Il leader del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, storica voce di Radio Roma e direttore di Italymedia.it, si confessa in un colloquio a tutto campo tra cinema, impegno civile e grandi amicizie, ribadendo la centralità dell'arte nella sua battaglia politica

Roma - All'indomani del grande successo riscosso all'Anica dal docufilm di Pierfrancesco Campanella, "C’era una volta il beat italiano", abbiamo incontrato Antonello De Pierro. Il presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, figura di spicco del panorama giornalistico e politico romano, ha condiviso con noi una riflessione profonda che lega indissolubilmente la sua storica attività di promozione culturale su Radio Roma e Italymedia.it alla sua attuale sfida alla guida del movimento che porta il suo nome. Tra aneddoti legati alle icone presenti all'evento e una visione granitica sul futuro del cinema italiano, De Pierro traccia la rotta di un impegno che non conosce sosta.
Presidente De Pierro, la serata all’Anica per il docufilm di Pierfrancesco Campanella è stata un trionfo. Ma per lei non è stata solo una "prima", quanto l'ennesima tappa di una lunga marcia culturale. Qual è il significato profondo di questo evento?
"Guardi, per me sostenere l’opera di Pierfrancesco non è solo un atto di amicizia, che pure è profonda e storica, ma un preciso dovere civile. Il Beat italiano, che lui ha magistralmente raccontato, è stato l’ultimo grande momento in cui i giovani hanno preteso e ottenuto un ruolo attivo nella società, rompendo schemi ammuffiti. Oggi, come leader dell'Italia dei Diritti - De Pierro, vedo nel cinema di qualità uno strumento di emancipazione. Difendere il Made in Italy cinematografico significa difendere la nostra identità e la nostra libertà di pensiero contro l'omologazione imperante."
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Roma - La drammatica eco dei fatti di Crans-Montana, dove un incendio ha trasformato la notte di Capodanno in una tragedia collettiva, ha scosso profondamente le coscienze europee. Ma laddove molti si fermano al cordoglio, il movimento Italia dei Diritti - De Pierro ha deciso di rispondere con l’azione. Il presidente Antonello De Pierro, dopo aver riunito il direttivo nazionale e ottenuto il pieno mandato operativo, ha annunciato una svolta radicale nella strategia di tutela dei cittadini: la nascita delle "sentinelle della legalità". A guidare e coordinare questo nutrito gruppo di ispettori civici su tutto il territorio nazionale sarà Carlo Spinelli, responsabile per la Politica Interna del movimento.
Una metodologia consolidata: dai "consiglieri ombra" al controllo del territorio
L'iniziativa non nasce dal nulla, ma rappresenta l'evoluzione naturale del modello dei consiglieri ombra, che da anni il movimento utilizza per accendere i riflettori sull'operato (o le inerzie) delle istituzioni locali. Questa volta, sotto la supervisione di Spinelli, l’obiettivo si sposta capillarmente sui luoghi della movida e dell’aggregazione.
Le "sentinelle" agiranno in modo discreto. Si presenteranno nei locali come comuni avventori, ma con una missione precisa: documentare eventuali irregolarità e attivare immediatamente gli organi competenti.
"Nessun locale, se non rispetta le norme, potrà sentirsi al sicuro", ha dichiarato De Pierro. "Le nostre sentinelle non annunceranno la loro presenza, ma agiranno con rigore per garantire che la vita delle persone non sia messa a rischio dal profitto selvaggio".
Leggi tutto: Sicurezza e legalità, la svolta dell’Italia dei Diritti-De Pierro dopo la tragedia di Capodanno a...Il giornalista e leader dell’Italia dei Diritti - De Pierro analizza il valore della memoria e dell’eccellenza artistica a margine del vernissage dedicato al maestro Mario Russo in via Margutta

