Il leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro svela i dettagli del nuovo corso impresso al movimento: "Non siamo mai stati una forza locale, ma oggi, con la nomina di un fuoriclasse dell'organizzazione territoriale alla guida delle nostre segreterie locali, colmeremo ogni zona scoperta del Paese per istituzionalizzare definitivamente la nostra politica di prossimità"

Roma – Lo incontriamo a poche ore dall'annuncio che ha ridefinito l'organigramma nazionale del movimento. Antonello De Pierro, presidente dell'Italia dei Diritti-De Pierro, non nasconde l'entusiasmo. La scrivania è sommersa dalle planimetrie organizzative delle nuove segreterie provinciali in fase di inaugurazione, a testimonianza del fatto che la macchina operativa, sotto la spinta della nuova nomina, si è già messa in moto a pieno regime.
Presidente De Pierro, andiamo subito al punto. Affidare a Danilo Barbuto la carica di responsabile nazionale del Coordinamento Territoriale e dei Circoli è una mossa che ridefinisce gli equilibri interni ed esterni del movimento. Perché proprio lui e perché in questo preciso momento storico?
«Guardi, la politica odierna soffre di un male oscuro: l'evanescenza. I partiti si sono trasformati in comitati elettorali digitali, privi di carne, sangue e, soprattutto, di radicamento reale. L'Italia dei Diritti ha sempre remato in direzione ostinata e contraria rispetto a questa deriva. In quest'ottica, la scelta di Danilo Barbuto non è semplicemente opportunistica, è scientifica. Danilo è l'uomo che ha dimostrato al Paese, partendo dalla trincea dei Meetup di Roma, che la democrazia dal basso non è un'utopia se supportata da un metodo rigoroso, da una logistica impeccabile e da una dedizione totale al territorio. Scegliere lui oggi significa dire all'Italia che la nostra fase di radicamento entra in un'era di maturità geometrica. Non vogliamo solo essere presenti, vogliamo essere capillarmente incidenti».
Parliamo del ruolo specifico: "Coordinamento Territoriale e Circoli". Nella pratica quotidiana, come si tradurrà la regia di Barbuto per i cittadini che già frequentano o frequenteranno l'Italia dei Diritti-De Pierro?
«Significa standardizzare l'eccellenza. Il circolo, per noi, non è un luogo dove ci si riunisce per fare sterile filosofia politica o per spartirsi percentuali di potere che non esistono. Il circolo dell'Italia dei Diritti deve essere un presidio di legalità, un tribunale del popolo a cui il cittadino può rivolgersi quando la burocrazia lo schiaccia, quando l'ospedale non lo cura, quando l'amministrazione locale gira la testa dall'altra parte. Danilo ha il compito di prendere questo modello, che noi applichiamo da anni, e renderlo un protocollo rigido, replicabile e impeccabile in ogni singola sede. Gestirà la formazione dei coordinatori, detterà i tempi della mobilitazione e, soprattutto, applicherà quella disciplina organizzativa che è il suo marchio di fabbrica. Con Barbuto alla guida, chi entra in un nostro circolo troverà una struttura pronta a combattere la sua battaglia dal giorno zero».
Leggi tutto: Con Barbuto i territori diventano l'avanguardia del riscatto civico, intervista esclusiva ad...Il sindaco Claudio Giustini attacca la stampa e le segnalazioni del movimento alla presenza del presidente Antonello De Pierro, impossibilitato a replicare per regolamento. Il noto giornalista d'inchiesta e leader del movimento affida ai canali mediatici una risposta dettagliata e preannuncia un cambio di passo radicale: "Informazione è responsabilità civile. Saremo sentinelle inflessibili a tutela dei cittadini, senza genuflessioni". Sotto la lente anche le affermazioni sul presunto "danno d'immagine" e l'attesa dei verbali ufficiali sull'albo pretorio

Roma - Mercoledì scorso si è tenuto il consiglio comunale d’insediamento a Percile, l’incantevole borgo della Valle dell’Aniene immerso nella cornice naturalistica del Parco dei Monti Lucretili, a seguito delle recenti consultazioni elettorali. La seduta, presieduta dal sindaco neoeletto e riconfermato Claudio Giustini, ha visto l’insediamento ufficiale, tra i banchi dell'opposizione, dei consiglieri eletti per il movimento Italia dei Diritti - De Pierro: Luca Hammad, già candidato alla carica di primo cittadino, e Barbara Pasquini, risultata la figura più votata in assoluto tra tutti i candidati alla carica di consigliere.
