabile del movimento presieduto da Antonello De Pierro – ci riporta inesorabilmente ad una realtà che dobbiamo contrastare per garantire una necessità primaria: quella di una politica che operi attraverso mezzi onesti e che sia in grado di ottenere risultati concreti”.
Il presidente Antonello De Pierro annuncia la partecipazione del movimento nazionale alla manifestazione di sabato 2 ottobre contro Berlusconi e dichiara polemico: “Sarebbe necessario scendere tutti i giorni in piazza per protestare contro questa gestione della cosa pubblica”
Roma – “Penso che sia doveroso in questo momento scendere in piazza per manifestare il nostro dissenso a un Governo che da due anni legifera esclusivamente per tutelare gli interessi della casta e, soprattutto, evitare l’avanzamento dei procedimenti giudiziari del premier. È ora di compattarsi e dire ‘no’ non solo a Berlusconi ma anche a quello che il berlusconismo ha creato in questo anni, invadendo l’Italia di principi e concetti deleteri per la convivenza civile e per la democrazia”. Così il presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, annuncia la presenza con le sue bandiere del movimento extraparlamentare per la legalità, la trasparenza e la tutela dei cittadini alla manifestazione del “No B Day 2”, in programma sabato 2 ottobre a Roma. La nuova mobilitazione nazionale contro il premier Berlusconi e il suo governo, organizzata dal Popolo Viola, avrà come slogan un eloquente imperativo: “Licenziamolo”. Alla protesta di piazza hanno già aderito alcuni partiti dell’opposizione parlamentare e non come Italia dei Valori, singoli esponenti del PD, Sinistra ecologia libertà, Federazione della Sinistra, Verdi, e poi numerosi intellettuali, artisti e rappresentanti di associazioni e società civile come per esempio Agende rosse di Salvatore Borsellino, Articolo 21, l’Anpi di Roma, Libertà e giustizia.
“La manifestazione di sabato – incalza deciso il leader dell’Italia dei Diritti – acquista maggior valore in virtù del fatto che, salvo alcune eccezioni, l’opposizione in Parlamento latita, con un PD che sonnecchia di fronte ai vari assalti che l’ordinamento democratico sta subendo da parte di questo Esecutivo”.
Il percorso della manifestazione sarà identico a quello del 5 dicembre 2009, data del primo “No B Day”, quando l’iniziativa nata in rete tramite Facebook e blog, portò in strada circa un milione di persone, che radunatesi in piazza della Repubblica sfilarono in corteo fino a piazza San Giovanni per esprimere la loro disapprovazione alle politiche del Cavaliere, chiedendone esplicitamente le dimissioni. Da allora la situazione politica si è ulteriormente complicata e infuocata, considerati anche gli scandali relativi agli appalti dei Grandi Eventi, alla P3, allo strappo nel PdL con i finiani, ai dossier e ai veleni di un aspro scontro istituzionale ancora in atto, con una crisi di governo quotidianamente dietro l’angolo. Gli organizzatori della nuova adunata anti-Berlusconi sperano di ripetere il successo dello scorso anno, colorando un’altra volta di viola, e non solo, le strade della Capitale.
“Peccato che di “No B Day” ce ne sia soltanto uno all’anno. Sarebbe necessario scendere tutti i giorni in piazza per protestare con forza contro una simile gestione della cosa pubblica”. È questo l’ultimo telegramma tagliente che De Pierro invia al primo ministro e al suo modo di guidare il Paese.
Il responsabile cittadino dell’Italia dei Diritti: “La Regione deve creare una rete di assistenza scolastica più adeguata, poiché anche le strutture che ospitano meno alunni hanno il diritto a usufruire degli stessi benefici delle altre scuole”
Genova- Una scuola materna statale è stata chiusa a Genova a causa dei tagli applicati dalla Regione ai fondi necessari. Sono così rimasti privi del servizio educativo circa quindici bambini, che per giunta non hanno potuto iscriversi ad altre scuole perché la notizia della chiusura è stata data pochi giorni dopo il blocco delle iscrizioni. A commentare la vicenda a dir poco tragicomica è Edoardo Buganza, responsabile per il Comune di Genova dell’Italia dei Diritti: “Non so se la decisione di chiudere la scuola sia dovuta a un segno di protesta per richiamare l’attenzione delle istituzioni affinché prestino più attenzione per le prestazioni scolastiche. Va salvaguardato il diritto allo studio sempre e comunque, al di là delle questioni economiche. La Regione deve creare una rete di assistenza scolastica – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro -, poiché anche le strutture che ospitano meno alunni hanno il diritto a usufruire degli stessi benefici delle altre scuole”.
