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Italia dei Diritti

Movimento politico nazionale
per la difesa dei diritti dei cittadini.

Chi Siamo Aderisci

Blackout a Termini e passeggeri a piedi su binari, Marinelli insorge

Il responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti: “L’ennesima cronaca del disastro pressoché programmato del trasporto pubblico

 

Roma - “Nell’anarchia generale di quella che dovrebbe essere una programmazione urbanistica e sociale, non c’è giorno che i poveracci deportati nelle più sparute aree dell’agro romano non incappino in qualche brutta avventura”. Estremamente critico è il commento di Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti, relativamente al guasto verificatosi questa mattina sulla linea elettrica tra Prenestina e Termini che ha provocato un blocco della circolazione dei treni e costretto centinaia di passeggeri a raggiungere la stazione a piedi, procedendo sui binari.

 

“Verrebbe da dire ‘per fortuna non c’è scappato il morto’, poiché camminare sulle rotaie, per ipotesi subito dopo uno scambio, non è un’operazione esente da rischi - aggiunge Marinelli -. Il problema è oramai complesso e di difficile soluzione senza una precisa volontà politica che è assolutamente mancante in quanto presupporrebbe, appunto, una politica. Oggi, invece, come peraltro dal dopo guerra, a Roma chi comanda sono gli insaziabili palazzinari che, dopo aver negato la bella esperienza romana realizzata presso la Garbatella, Testaccio e Prati nati, in realtà, come quartieri popolari, sono impegnati a passo di carica a massacrare quel richiamato agro romano che tanta ammirazione destava nei viaggiatori europei del ‘700 e ‘800, impegnati nel Grand Tour italico”.

 

In conclusione, l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro ribadisce: “I quartieri romani sono sempre più lontani dai centri storici e privati dei minimi servizi sociali e di collegamento. Anziché demagogici proclami verso la distruzione di quartieri in realtà ben fatti, quali il Laurentino 38 e il Corviale, occorrerebbe ultimare i progetti e creare i servizi di aggregazione. Al contrario, i cittadini della capitale vengono spostati sempre più in là e sono affidati a ferrovie oramai vecchie che si mantengono, come si suol dire, ‘con lo sputo’. Per ultimo, anziché nuovo cemento, bisogna potenziare il trasporto pubblico, portando a termine la mai iniziata cura del ferro. Solo questa sarebbe la cronaca di un Paese civile che striderebbe con i 150 anni di vita di una Nazione e di una sua Capitale profondamente incivili”.

Antonello De Pierro supera 10.000 fan e si avvia alla conquista di Facebook

Molte le pagine di politici eccellenti già superate dal leader dell’Italia dei Diritti. Tra questi Bruno Tabacci, Giulio Tremonti, Francesco Rutelli, Leoluca Orlando, Roberto Castelli, Piero Fassino, Italo Bocchino, Franco Frattini, Massimo D’Alema, Gianni Alemanno, Gianfranco Fini e Roberto Maroni

 

Roma - Che l’Italia dei Diritti, il movimento extraparlamentare fondato e presieduto da Antonello De Pierro, avesse aumentato vertiginosamente i suoi consensi era chiaro ormai a tutti, anche ai più scettici. Tutto ciò nonostante il feroce silenzio censorio che da sempre viene opposto dai grandi media nazionali soffochi le denunce e le iniziative condotte a beneficio dei cittadini e che naturalmente danno fastidio alla maggioranza di governo, ma anche a chi l’opposizione dovrebbe farla nelle aule istituzionali anche se fa solo finta di esercitarla. Per fortuna la rete riesce a travalicare le montagne censorie e se la si sa sfruttare, le verità scomode che da sempre l’Italia dei Diritti e il suo presidente De Pierro cercano di portare alla luce, spesso riescono a infilarsi negli spiragli comunicativi offerti e raggiungono un discreto numero di persone. Se tutte queste persone poi riuscissero a sfruttare la rete allo stesso modo la censura sarebbe annullata e i potentati partitocratici inizierebbero a tremare. A supporto del grande incremento dell’organizzazione a tutela dei diritti individuali e collettivi dei cittadini, basta effettuare una ricerca sul gigante dei motori Google, con frase “Italia dei Diritti” rigorosamente da digitare tra virgolette, per ottenere un risultato più veritiero, per ottenere un risultato di circa 2.000.000, di gran lunga superiore a quello di molti grandi partiti presenti in Parlamento, con riferimento alla prima settimana del 2011. Sempre in relazione agli stessi parametri datari particolarmente significativo è il numero di adesioni alla pagina ufficiale del movimento http://www.facebook.com/pages/Italia-dei-Diritti/104245710918 su Facebook, in continua crescita, che si attesta su circa 26.500.

