Il leader dell'Italia dei Diritti - De Pierro analizza il pericoloso legame tra la cultura del possesso cantata all'Ariston e la recrudescenza della violenza di genere: "Il servizio pubblico non può premiare modelli relazionali che la legge cerca faticosamente di sradicare. La musica non può diventare lo specchio di un'Italia che non vuol guaritre".
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Roma - L'eco delle polemiche nate sul palco dell'Ariston non accenna a spegnersi. Mentre le classifiche celebrano il trionfo di Sal Da Vinci, una voce fuori dal coro si leva con forza per denunciare i rischi sociali sottesi a un certo tipo di narrativa musicale. Antonello De Pierro, giornalista e presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, analizza in questa conversazione il pericoloso cortocircuito tra industria dello spettacolo e diritti civili, tracciando un legame diretto tra il linguaggio delle canzoni e le piaghe sociali dello stalking e della violenza di genere.
Presidente De Pierro, la sua posizione sulla vittoria di Sal Da Vinci ha sollevato un polverone. Molti la accusano di voler "processare" una canzone d'amore. È davvero così?
Assolutamente no. Qui non siamo in un tribunale inquisitorio contro la musica, ma in un osservatorio sociologico sui diritti. La mia critica non è rivolta all'uomo o all'artista, ma al messaggio che il pubblico ha deciso di elevare a simbolo nazionale. Sal Da Vinci è un interprete di indiscutibile talento, un professionista con una vocalità straordinaria e una storia artistica di tutto rispetto. Il punto non è "come" canta, ma "cosa" il pubblico ha voluto sentire e premiare in questa edizione del Festival. Quando una nazione intera sceglie un brano che declina l’amore come una forma di sottomissione eterna e dipendenza vitale, sta lanciando un segnale d'allarme che non possiamo ignorare.
Leggi tutto: L'intervista su Sanremo 2026, affondo di Antonello De Pierro contro trionfo linguaggio patriarcaleIl giornalista presidente dell’Italia dei Diritti-De Pierro apre lo scrigno dei ricordi: "Enrica non era solo una stella della TV, era la nostra leonessa nelle battaglie per gli ultimi. Tra noi un legame eterno nato sulle frequenze di Radio Roma"

Roma - La notizia della scomparsa di Enrica Bonaccorti ha lasciato un vuoto siderale nel mondo dello spettacolo italiano. Per capire chi fosse realmente Enrica al di fuori dei riflettori, abbiamo incontrato Antonello De Pierro, giornalista e presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro. De Pierro, che con lei ha condiviso anni di militanza animalista e successi radiofonici, ci accoglie nel suo studio, visibilmente commosso, circondato da foto e ritagli che testimoniano un sodalizio d'altri tempi.
Presidente De Pierro, oggi l’Italia piange Enrica Bonaccorti. Qual è il primo pensiero che le è balzato in mente appena appresa la notizia?
"Un senso di ingiustizia profonda. Se ne va una donna che era un esempio raro di 'dolcezza professionale'. Enrica aveva una classe innata, ma sotto quella superficie vellutata batteva il cuore di una guerriera. Il mio pensiero è andato immediatamente a tutte le battaglie condivise. Non ho perso solo una collega stimata o un'ospite illustre delle mie trasmissioni; ho perso una complice morale. Il nostro era, ed è, un legame che non muore mai, perché fondato su valori che superano la barriera dell'esistenza terrena."
Facciamo un salto indietro nel tempo. Lei era direttore di Radio Roma e la Bonaccorti era una presenza fissa nei suoi studi. Che atmosfera si respirava?
"Era un’epoca d’oro. Radio Roma era un laboratorio di idee e di civismo. Enrica veniva da noi non per fare passerella, ma perché credeva nel potere della parola. Ricordo la sua agguerritezza: era tra i personaggi più determinati nel sostenerci. Quando lanciai l'iniziativa per l'apertura di un pronto soccorso veterinario gratuito a Roma, lei non si limitò a un 'bravo Antonello'. Si rimboccò le maniche. Realizzò per noi una serie di spot di sensibilizzazione contro l’abbandono che io facevo trasmettere a tappeto. La sua voce entrava nelle case dei romani non per vendere qualcosa, ma per chiedere dignità per chi non ha voce."
Leggi tutto: L’ultimo saluto a un’anima eletta, intervista esclusiva ad Antonello De Pierro su Enrica BonaccortiIl leader del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, storica voce di Radio Roma e direttore di Italymedia.it, si confessa in un colloquio a tutto campo tra cinema, impegno civile e grandi amicizie, ribadendo la centralità dell'arte nella sua battaglia politica