Tuttavia, l'avvio della nuova consiliatura è stato contrassegnato da un episodio che ha creato un clima di tensione istituzionale, suscitando profonda perplessità sul piano del galateo istituzionale e del principio del contraddittorio. Prima ancora di prestare il solenne giuramento di rito, il sindaco Giustini ha ritenuto di dover prendere la parola per rivolgere pubblicamente una serie di contestazioni, incentrate su articoli giornalistici e segnalazioni territoriali apparsi nei mesi precedenti su diverse testate.
Il primo cittadino ha indirizzato la propria intemerata direttamente al presidente del movimento, il noto giornalista d’inchiesta Antonello De Pierro, presente tra il pubblico. Come da consolidata tradizione, infatti, il leader del movimento presenzia personalmente, ove possibile, alla seduta inaugurale delle assise civiche in cui si insediano gli eletti sotto il simbolo dell'Italia dei Diritti-De Pierro. Sfruttando la cornice di una seduta pubblica e la rigida applicazione del regolamento consiliare, che, com'è noto, inibisce la parola al pubblico presente e ai non componenti dell'assise, il sindaco ha dato vita a un monologo critico privo di qualsivoglia possibilità di replica immediata da parte del destinatario, costringendo quest'ultimo ad affidare ai canali d'informazione la necessaria e puntuale ricostruzione dei fatti.
La disamina delle contestazioni del sindaco, i fatti e le repliche
Il capo dell'amministrazione comunale ha focalizzato il proprio intervento su tre specifici nodi della cronaca locale e dell'attività di sindacato ispettivo svolta sul territorio dal movimento. Questioni che l'Italia dei Diritti-De Pierro rivendica fermamente come espressione della propria identità politica e del diritto di cronaca.
Leggi tutto: A Percile consiglio d’insediamento diventa arena senza contraddittorio, replica Italia dei...Il leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro colpito al volto da un cittadino vicovarese dopo aver parcheggiato davanti ai un bar. Dopo l'interruzione del comizio a Vicovaro lo Stato fallisce ancora la protezione di un soggetto a rischio

Roma - La lunga scia di tensioni che ha accompagnato la campagna elettorale nella Valle dell’Aniene è culminata, nel tardo pomeriggio di lunedì 25 maggio, in un’aggressione fisica brutale ai danni di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti-De Pierro. Un pugno alla mandibola, sferrato con modalità che ricordano le imboscate più buie della cronaca politica, ha trasformato il giorno del verdetto delle urne in una pagina di cronaca nera.
La dinamica, un’aggressione a freddo
Tutto avviene a pochi minuti dalla proclamazione del sindaco di Percile, Claudio Giustini. De Pierro, dopo essersi congratulato con il primo cittadino, si allontana dal seggio in compagnia di Luca Hammad, candidato sindaco nelle file del movimento e appena proclamato consigliere comunale per la lista dell'Italia dei Diritti-De Pierro. I due decidono di recarsi al bar "Il Chiosco", a poche centinaia di metri di distanza, per un breve momento di ristoro prima che il leader prosegua il tour verso Vicovaro e Anguillara Sabazia.
È qui che scatta l'agguato. Appena De Pierro parcheggia la propria autovettura, un uomo identificato come un cittadino residente a Vicovaro si scaglia contro l’auto del giornalista. Non c’è spazio per il dialogo: l’aggressore, spinto da un livore legato all’esito del voto inizia a urlare e inveire accusandolo non si comprende bene di quali colpe. Prima ancora che De Pierro possa scendere dal veicolo, l'uomo colpisce ripetutamente attraverso il finestrino aperto. De Pierro riesce a parare i primi fendenti con il braccio, ma un ultimo colpo raggiunge con violenza la mandibola, scuotendo il leader del movimento mentre è ancora bloccato nel sedile di guida.
