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Italia dei Diritti

Movimento politico nazionale
per la difesa dei diritti dei cittadini.

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Sesto San Giovanni approva mozione anti-burqa, l’analisi di Telari

Il responsabile per la provincia di Milano dell’Italia dei Diritti: “Si vuole dare un segnale di ascolto verso la gente che si sente sempre più ignorata dalle istituzioni”

 

Milano – Il Consiglio comunale di Sesto san Giovanni, ha approvato all’unanimità una mozione anti-burqa presentata dalla Lega. Nel testo approvato si legge che "il burqa e altre forme simili di vestiario che coprono integralmente il viso delle persone costituiscono, secondo la nostra cultura, una forma di integralismo oppressivo della figura femminile e di costrizione della libertà individuale". Ora spetterà al sindaco adottare i provvedimenti necessari per far rispettare la mozione votata.

“Le amministrazioni cercano di rispettare il più possibile il volere dei cittadini, cercando di contrastare il malumore generale che si estende nella nostra nazione”. Con queste parole, apre il suo intervento il responsabile per la provincia di Milano dell’Italia dei Diritti, Claudio Telari.“Sesto San Giovanni e’ una località che assume una certa rilevanza nella provincia milanese e con questa azione si vuole dare un segnale di ascolto verso la gente che sempre più si sente ignorata dalle istituzioni”.

L’esponente del movimento extraparlamentare fondato da Antonello de Pierro prosegue la sua analisi: “La gente non ama più di tanto le manifestazioni estreme come segno distintivo di appartenenza ad una determinata classe o religione,  le quali poi chiaramente risultano avere un impatto troppo forte su quelli che sono i costumi della gente comune. Queste iniziative hanno come intento quello di evitare la diffusione di un malcontento da parte di chi vive nel nostro paese da sempre”.

“In Italia c’è una perfetta integrazione degli extra comunitari - conclude il suo intervento l’esponente locale del movimento – e si vuole cercare di abituare i cittadini stranieri a inserirsi in una mentalità europea che ha migliaia di anni, spingendo a dare segnali di una reciproca collaborazione  e comprensione”.

Aroi indignata per incendio deposito FS di Bagnara concesso all’Unitalsi


La responsabile per la Calabria dell’Italia dei Diritti: “Un gravissimo episodio a danno di persone già provate da mille difficoltà quotidiane


Catanzaro– Un incendio doloso, appiccato da ignoti,  ha colpito i locali delle Ferrovie dello Stato concessi in uso alla Sottosezione di Reggio Calabria dell’Unitalsi e utilizzati per il deposito delle attrezzature necessarie all’allestimento di un campo estivo, ormai tradizione da parecchi anni, organizzato dall’associazione presso la scuola elementare “Morello” di Bagnara Calabra per consentire a persone disabili, che altrimenti non ne avrebbero la possibilità, di condividere con i volontari un periodo di vacanza al mare. Tutto il materiale (letti, brande, frigoriferi, attrezzature per il mare, carrozzine etc) utilizzato per creare un’atmosfera abitativa confortevole ed accogliente all’interno del plesso scolastico, è stato distrutto dalle fiamme.

 

“Il gesto deplorevole, quanto immotivato, che ha colpito l’Unitalsi, un ‘associazione di volontariato che ha quale unico scopo la condivisione di esperienze di vita e di servizio tra i più deboli ed i volontari, ha messo in luce fenomeni sociali tra di loro contrapposti”. Durissimo il primo commento della responsabile per la Calabria dell’Italia dei Diritti, Pamela Aroi che continua il suo intervento: “Una simile vicenda ha inevitabilmente dato rilievo, da un lato, all’indifferenza ed alla superficialità con cui spesso larga parte della società guarda ai disagi altrui, così come alla gratuità e cattiveria di condotte moleste e dannose che, in quanto tali, non possono che essere frutto di ignoranza e prive di significato concreto. Dall’altro però questa vicenda ha scatenato una grande manifestazione di sentimenti e valori positivi quali la solidarietà e la voglia di reagire”.

 

L’esponente del movimento extraparlamentare fondato da Antonello De Pierro si sofferma con lucidità e fermezza d’intenti sull’accaduto. “Il gravissimo episodio delittuoso – afferma con una nota di rammarico e indignazione l’esponente calabrese - ai danni di persone che, già provate dalle mille difficoltà quotidiane, si sono ritrovate ancora una volta umiliate e destabilizzate. Tuttavia non saranno mai sopraffatte. Difatti questa occasione ha offerto alla comunità (cittadina e non) l’occasione di conoscere realtà fin qui ignote o ignorate, e di ribellarsi alle ingiustizie con gesti concreti e dichiarazioni di affetto. Le numerose proposte – conclude la responsabile per la Calabria - ed iniziative provenienti dalla gente comune, così come dalle varie Istituzioni coinvolte, costituiscono senz’altro un segnale apprezzabile ed estremamente positivo, che auguriamo venga alimentato e tradotto in termini concreti nell’interesse ed a favore, non solo dell’Unitalsi e dei bisognosi, ma più in generale di una comunità che possa dirsi veramente civile”.