Roma - All'indomani del grande successo riscosso all'Anica dal docufilm di Pierfrancesco Campanella, "C’era una volta il beat italiano", abbiamo incontrato Antonello De Pierro. Il presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, figura di spicco del panorama giornalistico e politico romano, ha condiviso con noi una riflessione profonda che lega indissolubilmente la sua storica attività di promozione culturale su Radio Roma e Italymedia.it alla sua attuale sfida alla guida del movimento che porta il suo nome. Tra aneddoti legati alle icone presenti all'evento e una visione granitica sul futuro del cinema italiano, De Pierro traccia la rotta di un impegno che non conosce sosta.
Presidente De Pierro, la serata all’Anica per il docufilm di Pierfrancesco Campanella è stata un trionfo. Ma per lei non è stata solo una "prima", quanto l'ennesima tappa di una lunga marcia culturale. Qual è il significato profondo di questo evento?
"Guardi, per me sostenere l’opera di Pierfrancesco non è solo un atto di amicizia, che pure è profonda e storica, ma un preciso dovere civile. Il Beat italiano, che lui ha magistralmente raccontato, è stato l’ultimo grande momento in cui i giovani hanno preteso e ottenuto un ruolo attivo nella società, rompendo schemi ammuffiti. Oggi, come leader dell'Italia dei Diritti - De Pierro, vedo nel cinema di qualità uno strumento di emancipazione. Difendere il Made in Italy cinematografico significa difendere la nostra identità e la nostra libertà di pensiero contro l'omologazione imperante."
Leggi tutto: La cultura come baluardo di libertà, intervista ad Antonello De Pierro all'AnicaDall’incontro storico in via Sistina agli spot contro l’abbandono degli animali su Radio Roma. Il ricordo del giornalista e presidente dell’Italia dei Diritti-De Pierro per la scomparsa di una "paladina degli ultimi". Un’amicizia nata sotto il segno dell’impegno sociale che ha segnato un’epoca

Roma – Il mondo della cultura e dello spettacolo italiano piange oggi la scomparsa di Enrica Bonaccorti, un’icona di stile, intelligenza e sensibilità. Ma c’è chi, oltre al personaggio pubblico, piange un’amica sincera e una compagna di una grande battaglia civile. Antonello De Pierro, giornalista di lungo corso e attuale presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, appare visibilmente scosso. Per lui, la perdita della Bonaccorti non è solo un lutto che colpisce il panorama mediatico nazionale, ma la fine di un capitolo fondamentale della sua stessa biografia professionale e umana.
Il rapporto tra De Pierro e la Bonaccorti non è stato un semplice incrocio di carriere, ma una fusione di intenti cementata da una visione comune: la tutela dei diritti degli animali e di tutti gli esseri indifesi.
L'incontro a casa Bonaccorti, quell'Intervista in via Sistina
Uno dei ricordi più vividi che De Pierro custodisce gelosamente risale al tempo in cui il portale Italymedia.it consolidava la sua posizione come voce fuori dal coro. Enrica Bonaccorti, con la generosità che solo i grandi sanno mostrare, aprì le porte della sua intimità, accogliendo Antonello De Pierro nella sua abitazione di via Sistina.
In quell'occasione, De Pierro non era solo; lo accompagnavano una sua collaboratrice, la giornalista Patrizia Notarnicola, incaricata di raccogliere una delle interviste più intense mai pubblicate, e il fotografo che avrebbe immortalato l'anima di quella conversazione. Fu in quel salotto che emerse la Bonaccorti "paladina degli amici a quattro zampe". Parlò della sua infanzia in caserma, del dolore per la perdita del cocker Diana e dell'amore per Golfino, il cane che definiva "il golfino del suo cuore". Quell'intervista non fu solo un pezzo di cronaca, ma il manifesto di un impegno che De Pierro avrebbe sposato con vigore negli anni a venire.
Leggi tutto: Il dolore di Antonello De Pierro per l'addio a Enrica Bonaccorti. Cronaca di un legame...
Roma - La drammatica eco dei fatti di Crans-Montana, dove un incendio ha trasformato la notte di Capodanno in una tragedia collettiva, ha scosso profondamente le coscienze europee. Ma laddove molti si fermano al cordoglio, il movimento Italia dei Diritti - De Pierro ha deciso di rispondere con l’azione. Il presidente Antonello De Pierro, dopo aver riunito il direttivo nazionale e ottenuto il pieno mandato operativo, ha annunciato una svolta radicale nella strategia di tutela dei cittadini: la nascita delle "sentinelle della legalità". A guidare e coordinare questo nutrito gruppo di ispettori civici su tutto il territorio nazionale sarà Carlo Spinelli, responsabile per la Politica Interna del movimento.
Una metodologia consolidata: dai "consiglieri ombra" al controllo del territorio
L'iniziativa non nasce dal nulla, ma rappresenta l'evoluzione naturale del modello dei consiglieri ombra, che da anni il movimento utilizza per accendere i riflettori sull'operato (o le inerzie) delle istituzioni locali. Questa volta, sotto la supervisione di Spinelli, l’obiettivo si sposta capillarmente sui luoghi della movida e dell’aggregazione.
Le "sentinelle" agiranno in modo discreto. Si presenteranno nei locali come comuni avventori, ma con una missione precisa: documentare eventuali irregolarità e attivare immediatamente gli organi competenti.
"Nessun locale, se non rispetta le norme, potrà sentirsi al sicuro", ha dichiarato De Pierro. "Le nostre sentinelle non annunceranno la loro presenza, ma agiranno con rigore per garantire che la vita delle persone non sia messa a rischio dal profitto selvaggio".
Leggi tutto: Sicurezza e legalità, la svolta dell’Italia dei Diritti-De Pierro dopo la tragedia di Capodanno a...Il leader di Italia dei Diritti - De Pierro, già storico direttore di Radio Roma, ha presenziato alla prima dell'attrice dopo sei anni di assenza, ribadendo il suo impegno militante a sostegno del teatro e della dignità dell'arte