Se tutto ciò era ormai scontato, fa un certo effetto, pur se prevedibile, la crescita esponenziale di consensi del leader del movimento Antonello De Pierro, in soli cinque mesi, nella sua pagina ufficiale http://www.facebook.com/pages/Antonello-De-Pierro/129358573744920 sul numero uno dei social network, che al momento segna il numero di 10.400. Un risultato straordinario se si pensa che si attesta così al 39° posto tra i politici più amati, naturalmente secondo l’indice di gradimento sancito dalle pagine dei personaggi politici di Facebook, a capo di un movimento non presente in Parlamento col proprio simbolo, soffocato dalla censura e per di più ottenuto in pochi mesi. In questa scalata inarrestabile di posizioni sono tanti i big della politica, di consolidata fama, che sono stati scavalcati da De Pierro, un elenco troppo lungo da snocciolare. Per citarne alcuni tra i tanti, troviamo Altero Matteoli addirittura a quota 98, Marco Taradash a 145, Andrea Ronchi a 167, Pietro Folena a 183, Bobo Craxi a 213, Felice Belisario a 345, Clemente Mastella a 421, Daniele Capezzone a 453, Luigi Berlinguer a 605, Savino Pezzotta a 687, Elisabetta Gardini a 782, Bruno Tabacci a 910, Alfredo Mantovano a 982, Umberto Bossi a 1010,  Angelo Bonelli a 1029, Sergio Cofferati a 1126, Livia Turco a 1133, Teodoro Buontempo a 1271, Niccolò Ghedini a 1279, Giulio Tremonti a 1392, Oscar Luigi Scalfaro a 1428, Giovanna Melandri a 1601, Massimo Donadi a 1803, Marco Cappato a 1984, Enrico Letta a 2475, Totò Cuffaro a 2807, Claudio Scajola a 2867, Leoluca Orlando a 3014, Sergio Chiamparino a 3282, Francesco Rutelli a 3417, Roberto Castelli a 3545, Nicola Zingaretti a 3736, Oliviero Diliberto a 4165, Maurizio Gasparri a 4193, Piero Fassino a 4366, Carlo Azeglio Ciampi a 4439, Giulio Andreotti a 4503, Claudio Fava a 5110, Massimo Cacciari a 5211, Italo Bocchino a 5451, Roberto Formigoni a 5640, Massimo D’Alema a 5722, Franco Frattini a 5742. Salendo di qualche posizione troviamo inoltre Gianfranco Fini e Gianni Alemanno rispettivamente a 6374 e 6391 e ancora Raffaele Fitto a quota 6682, Mercedes Bresso a 7731, Roberto Fiore a 7865, Gianfranco Miccichè a 8418 e Roberto Calderoli a 8872, fino a giungere al ministro dell’Interno Roberto Maroni a 10.129, a Paolo Ferrero a 10165 e a Rita Borsellino a 10180, staccati di pochissimo dal leader dal numero uno dell’Italia dei Diritti.