La gestione del caos e l'intervento dei Carabinieri
Nonostante il trauma fisico, De Pierro dimostra una lucidità fuori dal comune. Evita la reazione fisica e, per guadagnare secondi preziosi contro un assalitore ancora fuori controllo, non contatta il numero unico di emergenza, ma chiama direttamente sul cellulare il sindaco Giustini. La richiesta è secca: far intervenire immediatamente i Carabinieri di Licenza, presenti a presidio dei seggi a breve distanza.
Leggi tutto: A Percile agguato ad Antonello De Pierro, violenza politica al termine dello spoglio elettoraleIl presidente dell'Italia dei Diritti-De Pierro interviene duramente dopo le elezioni amministrative a Vicovaro: l'affondo contro il consigliere regionale di Forza Italia per la frase sull' "atto sovversivo", la sfida politica ai vertici nazionali di Tajani e l'annuncio di una battaglia legale per i disservizi subiti durante il comizio di chiusura

Roma – All’indomani della proclamazione degli eletti nel comune di Vicovaro, il clima politico è tutt'altro che disteso. Se da un lato il centrodestra festeggia la riconferma di Nello Crielesi, dall'altro Antonello De Pierro, leader dell’Italia dei Diritti-De Pierro e figura centrale nell’opposizione di controllo territoriale, apre un fronte di scontro istituzionale senza precedenti. In questa intervista esclusiva, De Pierro analizza i rischi democratici insiti nelle recenti dichiarazioni di Marco Colarossi, chiarisce la posizione del suo movimento rispetto alla nuova amministrazione e annuncia le prossime mosse legali per un voto che definisce "falsato" nei fatti.
Presidente De Pierro, partiamo dalle dichiarazioni di Marco Colarossi (FI). Lui parla di “atto sovversivo” riferendosi a quanto accaduto lo scorso anno a Vicovaro. Come risponde?
«Rispondo con lo sconcerto di chi vede le istituzioni calpestate da chi dovrebbe rappresentarle. Marco Colarossi non è l’avventore di un bar che commenta il calcio, è il vicecapogruppo di Forza Italia in Regione Lazio. Definire “sovversivo” l’esercizio di un diritto costituzionale, ovvero il ricorso alla giustizia amministrativa che ha portato alla sentenza del Consiglio di Stato è un’affermazione di una gravità inaudita. È un’offesa frontale allo Stato di Diritto. Mi chiedo: secondo Colarossi, la legalità è un accessorio opzionale che si può ignorare se si hanno i voti? È come dire che una donna che denuncia una violenza o una vittima di scippo compiono atti sovversivi perché osano chiedere l’intervento di un giudice. Colarossi deve scusarsi e dimettersi immediatamente».
Lei ha chiamato in causa direttamente i vertici di Forza Italia e persino Marina Berlusconi. Perché questo salto di livello?
«Perché Colarossi ha parlato come esponente di Forza Italia. Noi vogliamo sapere se la linea del partito, oggi guidato da Antonio Tajani, sia diventata quella di tollerare il calpestamento del diritto a ricorrere contro un atto ritenuto illegittimo. Cosa ne pensa Marina Berlusconi, che del padre eredita non solo il patrimonio ma anche una certa sensibilità per le garanzie democratiche? Tajani deve uscire dal silenzio e prendere le distanze da queste pulsioni di analfabetismo istituzionale. Il nostro movimento, l'Italia dei Diritti, non smetterà di incalzarli finché non avremo un chiarimento. Mi stupisco, inoltre, del silenzio del Movimento 5 Stelle, che lo ha eletto prima del suo transito in Forza Italia, e delle altre forze politiche. Evidentemente siamo rimasti gli unici a presidiare i principi democratici».
Leggi tutto: Intervista ad Antonello De Pierro, parlando di "atto sovversivo" Colarossi offende la democraziaIl leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro denuncia il collasso istituzionale durante il comizio di chiusura. Tra ordinanze violate, assenza di forze dell'ordine e intimidazioni lui e la candidata Maria Celentano sono stati ridotti al silenzio da un clima di inaccettabile violenza morale

Roma - Siamo a ridosso del voto amministrativo del 2026. L’aria a Vicovaro è pesante, carica di una tensione che ha superato i confini del dibattito politico per sfociare nel disordine pubblico. Antonello De Pierro, presidente dell'Italia dei Diritti-De Pierro e noto giornalista d'inchiesta, ci riceve ancora scosso, ma determinato. Il comizio di chiusura per Maria Celentano, interrotto d'autorità dallo stesso De Pierro per evitare il peggio, è già diventato un caso nazionale.