Roma - A margine del fortunato vernissage di via Margutta, dedicato al compianto pittore e scultore Mario Russo, abbiamo incontrato il giornalista Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti - De Pierro. In un’epoca di "divi di cartone", l'ex direttore di Radio Roma ci offre una riflessione profonda sul valore della memoria, sul suo legame con Adriana Russo e sul ruolo dell'eccellenza nel panorama nazionale.
Presidente De Pierro, vederla in via Margutta, tra le opere del maestro Mario Russo, trasmette l’idea di un ritorno a una dimensione estetica quasi perduta. Cosa ha provato varcando la soglia di Area Contesa Artedesign?
"Varcare quella soglia è stato come compiere un viaggio catartico lontano dal frastuono della mediocrità contemporanea. Le opere del maestro Russo non sono semplici tele, ma frammenti di un’anima che ha saputo cristallizzare la bellezza in un eterno presente. In un’epoca in cui il parenchima sociale appare spesso sfilacciato e privo di punti di riferimento, trovarsi dinanzi a tanta esplicitazione creativa permette di riconnettersi con le vibrazioni più nobili del nostro spirito."
Leggi tutto: L’arte come argine al decadimento culturale, intervista esclusiva ad Antonello De PierroIl leader del movimento Italia dei Diritti - De Pierro lancia un duro atto d'accusa contro il brano vincitore del Festival: "Non è romanticismo, è la celebrazione della dipendenza affettiva che alimenta la cultura del possesso e ostacola la lotta al femminicidio".


Roma – Non si placa l’indignazione di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, all’indomani della vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo 2026 con il brano "Per sempre sì".Quello che per molti è un trionfo della melodia popolare, per il leader del movimento per i diritti civili rappresenta un pericoloso arretramento culturale che rischia di normalizzare dinamiche relazionali tossiche sotto il manto rassicurante della "canzone d'amore".
La condanna di Antonello De Pierro: "Un inno alla dipendenza patologica"
Antonello De Pierro, da sempre in prima linea per la tutela della dignità individuale e contro ogni forma di prevaricazione, ha analizzato con estremo rigore il testo di "Per sempre sì", brano che ha scalato le classifiche ma che, secondo il giornalista e leader politico, trasuda una concezione "padronale" dell'affettività.
"Non possiamo restare silenti di fronte a una narrazione che riporta l’orologio della storia indietro di cinquant'anni", ha dichiarato De Pierro. "Dire a una donna che senza di lei la vita non ha valore non è poesia, è la genesi della dipendenza affettiva. È quel possesso psicologico che troppo spesso, nella cronaca nera che denunciamo ogni giorno, si trasforma in tragedia".
Leggi tutto: Vittoria che offende progresso civile, Antonello De Pierro contro "Medioevo sentimentale" di Sal...Il giornalista presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro e già direttore e voce storica di Radio Roma rinnova il suo ultradecennale impegno a sostegno della cultura, salutando il ritorno in scena della coppia Oppini-Ammendola in una commedia che scava tra i successi e le solitudini dell'animo umano

Roma - Il sipario del teatro Golden si è alzato su una delle pagine più intense della stagione teatrale romana, e in prima fila, a testimoniare un legame mai interrotto con le eccellenze artistiche del Paese, non poteva mancare Antonello De Pierro. Il giornalista presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro ha preso parte alla "prima" di “C’eravamo tanto odiati”, la nuova commedia scritta e diretta da Pino Ammendola, prodotta dalla Maximo Event di Nicolò Innocenzi.
Ad accompagnare il leader del movimento era presente la nota astrologa e pittrice Rita Belpasso, vice responsabile dell'Italia dei Diritti - De Pierro per Guidonia Montecelio. La presenza della delegazione sottolinea, ancora una volta, la missione politica e sociale del movimento: considerare la cultura non come un bene di lusso, ma come un diritto fondamentale del cittadino, uno strumento di analisi critica necessario per comprendere le complessità del nostro tempo.
Un parterre di stelle
L'evento ha richiamato numerosi volti noti del mondo dello spettacolo e della cultura, che insieme ad De Pierro e alla Belpasso hanno tributato un lungo applauso ai protagonisti. Tra i presenti si sono distinti Adriana Russo, Max Tortora,Alex Partexano, Maria Letizia Gorga, attrice e moglie di Pino Ammendola, Ada Alberti, nota astrologa e moglie di Franco Oppini, Gigi Miseferi, Gianni Mazza, Roberto D'Alessandro, Maria Monsè, Roberta Beta, Elena Russo, Demetra Hampton e Jolanda Gurreri.
Leggi tutto: Antonello De Pierro al teatro Golden di Roma per applaudire “C’eravamo tanto odiati”Mentre i leader dei partiti tradizionali faticano a mantenere l'engagement, il giornalista romano consolida il sorpasso su Tajani e Fratoianni. Una crescita organica che trasforma la denuncia territoriale in consenso nazionale e scuote i palazzi della politica