Senza scomodare Nichi Vendola, Silvio Berlusconi, Antonio Di Pietro e Luigi De Magistris, che guidano senza rivali questa speciale classifica, sono tanti i rappresentanti politici che attualmente precedono di poco De Pierro, che con questa velocità di progressione non dovrebbe avere grossi problemi a superarli in un lasso di tempo non molto lungo. Tra questi campeggiano nomi importanti come Dario Franceschini, Ignazio Marino, Anna Finocchiaro, Fausto Bertinotti, Marco Pannella, Rosy Bindi, Roberto Cota, Renata Polverini, Giorgia Meloni, Giuliano Pisapia, Alessandra Mussolini e Pier Ferdinando Casini, molti dei quali hanno aperto tra l’altro la loro pagina da lungo tempo.

 

 

Operai intossicati nella discarica di Malagrotta, Leggeri amareggiato

Il responsabile per il XVIII municipio di Roma dell’Italia dei Diritti: “Bisogna attendere gli accertamenti, ma il problema esiste e va risolto

 

Roma – “Quello che è accaduto è gravissimo in quanto evidenzia che manca la sicurezza sul lavoro. È chiaro che può verificarsi un imprevisto, ma ci sono delle procedure da rispettare, delle normative. Dispiace che accadano ancora tali episodi”. Così commenta Franco Leggeri, responsabile per il XVIII municipio di Roma dell’Italia dei Diritti, l’incidente avvenuto ieri nella discarica di Malagrotta in cui sono rimasti coinvolti due operai.

 

La causa del malore che ha colpito i due lavoratori è rappresentata dalle esalazioni a cui sono stati sottoposti nel silos della discarica, in cui stavano operando. Molto probabilmente, il gas che ha provocato l’incidente è l’azoto, ma si attende una conferma dagli accertamenti in atto. “Bisogna aspettare il rapporto del magistrato e del responsabile per la sicurezza dell’impianto - afferma Leggeri -, ma il problema esiste e va risolto”.

 

In conclusione, l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro ribadisce: “Nell’area c’è un’evidente preoccupazione che gli stessi comitati di quartiere non smettono di evidenziare. Si prendano in considerazione, ad esempio, le iniziative volte al monitoraggio della qualità dell’aria messe in atto dal Malagrotta, dal Massimina e dal Pisana 64, insieme a quelle del professor Salvatore Damante”.

La Del Greco su truffa permessi di soggiorno tra Roma e Pescara

La responsabile per la provincia di Pescara dell’Italia dei Diritti: “E’ l’ennesima scoperta che testimonia quanto sia forte e radicata sul territorio la presenza di associazioni per delinquere di vaste dimensioni”

 

Pescara – Sgominato un gruppo di truffatori che vendeva posti di lavoro agli immigrati al fine di favorire il rilascio del permesso di soggiorno. In realtà il lavoro era assolutamente falso e tutti i documenti siglati erano  solo frutto di carte illegali consegnate a nome di un ignaro cittadino pescarese che lo scorso mese di maggio si era recato presso gli uffici dello Sportello unico per l'immigrazione con in mano una richiesta di regolarizzazione in favore di un cittadino egiziano che in realtà non aveva mai presentato. L’uomo difatti dichiarò che non aveva mai avuto intenzione di assumere qualcuno e che nonostante sui documenti ci fossero i suoi dati anagrafici, quello nella foto non era lui. Conseguentemente alle indagini condotte dalla squadra mobile di Pescara, in collaborazione con i colleghi di Roma, quattro persone sono finite in manette. Il clan si muoveva tra la capitale e la provincia abruzzese e gli investigatori hanno scoperto  che per ogni atto falso riuscivano a farsi pagare dai 3 mila ai 4 mila euro.

La responsabile per la provincia di Pescara dell’Italia dei Diritti, Lea Del Greco, si esprime con preoccupazione sulla vicenda: “Oggi più che mai è necessario concentrare l’attenzione non soltanto sulla microcriminalità ma sui fenomeni di macrocriminalità sempre più frequenti nella nostra regione e finalizzati alla commissione di gravissimi reati, in un territorio come l’Abruzzo che fino a qualche anno fa era definito una sorta di paradiso immune da infiltrazioni di organizzazioni illecite provenienti da altre regioni”.