Presidente De Pierro, partiamo dalla fine. Lei ha dovuto chiedere alla candidata sindaco Maria Celentano di smettere di parlare dopo appena un minuto. Cosa ha provato in quel momento?
"Un profondo senso di sconfitta, non politica, ma civile. Vedere una candidata sindaca, una donna che ha messo la propria faccia e il proprio impegno per questa terra, essere ridotta al silenzio da un clima di intimidazione feroce mentre le auto sfrecciavano a pochi centimetri dai cittadini, è stato inaccettabile. Ho avvertito la responsabilità di proteggerla. Maria era provata, emotivamente scossa da una violenza verbale che non ha trovato argini. Quando lo Stato sparisce, il leader deve farsi scudo. E io l'ho fatto."
Lei ha parlato di "Stato assente". Eppure c'era un'ordinanza del commissario prefettizio che blindava la piazza. Come spiega questo corto circuito?
"È l'interrogativo che porremo in ogni esposto. Un'ordinanza è un comando, non un suggerimento. Piazza San Pietro doveva essere un'isola pedonale sicura per la democrazia. Invece era un garage a cielo aperto e una pista di transito. Nessun vigile urbano, nessuna transenna. Nulla. Chi ha deciso di ignorare l'ordine del commissario? Chi ha lasciato che i cittadini partecipassero a un comizio rischiando di essere investiti? Qui non parliamo di disservizi, parliamo di una sciente omissione di vigilanza che ha offerto il fianco ai contestatori."
A proposito di contestatori, l'azione di disturbo è stata violenta. Lei ha richiamato alla memoria l'aggressione subita anni fa da Armando Spada a Ostia. Ha percepito lo stesso pericolo a Vicovaro?
"Il metodo è lo stesso: creare un clima di insicurezza per spingere l'avversario al silenzio. Quando ho visto che la contestazione non era un semplice dissenso, ma un'azione coordinata fatta di urla, intimidazioni e persone pronte a venire alle mani, il pensiero è andato subito a Ostia. So cosa significa essere nel mirino di chi non usa la parola ma la minaccia. Il paradosso è che oggi, nel 2026, mi sono sentito meno tutelato a Vicovaro che in altri contesti difficili. Se fossi stato aggredito fisicamente, chi avrebbe risposto? Un commissario che firma carte a cui poi non viene dato seguito? Un questore che non invia agenti preventivi?"
Leggi tutto: A Vicovaro lo Stato è andato in ferie mettendo a rischio la nostra vita, intervista esclusiva ad...Il presidente Antonello De Pierro affida la regia organizzativa del movimento all'ex pilastro dei Meetup romani: "E' l'uomo della svolta capillare"'. L'obiettivo è la copertura chirurgica di ogni comune d'Italia per potenziare la rete dei consiglieri ombra e consolidare la presenza storica in regioni chiave come Lazio, Campania, Basilicata e Veneto

Roma – Il presidente dell'Italia dei Diritti-De Pierro, Antonello De Pierro, ha sciolto le riserve ufficializzando una nomina che promette di mutare profondamente gli equilibri della politica di prossimità nel nostro paese. Danilo Barbuto, figura storica dell'attivismo capitolino e già "architetto" dei Meetup di Roma, assume il prestigioso e delicato incarico di responsabile nazionale del Coordinamento Territoriale e dei Circoli.
La scelta, maturata direttamente dal vertice del movimento, non è solo un riconoscimento alla carriera di un uomo che ha cambiato la storia della partecipazione civile a Roma, ma rappresenta una precisa dichiarazione d’intenti politica: l'Italia dei Diritti-De Pierro si prepara a una fase di espansione e radicamento senza precedenti.
Il "regista" delle basi approda alla sfida nazionale
Danilo Barbuto è universalmente riconosciuto come il motore immobile che, anni fa, permise a un’idea di trasformarsi in una realtà di governo. Senza la sua capacità di tessere reti umane e tecniche, senza la sua visione di un’organizzazione capillare e metodica, la parabola di molti leader politici nazionali nati a Roma avrebbe avuto probabilmente un esito diverso.