Roma – Non è più solo un’avvisaglia, ma un consolidato terremoto nelle gerarchie della comunicazione politica italiana. I dati ufficiali estratti dalla piattaforma Politica su Facebook confermano un traguardo che sta facendo tremare i palazzi del potere romano: la pagina ufficiale di Antonello De Pierro, leader del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, ha ufficialmente superato la soglia dei 260.000 follower.
Un numero che, contestualizzato nel panorama attuale, racconta una storia di sorpassi clamorosi e di una nuova forma di consenso "dal basso".
Il "grande sorpasso", De Pierro batte i leader di sistema
Ciò che colpisce non è solo il dato assoluto, ma il confronto diretto con i pesi massimi della politica tradizionale. Nel giro di pochi mesi, De Pierro ha scavalcato figure istituzionali che godono di una visibilità mediatica quotidiana nei talk show e nei tg nazionali:
Antonio Tajani (Forza Italia): Il vicepremier e ministro degli Esteri è rimasto distanziato a quota 147.000, segnando un divario di oltre 113.000 unità rispetto a De Pierro.
Nicola Fratoianni (Avs): Superato di oltre 40.000 follower.
Antonio Di Pietro: Lo storico leader dell'IdV, pur mantenendo un buon seguito (218.000), è stato definitivamente sorpassato dalla crescita esponenziale del giornalista romano.
Attualmente, il leader dell'Italia dei Diritti ha messo nel mirino i "giganti" dell'opposizione: Carlo Calenda (~372.000) ed Elly Schlein (~385.000). Se il trend di crescita del 2026 dovesse mantenersi costante, il sorpasso potrebbe avvenire entro la fine dell'anno.
Leggi tutto: Il "caso De Pierro"e gli oltre 260.000 follower, la rivoluzione digitale dell’Italia dei DirittiIl leader dell'Italia dei Diritti - De Pierro denuncia l'inefficacia della nuova norma: "Inutile inasprire le pene quando il sangue è già versato. Senza supporto psicologico obbligatorio la legge resta solo un'ipocrisia per lavarsi la coscienza"

Roma - La recente introduzione della Legge 181/2025, che ha istituito l’art. 577 bis del Codice Penale rendendo il femminicidio un reato autonomo, doveva rappresentare nelle intenzioni del legislatore la svolta decisiva. Eppure, per chi da anni presidia il fronte della tutela dei diritti e della sicurezza sociale, questa norma appare come l’ennesimo castello di carte costruito su una visione meramente punitiva e tardiva.
A guidare questa critica serrata è Antonello De Pierro, giornalista e presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, che già in passato, ospite di prestigiose kermesse dedicate all'universo femminile, talvolta nobilitate dalla presenza di icone del cinema e dell'impegno civile come Maria Grazia Cucinotta e Adriana Russo, aveva denunciato l’insufficienza dell’Art. 612 bis sullo stalking. Oggi, di fronte al nuovo assetto normativo, la sua analisi si fa ancora più tagliente: la nuova legge è pressoché inutile e non ridurrà la tragica contabilità delle vittime.
Leggi tutto: Legge su femminicidio un contenitore vuoto, duro atto d’accusa di Antonello De Pierro tra lacune...Il leader del movimento Italia dei Diritti - De Pierro e già direttore storico di Radio Roma analizza il profondo legame tra impegno civile e palcoscenico, partendo dal successo di "C’eravamo tanto odiati" per riflettere sulla solitudine moderna e il valore dell'amicizia