Nel commentare la notizia, l’esponente del movimento fondato da Antonello de Pierro ricorda come “è indispensabile monitorare il radicamento e la diffusione sempre più capillare e in particolare le collusioni con enti e amministrazioni locali e con imprenditori locali che negli ultimi anni hanno favorito l’indisturbato e impunito proliferare di attività illecite. Inoltre ora più che mai è necessario dare ascolto alle istanze degli immigrati la cui presenza sul territorio sta crescendo vertiginosamente di anno in anno, affinché le condizioni penose in cui la maggior parte di essi è costretta a vivere e il mancato supporto degli enti preposti, non li spinga a rivolgersi a professionisti del crimine”.

Nell’attesa che la giustizia faccia il suo corso, l’esponente del movimento extraparlamentare afferma con convinzione la necessità di affrontare la problematica dell’immigrazione con convinzione, attraverso un progetto di più ampio respiro. La Del Greco conclude il suo deciso intervento dichiarando: “E’ auspicabile comunque che le indagini sulla vicenda proseguano per verificare se gli indagati abbiano inoltrato false documentazioni anche ad altre prefetture e se vi siano ulteriori persone coinvolte o altri tipi di corresponsabilità”.

Soldà commenta perplessità di Thorne su libertà di stampa italiana

Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “La preoccupazione degli Usa ribadisce una brutta realtà che il governo non esita a confermare”

 

Roma – “Da questo scoop di WikiLeaks si evince che anche la diplomazia americana era preoccupata dell’atteggiamento del governo italiano che mirava e mira ad oscurare la democrazia e la libertà d’informazione”. Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, appare per nulla sorpreso del commento, divulgato da WikiLeaks, dell’ambasciatore Usa a Roma David Thorne relativamente al decreto Romani.

Secondo il delegato statunitense, la norma, che il governo italiano voleva approvare tra la fine del 2009 e gli inizi del 2010, avrebbe dato la possibilità all’Agcom di bloccare qualsiasi contenuto in rete di siti stranieri e avrebbe favorito Mediaset nei confronti dei suoi competitor, Sky in primis. “Ciò che si contesta a Berlusconi è il suo modo di governare - ribadisce Soldà -, volto a favorire se stesso e a bloccare le libertà fondamentali dei cittadini: quella di partecipazione attiva nella politica e la libertà di manifestazione del pensiero, come lo stesso tentativo del decreto Romani conferma”.

Nel cablogramma del 3 febbraio 2010 Thorne sosteneva che la norma avrebbe potuto rappresentare un precedente per Paesi come la Cina, che l’avrebbero copiata ed utilizzata per giustificare i propri attacchi contro la libertà di espressione. L’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro conclude il suo intervento dichiarando: “Sebbene quel decreto non sia stato poi attuato, resta il tentativo losco del governo volto, ancora una volta, a manovrare l’informazione nazionale”.

Sciopero fame operai Eaton di Massa, preoccupazione della Ferrari

La responsabile per la regione Toscana dell’Italia dei Diritti: “Questo atto disperato ci fa capire quanto sia terribile non avere altra forma di lotta se non quella estrema a cui stiamo assistendo”

 

Firenze – Continua la protesta dentro e fuori lo stabilimento della Eaton che con grande forza di volontà prosegue da ormai più di due giorni e che vede come protagonisti i 304 operai licenziati dalla multinazionale. Dal 15 di dicembre gli ex dipendenti dell’azienda, la quale non ha voluto concedere 12 mesi di cassa integrazione in deroga neanche a seguito della proposta del sindaco di Massa Roberto Pucci di comprare le aree, sono senza lavoro. Sette di loro si sono chiusi in fabbrica e hanno iniziato lo sciopero della fame ed altri tengono aperto il presidio giorno e notte dentro le tende nel piazzale davanti ai cancelli dello stabilimento.