Il presidente del movimento Antonello De Pierro: “Organizzeremo clamorose manifestazioni di protesta a partire da un numero infinito di incatenamenti lungo il raccordo anulare”
Roma – “Noi dell’Italia dei Diritti non possiamo stare certo a guardare quello che è l’ennesimo ‘scippo’ alle tasche dei cittadini, visto che sia il nostro dna, sia la nostra ragione sociale, sono rivolti a salvaguardare i diritti in particolar modo delle fasce più deboli”. Con queste parole il presidente del movimento nazionale Antonello De Pierro dichiara guerra aperta all’idea avanzata dall’Anas circa l’istituzione del pedaggio elettronico sul Grande Raccordo Anulare di Roma e sul tratto stradale che collega la Capitale con Fiumicino. “Siamo sbigottiti e scandalizzati – continua De Pierro – di fronte al progetto dell’Anas che, sfruttando perfettamente un assist legislativo fornito su un piatto d’argento dall’ultima finanziaria del governo Berlusconi, sta per introdurre un tale, ignobile, balzello. Non abbiamo mai creduto, neanche per un secondo, all’attendibilità dell’opposizione di Renata Polverini al provvedimento, né ai proclami di Gianni Alemanno che, annunciando azioni plateali come quella di sfondare con la propria auto un casello che non si capisce nemmeno quale sia, dacché si parla di videopedaggi, sta cercando di riconquistare qualche briciola della credibilità persa fortemente per strada nel suo percorso amministrativo. È chiaro che stanno prendendo in giro i cittadini. L’intenzione di istituire il pagamento del pedaggio c’è, e se qualcuno non si opporrà realmente con vigore sarà attuato a breve. Su questo fronte noi non ci lasceremo intimorire e annunciamo battaglia, certi che i cittadini saranno dalla nostra parte. Il copione come sempre è lo stesso: raccontare favole per poi fare assimilare e accettare quasi automaticamente il nuovo esborso, come già accaduto con i parcometri o molto prima con l’Ici”.
Il presidente dell’Italia dei Diritti, pensando alle conseguenze che il videopedaggio sul Gra avrebbe sulla viabilità della Capitale aggiunge: “Tutto ciò, oltre che essere immorale nei confronti di chi è costretto per lavoro a percorrere il Gra diverse volte al giorno, obbligherà molti a evitare l’ingiusto assalto legalizzato alle proprie tasche riversandosi sulle strade consolari, già abbondantemente intasate. Chi non è di Roma non si senta estraneo e indenne da tale sopruso legislativo – avvisa De Pierro –, in quanto non è da escludere che presto cominceranno a pensare di introdurre pedaggi anche sulle strade statali. A fronte di ingenti somme di denaro sottratte allo Stato da politicanti disonesti, la parola d’ordine sembra essere ormai sempre più fare cassa con i soldi dei contribuenti. Annunciamo perciò clamorose manifestazioni di protesta – conclude il presidente del movimento nazionale –, a partire da un numero infinito di incatenamenti lungo il raccordo anulare”.
Il responsabile cittadino dell’Italia dei Diritti: “La Regione deve creare una rete di assistenza scolastica più adeguata, poiché anche le strutture che ospitano meno alunni hanno il diritto a usufruire degli stessi benefici delle altre scuole”
Genova- Una scuola materna statale è stata chiusa a Genova a causa dei tagli applicati dalla Regione ai fondi necessari. Sono così rimasti privi del servizio educativo circa quindici bambini, che per giunta non hanno potuto iscriversi ad altre scuole perché la notizia della chiusura è stata data pochi giorni dopo il blocco delle iscrizioni. A commentare la vicenda a dir poco tragicomica è Edoardo Buganza, responsabile per il Comune di Genova dell’Italia dei Diritti: “Non so se la decisione di chiudere la scuola sia dovuta a un segno di protesta per richiamare l’attenzione delle istituzioni affinché prestino più attenzione per le prestazioni scolastiche. Va salvaguardato il diritto allo studio sempre e comunque, al di là delle questioni economiche. La Regione deve creare una rete di assistenza scolastica – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro -, poiché anche le strutture che ospitano meno alunni hanno il diritto a usufruire degli stessi benefici delle altre scuole”.