Roma - Dopo la prima di "C’eravamo tanto odiati" al Teatro Golden, abbiamo incontrato il Presidente Antonello De Pierro. Tra i ricordi degli anni a Radio Roma e le nuove battaglie civili, emerge il ritratto di un uomo che vede nel palcoscenico lo specchio necessario di una società che non deve mai perdere la propria umanità.
Presidente De Pierro, la sua presenza al Teatro Golden per la prima di Ammendola e Oppini non è passata inosservata. Cosa l'ha colpita di più di questo spettacolo?
"Ciò che mi ha colpito profondamente è la capacità di Pino Ammendola di narrare la fragilità umana. Vedere due giganti come Franco Oppini e lo stesso Ammendola interpretare l'odio che scaturisce dal dolore, per poi approdare a una solitudine nuda, è un’esperienza che scuote. Come Italia dei Diritti - De Pierro, sosteniamo questo tipo di teatro: quello che non si limita a intrattenere, ma che obbliga a riflettere sulla precarietà dei legami e sull'illusione del successo."
Leggi tutto: L'intervista a teatro su arte, diritti e memoria, a colloquio con Antonello De PierroIl giornalista e leader dell'Italia dei Diritti - De Pierro analizza il legame storico con Lino Patruno e lancia un monito sulla deriva culturale della società moderna

Roma - A margine delle celebrazioni per i 90 anni di Lino Patruno all’Auditorium Parco della Musica, abbiamo incontrato Antonello De Pierro, giornalista, direttore di Italymedia.it e presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro. In questa lunga conversazione, De Pierro analizza lo stato della cultura italiana, il ruolo della politica nel difendere le eccellenze e la sua visione di una società che sembra aver smarrito la bussola del merito.
Presidente De Pierro, vederla all’Auditorium per omaggiare Lino Patruno non è sembrato solo un atto di presenza mondana, ma quasi una dichiarazione d'intenti. Cosa rappresenta per lei questa ricorrenza?
"Vede, celebrare le 90 primavere di un gigante come Lino Patruno significa, in primo luogo, riconciliarsi con la parte nobile del nostro parenchima sociale. Non è stata una semplice serata conviviale, ma un’immersione in quella sostanza artistica che ha saputo resistere alle intemperie dei decenni. Patruno non è solo il jazz o il teatro; è la testimonianza vivente di come la dedizione e lo studio possano produrre effetti indelebili nella storia dello spettacolo. La mia presenza lì, insieme a figure del nostro movimento come Rita Belpasso e Cinzia Loffredo, è stata una testimonianza di stima verso un’Italia che non si arrende all’approssimazione".
Lei ha usato un’espressione forte durante la serata: "vacuità catodica". A cosa si riferisce esattamente?
"Mi riferisco a quella deriva ipertrofica dell’apparire che sta anestetizzando il senso critico della collettività. Viviamo in un’epoca in cui la fiamma della curiosità pubblica viene troppo spesso accesa da piccoli fenomeni televisivi con data di scadenza inclusa. Sono divi di cartone, simulacri di successo costruiti a tavolino che si sciolgono come neve al sole non appena si richiede loro un bagaglio di talento reale. La 'vacuità catodica' è questo: un contenitore scintillante ma drammaticamente vuoto, che tenta di farsi largo con prepotenza tra fugaci apparizioni e codazzo scandalistico di corredo".
Leggi tutto: Intervista ad Antonello De Pierro tra arte e politica, il talento è l'unico antidoto alla vacuità...Il presidente dell'Italia dei Diritti - De Pierro smonta la riforma 181/2025: "Inasprire le pene è un atto punitivo tardivo che non salva vite. Lo Stato intervenga sulla mente dei carnefici prima dell'epilogo fatale"