La responsabile per la regione Toscana dell’Italia dei Diritti, Emanuela Ferrari, esprime la sua solidarietà agli operai vittime di questi tagli, e prosegue commentando: “Purtroppo questo fa parte di logiche capitalistiche a livello internazionale dove le multinazionali si muovono da territorio a territorio senza ovviamente preoccuparsi del tessuto sociale e dell’impatto che può avere una loro delocalizzazione, dato che la loro priorità è sempre e solo la massimizzazione del profitto”.

L’esponente del movimento extraparlamentare fondato da Antonello De Pierro continua aggiungendo: “Senza dubbio il mio plauso va al sindaco e all’amministrazione regionale che stanno cercando di portare avanti il tentativo di acquistare l’area per attuare un processo di reindustrializzazione che possa ridare un futuro non solo agli operai della Eaton ma a tutto il territorio. La politica si deve riappropriare di decisioni che le competono e non può continuare a delegare alla finanza e all’economia la crescita e la sostenibilità del territorio”.

La Ferrari nel concludere il suo vivo commento ribadisce: “La politica deve fare delle scelte precise, molto decise e che puntino a creare futuro per  i lavoratori della Eaton, per i loro figli e per i loro nipoti cercando in ogni modo di contrastare queste logiche capitalistiche che purtroppo come un virus si sono diffuse a livello internazionale”.

Italia dei Diritti denuncia degrado via di Castel Fusano a Ostia

Il presidente del movimento Antonello De Pierro : “Chiediamo all’assessore Amerigo Olive di attivarsi senza indugi per riasfaltare il tratto in questione”

 

Roma –  Ogni giorno i cittadini di Ostia e quanti percorrono via di Castel Fusano, rischiano la vita. Drammatiche le condizioni in cui versa l’importante tratto del litorale, il terreno è infatti  pieno di buche e rigonfiamenti provocati da nodose radici sviluppatesi senza controllo. Un pericolo per tutti, che emerge chiaro nella denuncia dell’Italia dei Diritti.

 

“Nell’ambito del degrado stradale che affligge il Tredicesimo Municipio – dichiara Antonello De Pierro, presidente del movimento - ,pur tenendo conto delle difficoltà  della messa in  sicurezza di vie minori da parte dell’assessorato ai lavori pubblici, non si può evitare di intervenire però su alcune strade fondamentali per la  viabilità del territorio. Sono  strade trafficatissime che collegano punti cruciali. Non assumere provvedimenti idonei per la messa in sicurezza di queste strade, denota sicuramente una negligenza o incapacità imperdonabile da parte di chi è deputato a garantire la percorribilità del manto stradale. Tra queste strade via di Castel Fusano che è fondamentale in quello che è l’agevole  scorrimento del traffico su Ostia e zone limitrofe versa in un degrado  intollerabile per una tratto percorso da autovetture motocicli e anche biciclette”.

 

L’assente cura della  zona e l’allarme costante del quale sono vittime i cittadini non sembra avere l’attenzione che meriterebbe dalla istituzioni e dai media. L’Italia dei Diritti, attraverso De Pierro, prosegue la sua denuncia e ribadisce il proprio impegno affinché presto migliori la situazione.


“Chiediamo all’assessore Amerigo Olive – continua il presidente dell’organizzazione extraparlamentare - di attivarsi senza indugi per riasfaltare il tratto in questione. Ci auguriamo che ciò avvenga il prima possibile e noi dell’Italia dei Diritti non staremo certo a guardare ma saremo capaci di portare in piazza i nostri sostenitori locali grazie anche all’impegno dei responsabili territoriali. Tengo a precisare – chiosa De Pierro- che per qualsiasi incidente causato dalla situazione di abbandono di tale percorso riterremo politicamente responsabile appunto l’assessore Olive”.