Roma - Roma è tornata a respirare l’aria della grande commedia, quella che non si limita al solletico del palato comico, ma che scava nelle piaghe delle convenzioni sociali per restituire dignità all’essere umano. Il Teatro delle Muse, storico presidio di resistenza culturale nella Capitale, ha tenuto a battesimo il ritorno in scena di una delle icone più amate del palcoscenico capitolino, la mitica Luciana Frazzetto. Dopo un’assenza durata sei lunghi anni, l’attrice ha ripreso possesso del suo regno, dimostrando che il talento, quando è cristallino, non teme il trascorrere del tempo.
Un sostegno storico, la presenza di Antonello De Pierro
In una platea gremita in ogni ordine di posto, a testimoniare l’importanza dell’evento, non poteva mancare Antonello De Pierro. La sua presenza non è stata solo quella di un illustre spettatore, ma ha rappresentato il rinnovo di un impegno decennale a favore dell'arte e della legalità culturale. De Pierro, che per dieci anni, dalla tolda di comando di Radio Roma, ha rivoluzionato l’etere romano dando voce e spazio infinito al teatro (spesso trascurato dai grandi circuiti mediatici), continua oggi quella battaglia con una veste politica e sociale ancora più marcata.
Come leader del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, ha voluto ribadire con la sua partecipazione che la cultura è un diritto inalienabile e che il teatro è il termometro della salute democratica di un paese. Il suo sostegno "testimoniale" alle Muse è il segno tangibile di una coerenza intellettuale che parte dal giornalismo d'assalto e approda alla tutela dei valori civili, vedendo nello spettacolo dal vivo un baluardo contro l'inaridimento delle coscienze.
Leggi tutto: Luciana Frazzetto incanta il Teatro delle Muse, il sostegno di Antonello De Pierro tra applausi e...Il leader del movimento Italia dei Diritti - De Pierro lancia un duro atto d'accusa contro il brano vincitore del Festival: "Non è romanticismo, è la celebrazione della dipendenza affettiva che alimenta la cultura del possesso e ostacola la lotta al femminicidio".