Roma - Il dibattito sulla violenza di genere si arricchisce di una voce fuori dal coro, quella di Antonello De Pierro. Il giornalista, presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, non usa giri di parole per definire l'attuale panorama legislativo. Reduce dalla commozione per la perdita di Federica Torzullo, la giovane di Anguillara Sabazia, funzionaria di Poste Italiane, con cui aveva avuto un confronto dialogico in un paio di occasioni presso l'Aeroporto di Fiumicino, dov'è stato poliziotto, e condivideva le comuni origini lucane, De Pierro analizza il fallimento della deterrenza penale. In questa conversazione, il leader del movimento traccia la rotta per una rivoluzione che non sia solo sanzionatoria, ma profondamente psicologica e culturale, puntando il dito contro un'istituzione che troppo spesso si limita a celebrare funerali anziché proteggere esistenze.
Presidente De Pierro, partiamo dal dramma di Anguillara Sabazia. Lei ha voluto rendere omaggio a Federica Torzullo partecipando personalmente alle esequie. Cosa l'ha colpita di più in quella circostanza?
"Oltre all'immenso dolore per la perdita di una donna che avevo avuto modo di conoscere, maturando subito un sentimento di stima, mi ha colpito l'assenza assordante dello Stato. Ero lì con la responsabile e la vice responsabile del movimento Italia dei Diritti - De Pierro per l'Area del Lago di Bracciano, Ylenia Massimini e Sandra Germogli, e ho dovuto constatare che, oltre al vice sindaco della Città Metropolitana Pierluigi Sanna, non c'erano rappresentanti della Regione o del Governo. È inaccettabile che per un delitto che ha sconvolto l'intero Paese le alte istituzioni non abbiano sentito il dovere di testimoniare vicinanza. Questa latitanza è il simbolo di una politica che non concentra l'attenzione necessaria sulla prevenzione reale".
Leggi tutto: Nuova legge su femminicidio è un inganno sociale, l'affondo di Antonello De PierroDalla gestione fallimentare del mercato settimanale alla denuncia sul 'Bosco Urbano', fino alla rivoluzione dei trasporti per Ponton dell'Elce. La candidata dell'Italia dei Diritti - De Pierro analizza le criticità del territorio e propone soluzioni concrete per il rilancio della città

Anguillara Sabazia - In un clima politico che ad Anguillara Sabazia si fa sempre più teso e orientato alla richiesta di risposte concrete, abbiamo incontrato Sandra Germogli, figura di spicco del movimento Italia dei Diritti - De Pierro. Già ufficializzata come candidata alla carica di sindaca, la Germogli rappresenta l'anima critica di una cittadinanza che non accetta più l'immobilismo delle attuali istituzioni. In questa lunga e dettagliata intervista, la candidata analizza punto per punto le criticità del territorio, dalla viabilità ai trasporti, dalla cultura al sociale, delineando una visione amministrativa che promette di scardinare vecchie logiche in nome della trasparenza e della dignità del cittadino.
Sandra Germogli, la sua candidatura è stata ufficializzata già da tempo dal presidente Antonello De Pierro. Qual è la molla che la spinge a guidare questa sfida per Anguillara Sabazia?
La spinta viene dalla realtà che osservo ogni giorno come "sentinella" di questo territorio. Anguillara è un gioiello amministrativamente appannato. Insieme al movimento Italia dei Diritti - De Pierro, non chiediamo privilegi, ma quella che definiamo la "normalità dei diritti". Vedo troppa distanza tra il palazzo e i bisogni reali della gente, troppa rassegnazione al "si è sempre fatto così". La nostra è una chiamata alle armi per chi vuole dignità, trasparenza e servizi efficienti.
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