 

De Pierro, responsabilità politica scontri Roma è di Silvio Berlusconi

Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Prendiamo fermamente le distanze dai facinorosi che hanno generato violenza diretta, ma quanto successo deve far riflettere attentamente”

 

Roma – “In base a ciò che è accaduto oggi a Roma, prendiamo fermamente le distanze dai facinorosi che hanno generato violenza diretta e sosteniamo, invece, chi ha manifestato pacificamente e democraticamente il proprio dissenso al governo Berlusconi”. Così si esprime Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, in merito ai tafferugli che hanno sconvolto la Capitale, immediatamente dopo il voto di fiducia incassato dal governo.

 

“Quanto successo deve far riflettere attentamente - continua De Pierro -, poiché oggi la violenza è stata generata da frange di delinquenti scalmanati. Purtroppo, però, anche i più pacifici, quando vengono schiacciati e calpestati da soprusi e prevaricazioni, possono lasciarsi andare a una pericolosa deriva insurrezionista”.

Il centro di Roma è stato blindato sin da questa mattina, quando per le strade si sono riversati migliaia di manifestanti tra universitari, studenti medi, Fiom e comitati dell’Aquila che hanno proceduto in maniera del tutto pacifica. Dopo il sì al governo, però, le cose sono radicalmente mutate. I black bloc e i militanti dei centri sociali, prima hanno attaccato la polizia nel tentativo di arrivare vicino al Parlamento e, successivamente, hanno devastato le zone di via del Corso e di piazza del Popolo.

 

“In ogni caso - ribadisce il leader dell’Italia dei Diritti -, riteniamo che tutti i disordini che si sono verificati sono stati generati da una rabbia recondita che ha covato in deprecabili soggetti con naturale predisposizione all’esagitazione, frutto di una politica arrogante e spregiudicata nei confronti degli strati più deboli del tessuto sociale. Quindi, è inutile nascondere che la responsabilità politica cade chiaramente su Silvio Berlusconi il quale, giunto ormai al capolinea della sua parabola istituzionale, è auspicabile che faccia le valige e abbandoni il proscenio politico ridotto a un ridicolo teatrino con lo stesso presidente del Consiglio a fare da capocomico”.

Senza mezzi termini De Pierro procede nella sua critica al premier: “Un Berlusconi che ha svilito il ruolo democratico del Parlamento e che ha legiferato in virtù dei suoi interessi e per difendersi dai processi che lo vedono coinvolto, non esitando, a tali scopi, ad agire per decretazione urgente e abusando la questione di fiducia. Un Berlusconi che ha fatto del Parlamento un ufficio per ratificare quanto da lui già deciso. In oltre due anni, il premier ha legiferato solo ad personam o per difendere gli interessi di pochi, determinando per il resto una preoccupante situazione di stallo che paralizza ogni attività da dover svolgere per il bene del Paese. Come se non bastasse, e qui la responsabilità politica degli incidenti di oggi a Roma acquista maggior rilevanza, il presidente del Consiglio ha favorito l’esaltazione e l’esasperazione del populismo leghista dando vigore alla voce di una fazione politica fanatica e violenta”.

 

Quest’oggi anche i più scettici si sono arresi ed hanno preso coscienza che Berlusconi potrà continuare il suo mandato, sebbene alla Camera egli abbia vinto con un margine risicatissimo. “La fiducia odierna che il premier ha ‘ottenuto’ si regge su una piattaforma di cartapesta che renderà ancora più marcata la paralisi in cui agonizza la Nazione e l’esecutivo, a questo punto, potrebbe rinominarsi Razzi-Scillipoti”.