Oggi Barbuto mette questa immensa esperienza al servizio di Antonello De Pierro. Il suo incarico come responsabile nazionale del Coordinamento Territoriale significa una sola cosa: l’applicazione sistematica di un modello di partecipazione che non lascia spazio all'improvvisazione. Barbuto avrà il compito di inaugurare e gestire nuove sedi in ogni distretto del territorio nazionale, armonizzando le istanze locali con la linea politica nazionale del movimento.
Potenziare la "politica di prossimità"
L'Italia dei Diritti-De Pierro ha fatto del concetto di "prossimità" il proprio vessillo. A differenza dei partiti tradizionali, spesso percepiti come entità distanti e verticistiche, il movimento di De Pierro ha sempre puntato sulla presenza fisica. L'arrivo di Barbuto mira a rafforzare esponenzialmente questa caratteristica attraverso la rete dei "consiglieri ombra".
Con la sua nomina, il protocollo di vigilanza dei cittadini sulle amministrazioni locali diventerà ancora più stringente. Barbuto coordinerà i circoli affinché ogni delegato sul territorio diventi una sentinella in grado di intercettare disservizi e violazioni dei diritti, trasformandoli istantaneamente in battaglie politiche coordinate.
Leggi tutto: Danilo Barbuto nominato responsabile nazionale del Coordinamento Territoriale e Circoli...Piazza San Pietro lasciata al caos veicolare e alla violenza verbale. La candidata Maria Celentano costretta al silenzio dall'impossibilità oggettiva di parlare e dal trauma emotivo. Antonello De Pierro: "Stato assente, presenteremo esposti ovunque"

Vicovaro – In una serata che avrebbe dovuto celebrare l’ultimo appello al voto prima delle amministrative del 24 e 25 maggio, piazza San Pietro a Vicovaro si è trasformata giovedì 21 maggio in un palcoscenico dell’assurdo. Quella che doveva essere la chiusura della campagna elettorale del movimento Italia dei Diritti-De Pierro, a sostegno della candidata sindaco Mariacarmela (Maria) Celentano, è scivolata in una spirale di disordine, negligenza istituzionale e minacce, culminando nel silenzio forzato della stessa candidata.
Il "muro di gomma" della burocrazia
Tutto inizia con un paradosso amministrativo. Nonostante un’ordinanza firmata dalla commissaria prefettizia Laura Mattiucci, la quale regge il comune dopo l’annullamento delle precedenti elezioni da parte del Consiglio di Stato, disponesse la chiusura della piazza con divieto di sosta e transito dalle 17:00 alle 21:00, la realtà è stata diametralmente opposta.
Mentre gli esponenti del movimento, aperti dall’intervento di Danilo Barbuto, responsabile nazionale del Coordinamento Territoriale e Circoli e candidato capolista, tentavano di rivolgersi ai cittadini, le auto hanno continuato a sfrecciare tra gli oratori e a parcheggiare "bellamente" in un’area priva di transenne e, soprattutto, priva di un solo agente della Polizia Locale. Un’ordinanza rimasta "carta morta", un guscio vuoto che ha esposto candidati e pubblico a rischi oggettivi per l’incolumità fisica.
Il ritorno del pericolo, De Pierro nel mirino
La tensione è deflagrata quando ha preso la parola il presidente del movimento, Antonello De Pierro. giornalista d'inchiesta e volto noto per le sue battaglie contro la criminalità organizzata (celebre l’aggressione subita anni fa da Armando Spada nel feudo di Ostia), De Pierro si è trovato a fronteggiare un’azione di disturbo coordinata.
Dalle retrovie e dai margini della piazza, voci di contestazione e intimidazioni hanno squarciato il discorso politico. Un clima d'odio che, in assenza totale di forze dell'ordine nei primi quaranta minuti, ha alimentato il timore di un’aggressione fisica imminente. "È normale tutto questo?" si è chiesto con forza De Pierro dal palco, interrompendo il filo programmatico per denunciare l’abbandono istituzionale.