Roma – Non si placa l’indignazione di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, all’indomani della vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo 2026 con il brano "Per sempre sì".Quello che per molti è un trionfo della melodia popolare, per il leader del movimento per i diritti civili rappresenta un pericoloso arretramento culturale che rischia di normalizzare dinamiche relazionali tossiche sotto il manto rassicurante della "canzone d'amore".
La condanna di Antonello De Pierro: "Un inno alla dipendenza patologica"
Antonello De Pierro, da sempre in prima linea per la tutela della dignità individuale e contro ogni forma di prevaricazione, ha analizzato con estremo rigore il testo di "Per sempre sì", brano che ha scalato le classifiche ma che, secondo il giornalista e leader politico, trasuda una concezione "padronale" dell'affettività.
"Non possiamo restare silenti di fronte a una narrazione che riporta l’orologio della storia indietro di cinquant'anni", ha dichiarato De Pierro. "Dire a una donna che senza di lei la vita non ha valore non è poesia, è la genesi della dipendenza affettiva. È quel possesso psicologico che troppo spesso, nella cronaca nera che denunciamo ogni giorno, si trasforma in tragedia".
Leggi tutto: Vittoria che offende progresso civile, Antonello De Pierro contro "Medioevo sentimentale" di Sal...Dopo la tragedia di Crans-Montana, il presidente dell'Italia dei Diritti - De Pierro lancia la sfida alla "mala gestione" dei locali pubblici. Una rete di sentinelle sul territorio e una proposta di legge per colpire duramente chi mette a rischio la vita dei cittadini

Roma - L’iniziativa del movimento Italia dei Diritti - De Pierro segna una svolta nel panorama della cittadinanza attiva. Dopo il via libera del direttivo nazionale, il movimento guidato da Antonello De Pierro lancia un monitoraggio senza precedenti sulla sicurezza dei locali pubblici, puntando non solo alla denuncia delle irregolarità, ma a una riforma legislativa che metta fine all'epoca delle sanzioni simboliche. In questa intervista esclusiva, il presidente De Pierro illustra la strategia operativa e la ferma posizione politica del movimento.
Presidente De Pierro, la tragedia di Capodanno a Crans-Montana sembra aver segnato un punto di non ritorno per il Suo movimento. Perché avete deciso di scendere in campo direttamente con le "sentinelle della legalità"?
"Quello che è successo a Crans-Montana non è solo una tragedia, è un monito. Non possiamo più permetterci di aspettare che le istituzioni, a volte troppo lente o distratte, agiscano. Con il direttivo nazionale abbiamo deciso di traslare l'esperienza dei nostri 'consiglieri ombra' su un piano operativo immediato. Le sentinelle della legalità nascono per essere gli occhi dei cittadini laddove la politica e i controlli ufficiali non arrivano. È un atto di responsabilità civile verso il Paese."
Come funzionerà operativamente questo monitoraggio? Sarà un'azione coordinata?
"Assolutamente sì. A coordinare l'intero apparato nazionale delle sentinelle sarà Carlo Spinelli, il nostro responsabile per la Politica Interna. Il piano è semplice ma efficace: i nostri volontari entreranno nei locali come normali avventori. Non saranno lì per disturbare o per fare spettacolo, ma per osservare. Se noteranno un'uscita di sicurezza sbarrata con un lucchetto, un sovraffollamento oltre i limiti della decenza, o livelli acustici che superano la soglia del danno biologico, documenteranno tutto e attiveranno immediatamente gli organi preposti: Vigili del Fuoco, Asl, Nas e Polizia Locale."
Leggi tutto: Intervista ad Antonello De Pierro. Sicurezza non è optional, pronti a chiedere revoca licenze per...Mentre i leader dei partiti tradizionali faticano a mantenere l'engagement, il giornalista romano consolida il sorpasso su Tajani e Fratoianni. Una crescita organica che trasforma la denuncia territoriale in consenso nazionale e scuote i palazzi della politica