 

De Pierro conclude così il suo intervento: “La mia solidarietà personale va alle forze dell’ordine che sono state costrette a fronteggiare una violenza inaudita per fare da scudo a un governo che in un Paese normale non avrebbe dovuto mai esistere e che, ironia della sorte, proprio verso i tutori dell’ordine ha legiferato in maniera iniqua, costringendo gli operatori di polizia ad affrontare i problemi legati alla sicurezza con lapalissiana scarsità di mezzi, rappresentando un esecutivo che, a nostro avviso, non merita di essere rappresentato”.

Eterni lavori in corso all’Eur, Soldà preoccupato

Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti :I cittadini fanno bene ad allarmarsi  capisco il loro stato d’animo”

Roma –   Le uniche nuvole che ad oggi emergono dai cantieri dell’Eur sono quelle di fumo. Il quartiere romano attende tra malumori e speranze che si concretizzino le  opere da tempo annunciate: il parcheggio da 2200 posti, l’interramento della Cristoforo Colombo ancora in fase di studio e su tutte la “Nuvola”, nucleo per i convegni ideato dell’architetto Massimiliano Fuksas.

 

“Siamo di fronte alla solita vicenda all’italiana, nello specifico alla romana – interviene Roberto Soldà vicepresidente dell’Italia dei Diritti- , è inspiegabile che si possa pensare ad un grande centro congressi all’ Eur quando non si elabora e non si studia un progetto unitario che preveda anche la creazione di parcheggi. Le cose devono andare per forza congiunte, vivere nella sinergia, nella progettualità di evoluzione dello stato d’avanzamento lavori.”

 

Iniziata tra il 2007 e il 2008, non terminata nei 36 mesi promessi, l’opera di Fuksas, si augura il sindaco Gianni Alemanno, potrebbe vedere la luce solo nel 2013, va molto peggio per l’interramento della Colombo attualmente in fase di finanziamento. Resta invece in attesa di collocazione, dopo la bocciatura della zona Marconi, la progettazione del parcheggio per oltre 2000 veicoli,  indispensabile nel prossimo futuro, viste le iniziative che coinvolgeranno il quartiere di Roma Sud.

 

“I cittadini fanno bene ad allarmarsi  - prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - capisco il loro stato d’animo, sono preoccupati dal caos che si verificherebbe nell’ipotesi venga costruita unicamente la ‘Nuvola’ di Fuksas e che i parcheggi vengano realizzati in ritardo o addirittura non fatti. La condizione degli abitanti della zona è ulteriormente aggravata perché tra le  altre iniziative scellerate dell’amministrazione c’è quella dello svolgimento della formula 1 sempre in quella porzione di città che è l’Eur. Sono situazioni queste – prosegue Soldà - che non mettono serenità, la politica deve invece cercare di rassicurare, dare degli obiettivi, delle progettualità , il tutto però sempre attraverso la condivisione e la partecipazione dei cittadini, i quali, in questo frangente – chiosa -  ,vivono con tanti dubbi e perplessità che non li fanno star tranquilli e hanno ragione”.

Ex sindaco di Siderno arrestato per ‘Ndrangheta, critica la Menciotti

La viceresponsabile per le Mafie e la Criminalità organizzata dell’Italia dei Diritti: “Questi importantissimi risultati devono essere accompagnati da interventi risolutivi da parte della politica”

 

Roma – “L’operazione congiunta di oggi di polizia e carabinieri contro la cosca Commisso conferma quanto determinata sia l’azione condotta, quotidianamente, dalla Magistratura e dalle forze dell’ordine contro il crimine organizzato”. Federica Menciotti, viceresponsabile per le Mafie e la Criminalità organizzata dell’Italia dei Diritti, elogia il lavoro di quanti si sono prodigati per assestare questo duro colpo al clan ‘ndranghetista di Siderno che ha portato all’arresto di 53 persone.