Leggi tutto: Democrazia sotto scacco a Vicovaro, ordinanze ignorate e intimidazioni in comizio chiusura Italia...Il leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro rompe il silenzio dopo l'aggressione subita a Percile: dal crollo della sicurezza istituzionale a Vicovaro al pugno alla mandibola di fronte al "Chiosco": "Hanno cercato di rompermi la parola, ma la mia voce sarà ancora più forte"

Roma - All'appuntamento Antonello De Pierro, giornalista d'inchiesta e presidente del movimento Italia dei Diritti-De Pierro, porta ancora i sintomi fisici di quella che definisce una "maratona di violenza annunciata". La mandibola è ancora dolente, il tono della voce è fermo ma tradisce l'amarezza di chi, dopo una vita passata a difendere la legalità, anche indossando la divisa della Polizia di Stato, si è ritrovato vittima di un attacco collettivo durante un comizio in una piazza di provincia e di un aggressione solitaria dopo lo spoglio elettorale a dstanza di 4 giorni.
Presidente De Pierro, partiamo da quel pomeriggio a Percile. Aveva appena lasciato il seggio elettorale dopo la proclamazione del sindaco Giustini e di Luca Hammad come consigliere. Cosa è successo appena ha parcheggiato l'auto al bar "Il Chiosco"?
"È stato un incubo a occhi aperti. Non avevo nemmeno fatto in tempo a spegnere il motore. Ero ancora seduto, bloccato nel sedile di guida. Improvvisamente, un uomo si è scagliato contro la mia macchina come una furia. Era un cittadino di Vicovaro, che avevo avuto modo di conoscere nei giorni precedenti in quanto sembrava fosse un sostenitore della nostra lista. Ha iniziato a urlare frasi sconnesse e minacce, un livore politico che si è trasformato istantaneamente in violenza fisica. Attraverso il finestrino aperto, ha iniziato a colpire. Ho cercato di parare i colpi con il braccio, d'istinto, ma un ultimo pugno, mi ha centrato il lato destro della mandibola."
Un'aggressione "chirurgica", mentre lei era impossibilitato a difendersi.
"Esattamente. Colpire un uomo seduto in auto è un atto di una viltà senza precedenti. È un metodo che non lascia scampo: non puoi scappare, non puoi reagire efficacemente. È stato un agguato in piena regola. La cosa che più mi ha sconvolto non è stato solo il dolore fisico, ma la sensazione di impunità che trasudava da quel gesto. Quell'uomo sapeva bene chi ero, sapeva che ero lì per sostenere Luca Hammad, e ha deciso di passare alle mani perché la parola, evidentemente, non gli bastava più."
In quel momento lei ha avuto una reazione inusuale: non ha chiamato il 112, ma ha contattato direttamente il sindaco Giustini. Perché questa scelta?
"Perché in quei momenti ogni secondo è vitale. Conoscendo bene le procedure, sapevo che una chiamata al numero unico di emergenza, la cui istituzione abbiamo da sempre disapprovato, avrebbe richiesto tempi di smistamento che non potevo permettermi con un aggressore ancora fuori controllo. Sapevo che i Carabinieri di Licenza erano a pochi metri, a presidiare il seggio. Ho chiamato il sindaco perché lui aveva il contatto visivo con i militari. È stata una mossa tattica: i Carabinieri, guidati dal loro Comandante di Stazione, sono arrivati in un batter d'occhio. Se non fosse stato per quella prontezza, forse staremo parlando di conseguenze più gravi."
Leggi tutto: Poteva essere una tragedia e lo Stato mi ha lasciato solo davanti alla violenza, intervista a...Il leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro commenta l'ingresso dello storico organizzatore dei Meetup del M5S: "Con la sua esperienza potenzieremo capillarmente la rete dei consiglieri ombra su scala nazionale per dare voce ai cittadini contro i disservizi delle amministrazioni"


Roma – Lo incontriamo nel suo ufficio, un laboratorio di idee dove i dossier sui disservizi locali si mescolano a volumi di filosofia e critica d'arte. Antonello De Pierro, giornalista di lungo corso e leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro, emana la soddisfazione di chi ha appena messo a segno un colpo politico di rara caratura. L'adesione di Danilo Barbuto non è per lui solo un atto formale, ma una vera catarsi organizzativa.
Presidente De Pierro, partiamo subito dal cuore della notizia. L’ingresso di Danilo Barbuto nel vostro movimento sta agitando le acque della politica capitolina. Come è nata questa intesa e cosa rappresenta per lei, umanamente e politicamente?