Roma – Non è più solo un’avvisaglia, ma un consolidato terremoto nelle gerarchie della comunicazione politica italiana. I dati ufficiali estratti dalla piattaforma Politica su Facebook confermano un traguardo che sta facendo tremare i palazzi del potere romano: la pagina ufficiale di Antonello De Pierro, leader del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, ha ufficialmente superato la soglia dei 260.000 follower.
Un numero che, contestualizzato nel panorama attuale, racconta una storia di sorpassi clamorosi e di una nuova forma di consenso "dal basso".
Il "grande sorpasso", De Pierro batte i leader di sistema
Ciò che colpisce non è solo il dato assoluto, ma il confronto diretto con i pesi massimi della politica tradizionale. Nel giro di pochi mesi, De Pierro ha scavalcato figure istituzionali che godono di una visibilità mediatica quotidiana nei talk show e nei tg nazionali:
Antonio Tajani (Forza Italia): Il vicepremier e ministro degli Esteri è rimasto distanziato a quota 147.000, segnando un divario di oltre 113.000 unità rispetto a De Pierro.
Nicola Fratoianni (Avs): Superato di oltre 40.000 follower.
Antonio Di Pietro: Lo storico leader dell'IdV, pur mantenendo un buon seguito (218.000), è stato definitivamente sorpassato dalla crescita esponenziale del giornalista romano.
Attualmente, il leader dell'Italia dei Diritti ha messo nel mirino i "giganti" dell'opposizione: Carlo Calenda (~372.000) ed Elly Schlein (~385.000). Se il trend di crescita del 2026 dovesse mantenersi costante, il sorpasso potrebbe avvenire entro la fine dell'anno.
Leggi tutto: Il "caso De Pierro"e gli oltre 260.000 follower, la rivoluzione digitale dell’Italia dei DirittiIl leader dell'Italia dei Diritti - De Pierro scala la classifica di Politica su Facebook e supera il suo ex mentore, distaccando anche big del governo come Tajani e Lupi

Roma – C’è un dato che, nelle ultime analisi sui flussi di consenso digitale a fine 2025, sta attirando l’attenzione degli esperti di comunicazione politica: il sorpasso di Antonello De Pierro ai danni del suo ex leader storico, Antonio Di Pietro.
Non è solo una questione di numeri, ma un segnale dei tempi. Secondo i dati aggiornati all' 8 marzo 2026 di PoliticaSuFacebook.it, Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, ha raggiunto i 260.774 follower, posizionandosi al 53° posto nella classifica generale dei politici italiani. Pochi gradini più in basso, al 60° posto, si trova Antonio Di Pietro con 218.719 follower.
Dall'ombra della segreteria alla luce del web
Il dato assume un valore quasi romanzesco se si guarda al passato. Antonello De Pierro ha iniziato la sua carriera politica proprio nelle file dell'Italia dei Valori. Prima come segretario del XIII Municipio (oggi X, il territorio di Ostia) e poi come capo ufficio stampa della Segreteria Romana e della Vice Segreteria Regionale del Lazio.
In quegli anni, Di Pietro era l'eroe nazionale di "Mani Pulite", il leader capace di riempire le piazze e dominare i talk show. De Pierro era l'uomo della comunicazione sul territorio, colui che tesseva le fila dei rapporti con la stampa locale. Oggi, a distanza di anni, l'allievo ha superato il maestro sul terreno della visibilità digitale, un campo dove Di Pietro era stato, tra l'altro, uno dei primi pionieri tra i politici della "vecchia guardia".
Leggi tutto: Il sorpasso che non ti aspetti, Antonello De Pierro batte Antonio Di Pietro sui socialIl leader del movimento Italia dei Diritti - De Pierro e già direttore storico di Radio Roma analizza il profondo legame tra impegno civile e palcoscenico, partendo dal successo di "C’eravamo tanto odiati" per riflettere sulla solitudine moderna e il valore dell'amicizia

Roma - Dopo la prima di "C’eravamo tanto odiati" al Teatro Golden, abbiamo incontrato il Presidente Antonello De Pierro. Tra i ricordi degli anni a Radio Roma e le nuove battaglie civili, emerge il ritratto di un uomo che vede nel palcoscenico lo specchio necessario di una società che non deve mai perdere la propria umanità.
Presidente De Pierro, la sua presenza al Teatro Golden per la prima di Ammendola e Oppini non è passata inosservata. Cosa l'ha colpita di più di questo spettacolo?
"Ciò che mi ha colpito profondamente è la capacità di Pino Ammendola di narrare la fragilità umana. Vedere due giganti come Franco Oppini e lo stesso Ammendola interpretare l'odio che scaturisce dal dolore, per poi approdare a una solitudine nuda, è un’esperienza che scuote. Come Italia dei Diritti - De Pierro, sosteniamo questo tipo di teatro: quello che non si limita a intrattenere, ma che obbliga a riflettere sulla precarietà dei legami e sull'illusione del successo."
Leggi tutto: L'intervista a teatro su arte, diritti e memoria, a colloquio con Antonello De Pierro