Il responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti: “Quando il ritardo è catastrofico il ritardatario merita biasimo e nessun apprezzamento”
Roma – Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha annunciato l’emanazione di un’ordinanza cittadina per impedire un’ulteriore proroga alla legge nazionale che stabiliva, già a partire dal 2010, la completa sostituzione dei sacchetti per la spesa in plastica con quelli biodegradabili. Tale misura potrebbe alleggerire la Capitale di un quantitativo enorme di plastica inquinante, sull’esempio dei molti Comuni in cui è già stata adottata. “Meglio tardi che mai – ha commentato Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti –, ma quando il ritardo è catastrofico il ritardatario merita biasimo e nessun apprezzamento. La situazione per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti di Roma – prosegue Marinelli – è analoga a quella di Napoli, con l’unica differenza che lì la camorra è più chiara ed evidente nelle sue manifestazioni, mentre nella Capitale è più sotterranea. Premesso ciò, in entrambe le ‘capitali’ dell’Italia peninsulare, vista la prossima divisione bossiana, si va a passo di carica verso il disastro irreversibile. Le discariche di Roma sono infatti nelle stesse condizioni di quelle partenopee. Fa specie, quindi, che il sindaco Alemanno rivendichi come un moto di ecologismo una decisione che è in realtà imposta dall’Unione Europea, ultima anch’essa nel recepire le istanze dei cittadini europei più evoluti che da tempo al supermercato usano le retine o ‘shopper’ di amido di mais o di altre sostanze biodegradabili. Già qualche operatore privato, a onor del vero, aveva fornito alla propria clientela un’alternativa più ecologica alla plastica. È chiaro, però, che dev’essere la politica a imporrre le regole e a fornire ai cittadini il buon esempio. Ma dal Silvio nazionale alle strade di Napoli invase ancora una volta di rifiuti – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – l’esempio non è dei migliori e il sindaco Alemanno con i suoi tardivi proclami è in perfetta sintonia con tale scenario”.
Il responsabile cittadino dell’Italia dei Diritti: “La Regione deve creare una rete di assistenza scolastica più adeguata, poiché anche le strutture che ospitano meno alunni hanno il diritto a usufruire degli stessi benefici delle altre scuole”
Genova- Una scuola materna statale è stata chiusa a Genova a causa dei tagli applicati dalla Regione ai fondi necessari. Sono così rimasti privi del servizio educativo circa quindici bambini, che per giunta non hanno potuto iscriversi ad altre scuole perché la notizia della chiusura è stata data pochi giorni dopo il blocco delle iscrizioni. A commentare la vicenda a dir poco tragicomica è Edoardo Buganza, responsabile per il Comune di Genova dell’Italia dei Diritti: “Non so se la decisione di chiudere la scuola sia dovuta a un segno di protesta per richiamare l’attenzione delle istituzioni affinché prestino più attenzione per le prestazioni scolastiche. Va salvaguardato il diritto allo studio sempre e comunque, al di là delle questioni economiche. La Regione deve creare una rete di assistenza scolastica – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro -, poiché anche le strutture che ospitano meno alunni hanno il diritto a usufruire degli stessi benefici delle altre scuole”.
Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Questi soggetti infangano la divisa che portano”
Roma – “Quanto accaduto porta con sé sicuramente una nota di rammarico dovuta al fatto che qualcuno tra le forze dell’ordine va controcorrente infangando la divisa che porta”. Così Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, commenta l’arresto per narcotraffico di un poliziotto della Polaria di Fiumicino e di due finanzieri in servizio presso lo stesso aeroporto. I tre, arrestati nell’ambito di un’indagine su un presunto traffico di droga dall’Ecuador, sono stati rinchiusi nel carcere di Regina Coeli. Un quarto elemento, un poliziotto in pensione, è scappato rendendosi irreperibile. “Meno male che tra la forze dell’ordine ci sono persone che hanno restituito il giusto valore alla divisa che indossano – continua Soldà –. Come in tutte le situazioni esistono mele marce, anche se sarebbe sbagliato generalizzare. È importante aver fermato un carico di droga che altrimenti sarebbe stato immesso sul mercato generando ulteriori vittime, quindi non posso che esprimere la mia soddisfazione per il lavoro encomiabile di quanti ogni giorno tutelano i valori della legalità e della giustizia. Per contro – conclude il rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro – ritengo che chi veste una divisa e viene coinvolto in questo tipo di reati dovrebbe avere una pena ancor più severa”.