«Guardi, con Danilo c’è stata una sintonia immediata, basata sulla condivisione di un sistema di valori che oggi sembra estinto. Politicamente, il suo ingresso rappresenta la chiusura di un cerchio ideale. Danilo non è un semplice "acquisto" politico; è l’uomo che ha inventato la partecipazione dal basso a Roma. Averlo con noi significa che l'Italia dei Diritti è diventata il porto sicuro per chi quella partecipazione l'ha creata e poi vista tradire dalle logiche di palazzo. Umanamente, provo una profonda stima: Danilo è un purista del territorio, uno che non ha mai cercato la visibilità delle poltrone, ma la solidità dei risultati per la collettività».
Lei ha spesso definito l’Italia dei Diritti-De Pierro come un movimento di "politica di prossimità". In che modo la figura di Barbuto, che è stato il regista dei Meetup romani, si integra con questo concetto?
«Si integra in maniera esponenziale. Noi siamo nati per stare nelle strade, tra i banchi dei mercati, negli uffici pubblici che non funzionano. La nostra forza è la vicinanza fisica ai problemi quotidiani. Danilo è il massimo esperto di questa metodologia. Lui ha dimostrato che se organizzi la cittadinanza attiva e la trasformi in proposta, puoi scardinare i vecchi apparati. Con lui, la nostra "prossimità" smette di essere solo una nobile intenzione e diventa una macchina operativa di altissimo livello. Danilo sa come ascoltare il territorio e come tradurlo in azione politica capillare».
Leggi tutto: Barbuto è l'innesto che trasforma la nostra prossimità in potenza nazionale, intervista esclusiva...Il leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro attacca frontalmente il vicepresidente del gruppo azzurro alla Pisana dopo le frasi sul presunto "atto sovversivo": "Chieda scusa e si dimetta. Intanto valutiamo il ricorso per l'annullamento del voto: il nostro comizio impedito ha falsato il risultato"


Roma – Non si placa la bufera politica all’indomani delle consultazioni amministrative di Vicovaro. A innescare una reazione durissima da parte di Antonello De Pierro, leader del movimento Italia dei Diritti-De Pierro, sono le recenti dichiarazioni del consigliere regionale del Lazio e vicepresidente del gruppo di Forza Italia alla Pisana, Marco Colarossi. Quest'ultimo, nel festeggiare la vittoria di Nello Crielesi, ha definito "atto sovversivo" quanto accaduto lo scorso anno, con un riferimento sibillino che parrebbe colpire il ricorso presentato dall'opposizione a seguito del quale il Consiglio di Stato annullò le precedenti elezioni.
L’affondo di De Pierro, democrazia calpestata
"Le affermazioni di Marco Colarossi sono di una gravità inaudita e di una pericolosità istituzionale senza precedenti", esordisce Antonello De Pierro. "Colarossi non è un cittadino che discetta al bancone di un bar, ma un rappresentante della Regione Lazio che parla in veste ufficiale per Forza Italia. Definire 'sovversivo' l'esercizio di un diritto costituzionale, come quello di adire la giustizia amministrativa a fronte di irregolarità acclarate, significa ignorare i rudimenti dello Stato di diritto".
De Pierro utilizza un’analogia sferzante per sottolineare l’assurdità giuridica e costituzionale della tesi di Colarossi: "Seguendo questo ragionamento distorto, dovremmo considerare 'sovversiva' una donna che denuncia uno stupro o una vittima di rapina che si rivolge all'autorità giudiziaria? È aberrante. Chiedo formalmente le dimissioni immediate di Colarossi e le sue scuse pubbliche ai corpi collettivi".
Appello ai vertici di Forza Italia e a Marina Berlusconi
Il leader dell’Italia dei Diritti-De Pierro sposta poi l’attentione sui vertici nazionali del partito azzurro: "Colarossi ha parlato come esponente di Forza Italia. Ci chiediamo se questa sia la linea ufficiale del partito di Antonio Tajani, una compagine che ha sempre fatto del garantismo e dei principi democratici il proprio vessillo. Cosa ne pensa la dirigenza nazionale? E cosa ne pensa Marina Berlusconi, custode dell’eredità politica del padre? Il silenzio di Tajani sarebbe un assenso imperdonabile a derive autoritarie. Il nostro movimento non darà tregua finché Forza Italia non prenderà le distanze da queste dichiarazioni gravi e inopportune".