 

“Questi importantissimi risultati, tuttavia, rischiano di non essere efficaci sul piano della repressione del fenomeno mafioso - evidenzia la Menciotti -, se ad essi non si accompagnano interventi risolutivi della politica. Che tra i fermati risulti esserci l’ex sindaco di Siderno, Alessandro Figliomeni, accusato di essere inserito a pieno titolo nella cosca, è il segnale che in Calabria, e non soltanto lì, i partiti non prestano l’attenzione necessaria nel selezionare la propria classe dirigente. Infatti, si arriva a candidare, come è avvenuto nelle scorse regionali calabresi, persone in odore di ‘Ndrangheta, fatto che è stato denunziato dall’On. Angela Napoli della Commissione Parlamentare Antimafia”.

 

L’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro conclude così la sua analisi: “Fintanto che si colpirà il braccio armato della mafia, capace di autorigenerarsi con rapidità, ma non si inciderà sulla sua componente economico-politica, la liberazione dal fenomeno mafioso apparirà come una luce lontana”.

A Palermo 63 arresti in operazione antimafia, l’analisi della Menciotti

La viceresponsabile per le Mafie e la Criminalità Organizzata dell’Italia dei Diritti : “È necessario che lo Stato incida sul circolo vizioso dell’omertà e delle paure di cui si alimenta la mafia, occorrono interventi di segno positivo investendo sull’associazionismo antiracket”

Roma –   “L’operazione di oggi, con cui a Palermo gli agenti della Squadra mobile hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 63 presunti esponenti delle famiglie mafiose di San Lorenzo, Tommaso Natale, Partanna Mondello, Terrasini, Carini e Cinisi del clan Lo Piccolo, ci dice che l’azione repressiva dello Stato, grazie all’abnegazione dei magistrati e delle Forze dell’ordine quotidianamente impegnati nella lotta al crimine organizzato e al racket, è determinata e costante”.


Nelle parole di Federica Menciotti, viceresponsabile per le Mafie e la criminalità organizzata dell’Italia dei Diritti, si riscontra un sincero plauso verso quanti hanno eseguito i mandati di custodia cautelare in carcere per i presunti criminali di Cosa Nostra. Un ulteriore schiaffo alla malavita palermitana, purtroppo non sufficiente a ridimensionarne il violento dominio.

 

“Quanto accaduto  - analizza la Menciotti - dimostra che l’arresto dei boss Lo Piccolo, non basta a neutralizzare le cosche. I clan sopravvivono alla cattura dei loro capi, perché la rete criminale da essi creata continua a delinquere anche in loro assenza. È necessario che lo Stato incida sul circolo vizioso dell’omertà e delle paure di cui si alimenta la mafia, occorrono interventi di segno positivo investendo sull’associazionismo antiracket, il quale anche in questo caso ha dato impulso all’attività delle Forze dell’ordine con il suo prezioso contributo”.

 

Collaborativi e determinanti nelle indagini omonime  numerosi membri dell’associazione “Addio Pizzo” che riunisce e supporta le vittime dell’estorsione. A sostegno delle quali  si schiera nettamente Federica Menciotti, facendosi portavoce della solitudine che sovente segue  chiunque decida di parlare.

 

“Spesso gli operatori economici immediatamente dopo le loro denunzie sono abbandonati dalle Istituzioni – dichiara l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - e questo certo non incoraggia altri a seguire il loro esempio. Emblematica la recente dimostranza di due testimoni di giustizia costretti ad incatenarsi sotto il Viminale lo scorso due dicembre, Valeria Grasso e Ignazio Cutrò, dopo che,  avendo  consentito con le loro dichiarazioni l'arresto e la condanna dei loro estorsori, hanno visto chiudere la propria attività e sono stati vittima di gravi minacce nella indifferenza delle istituzioni che invece hanno  il dovere di tutelare quelli che sono diritti, non certo privilegi. E’ fondamentale – chiosa  la Menciotti - che lo Stato introduca strumenti  normativi che rendano obbligatoria la denuncia per chi subisce il racket e insieme  meccanismi di tutela,  con incentivi alla propria attività di impresa,  per chi trova il coraggio di denunciare”.

 

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