Il responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti: “Giusto lottare per tutte quelle vite spezzate a causa della negligenza delle istituzioni”
Roma – Ieri la città di Ferrara, in occasione del quinto anniversario dalla tragica morte di Federico Aldrovandi, il ragazzo barbaramente ucciso dalla polizia nel 2005, ha dedicato un’intera giornata alla commemorazione di tutte le vittime cadute per mano delle forze dell’ordine. Alla cerimonia hanno preso parte anche i familiari di Stefano Cucchi e la madre di Carlo Giuliani, i quali hanno ricordato con estrema emozione la morte dei loro cari chiedendo ancora una volta giustizia allo Stato. Riguardo la doverosa manifestazione ha espresso un parere anche il responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti Giuliano Girlando, che ha dichiarato: “Il crimine va punito in tutte le sue forme e credo sia giusto lottare per tutte quelle vite spezzate a causa della negligenza delle istituzioni. Noi come Italia dei Diritti parteciperemo al No B-day2 per ribadire la cultura della legalità e scenderemo in piazza a fianco dei più deboli protestando per questi scempi indegni. Uno Stato che si rispetti deve tutelare e salvaguardare il benessere personale e collettivo. Dobbiamo difendere questi diritti - conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - e garantire la sicurezza a ciascun individuo”.
La responsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “Mi auguro che I sacrifici imposti dal piano di rientro non colpiscano solo i cittadini ma anche i dirigenti e i consulenti delle varie Asl con consistenti riduzioni dei vari emolumenti”
Bari – Non si arrestano i tagli in materia di sanità effettuati dalla Regione Puglia. Secondo quanto predisposto dal piano di rientro sanitario approvato lo scorso 23 settembre, il governo pugliese per obbedire alle pressioni imposte recentemente dall’esecutivo nazionale, ha dovuto ridurre pesantemente i posti letto di vari nosocomi presenti sul territorio. La manovra finanziaria riguarda diversi distretti sanitari: a finire nel mirino dei tagli sono infatti le città di Bari, Foggia, Lecce , Taranto, Brindisi.
Questo stato di cose ha destato la preoccupazione di varie strutture ospedaliere che rischiano di chiudere a causa delle riduzioni imposte dal governo. In riferimento all’ennesima notizia coinvolgente la sanità è intervenuta Patrizia Lusi, responsabile per la Puglia dell’Italia dei Diritti: “I tagli alla sanità pugliese predisposti dal piano sanitario sono stati una risposta al deficit finanziario di quel settore e alla diminuzione dei trasferimenti statali. Detto piano sta creando diverse problematiche che vanno dalla necessità di mantenere i livelli di occupazione dei lavoratori della Sanità pubblica e privata, al diritto alla salute e all'assistenza sanitaria dei cittadini pugliesi. Nonostante alcuni territori saranno privati dei nosocomi e della relativa assistenza sanitaria, attualmente presente, scelte di responsabilità hanno indotto la giunta di Vendola e il Consiglio Regionale a dover individuare le soluzioni più idonee per garantire i servizi sanitari distribuendoli tra varie strutture in grado di accorpare e soddisfare il maggior numero di cittadini possibile. L'auspicio è che l'inevitabile politica di tagli vada a colpire anche incarichi di consulenza rilasciati dai dirigenti delle varie Asl che, in alcuni casi, superano lo stipendio dello stesso presidente Vendola. Insomma, mi auguro che i sacrifici imposti dal piano di rientro – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – non colpiscano solo i cittadini che continuano a pagare le tasse ed hanno diritto ai servizi sanitari, ma anche i dirigenti e i consulenti delle varie Asl con consistenti riduzioni dei vari emolumenti”.
Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Invece di parlare dei problemi della gente si continua a denigrare gli avversari politici”
Roma, 24 settembre 2010 – Nell’intervento alla Camera dello scorso 22 settembre il presidente dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro è tornato ancora una volta sulle parole diffamatorie che, in più occasioni, il premier Berlusconi ha avuto ad esprimere sulla validità del suo percorso accademico, bollandole come prive di ogni fondamento.
Solidarietà all’ex Pm è stata espressa da Roberto Soldà vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Anziché parlare dei problemi reali dei cittadini, si continua a denigrare la figura di uno dei principali leader dell’opposizione. Farebbe bene a sporgere querela per porre fine a questo stillicidio e intavolare, finalmente, un dibattito su temi di reale interesse nazionale”.
L’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro ricorda:” Scopo della politica dovrebbe sempre essere la ricerca del bene comune, basata su validi principi morali es ul rispetto della controparte. Constatiamo che il pericolante governo Berlusconi è sempre più lontano da realizzare tale obiettivo”.
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