De Pierro non risparmia critiche nemmeno al panorama politico generale: "Mi meraviglia il silenzio del Movimento 5 Stelle, partito nelle cui file Colarossi è stato eletto prima del suo transito in Forza Italia, dopo essere stato colpito dalla vocazione al trasformismo, pratica molto amata e diffusa tra i politici peninsulari. E' probabile che i casti e puri pentastellati, dai vertici alla base, non avrebbero tollerato simili esternazioni da parte di un loro esponente e non vogliamo nemmeno immaginare che l'esercizio trasformistico, di cui siamo acerrimi oppositori se avviene in corso di mandato,, si traduca in un lasciapassare per poter esibirsi, con buona pace di chi l'ha eletto, in un eloquio che si pone va in insanabile conflitto con i più elementari fondamenti della democrazia e con le corde emozionali di chiunque nutra una normale sensibilità giuridica. È desolante constatare che, di fronte a un tale vulnus democratico, l’Italia dei Diritti resti l’unica forza politica a presidiare realmente i valori della Costituzione, alla luce del fatto che finora ogni forza politica risulta non pervenuta in afferenza a tale circostanza".
Leggi tutto: De Pierro contro Colarossi (FI), su Vicovaro parole pericolose per democrazia. Forza Italia..."Schierare un disabile motorio nel borgo delle barriere architettoniche non è una provocazione, ma un obbligo morale. Se Fabrizio verrà eletto, o il Comune si adegua o Palazzo Borghese chiude per illegalità democratica. Noi dell’Italia dei Diritti - De Pierro non facciamo sconti"


Roma - Le elezioni comunali del 24 e 25 maggio a Percile assumono oggi una rilevanza che travalica i confini locali, diventando un caso di studio nazionale sulla democrazia e l'inclusione. All'interno della lista guidata dal candidato sindaco Luca Hammad, il movimento Italia dei Diritti-De Pierro ha calato l'asso: la candidatura di Fabrizio Massimini, cittadino con disabilità motoria. Una mossa che il presidente del movimento Antonello De Pierro commenta in questa intervista fiume, tracciando la linea di una battaglia che promette di cambiare per sempre il volto e l'accesso del borgo.
Presidente De Pierro, la candidatura di Fabrizio Massimini a Percile sta facendo rumore. Qualcuno la definisce una mossa audace, altri una sfida aperta all'attuale amministrazione. Qual è la verità?
"La verità è che la candidatura di Fabrizio Massimini è un proiettile di civiltà puntato contro il cuore del castello burocratico di Percile. Non è una sfida, è la realtà che bussa alla porta di chi ha fatto finta di non vedere per anni. Schierare Fabrizio nella lista di Luca Hammad significa dire: 'Ecco, questo è un cittadino che vuole servire il suo paese, ma a cui voi state impedendo fisicamente di farlo'. Fabrizio è la carne e il sangue di una battaglia per i diritti che l'Italia dei Diritti- De Pierro porta avanti da quando è nata. A Percile le chiacchiere stanno a zero: ora servono i fatti."
Massimini è un disabile motorio in un comune dove la sede comunale è preceduta da una scalinata ripidissima e inaccessibile. Cosa succederebbe concretamente se venisse eletto il 24 e 25 maggio?
"Succederebbe un terremoto istituzionale senza precedenti. Dal giorno dopo l'elezione, il Comune di Percile si troverebbe in una situazione di illegalità permanente. Se Fabrizio Massimini venisse eletto consigliere, ogni minuto in cui Palazzo Borghese rimane inaccessibile sarebbe un minuto di violazione della Costituzione. Un consigliere eletto dal popolo ha il diritto e il dovere di partecipare alle sedute. Se non può entrare in aula perché l'amministrazione non ha rimosso le barriere, quel consiglio comunale è monco, è illegittimo. Noi siamo pronti a impugnare ogni singola delibera, ogni bilancio, ogni atto prodotto in un'aula dove a un eletto è negato l'accesso. O mettono un ascensore, o il consiglio si dovrà tenere in piazza, davanti a tutti."
Leggi tutto: La candidatura del disabile Massimini è un proiettile di civiltà, Antonello De Pierro scuote le...