 

Tariffe marittime alle stelle per la Sardegna, Gandolfi interviene

Il responsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “Solo un piano approfondito e di lungo periodo porterà a sensibili cali nel costo dei trasporti, sia per i residenti sia per i turisti, garantendo realmente il diritto alla mobilità sancito nella Costituzione”

 

Cagliari – “Il grave aumento delle tariffe marittime da e per la Sardegna, per tutte le categorie di persone, residenti e non, è l'ennesima dimostrazione della mancanza di pianificazione e controllo dell'attuale Giunta regionale di centro-destra”. Questo il primo duro commento del responsabile regionale dell’Italia dei Diritti, Federico Gandolfi, alla notizia del rincaro delle tariffe sui trasporti marittimi verso l’isola sarda.

“È semplicemente incredibile che sia il comune cittadino a scoprire e doversi occupare per primo di tali aumenti, facendo un preventivo su internet – afferma l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, riferendosi ad alcuni dati riportati da un giornale locale on-line –.  Oltre la propaganda, sembra quindi non esistere alcuna collaborazione e consultazione con le compagnie di trasporto, il cui contributo è fondamentale per lo sviluppo dell'economia della Sardegna, e non solo del turismo”.

Gandolfi poi continua nel suo ragionamento proponendo alcune soluzioni all’aumento dei prezzi: “È necessario sviluppare al più presto un serio piano di continuità territoriale migliorando il modello aereo, garantire se non ampliare l'attuale offerta disponibile anche con interventi diretti nel salvataggio della Tirrenia, e lavorare subito in giunta e consiglio con nuovi strumenti amministrativi prima di fare la voce grossa coi giornali. Solo un piano approfondito e di lungo periodo – conclude – porterà a sensibili cali nel costo dei trasporti, sia per i residenti sia per i turisti, garantendo realmente il diritto alla mobilità sancito nella Costituzione”.

Degenza pre-operatoria eccessiva in Molise, interviene la Aurisano


La responsabile per il Molise dell’Italia dei Diritti: “ La sanità molisana risulta tra le ultime a livello nazionale e ce lo confermano anche i dati sulla degenza pre-operatoria”


Campobasso– Stando ai dati diffusi dall’Eurispes nel Rapporto Italia 2011, nel Molise il ricovero che precede gli interventi chirurgici sembra essere il più lungo d’Italia. Difatti in questa regione sembra che la media sia di 2,33 giorni, quasi il doppio della media nazionale (1,38 giorni). Permanenza che risulta a dir poco eccessiva e alla quale viene contrapposta come prima ragione la poca disponibilità di posti letto che costringe i pazienti a dei ricoveri anticipati al fine di non perdere il turno.

“Il trend negativo che continua a registrare la sanità molisana viene confermato anche dai dati alquanto scoraggianti sulla tempistica per la degenza pre-operatoria nella regione”. Con queste parole interviene sull’argomento la responsabile per il Molise dell’Italia dei Diritti, Anna Aurisano.

Tra i motivi legati all’insoddisfazione dei degenti verso la Sanità, c’è anche il costo del ticket troppo elevato e la poca qualità del servizio erogato che ha portato ad un aumento delle persone che si rivolgono a strutture private in caso di interventi chirurgici.

L’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro continua la sua analisi con decisione dichiarando che: “E’ sempre più necessario un forte e radicale rinnovo della dirigenza politica regionale che sta conducendo il Molise sempre più ad essere un fanalino di coda un po’ in tutti i settori rispetto al resto delle regioni italiane”.


De Pierro ospite alla trasmissione televisiva Eidon su Televita

Il presidente dell’Italia dei Diritti polemico sulla gestione sanitaria della Polverini

 

Roma –  Ieri sera, Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti è stato ospite della trasmissione “Eidon: il futuro è ricerca” condotta da Adele Grossi, andata in onda alle ore 23.00 su Televita.


Il programma, dopo una prima parte introduttiva dedicata alle associazioni di ricerca sul cancro, ha visto sviscerarsi  alla presenza del professor Leonardo Tamassia, medico ginecologo, del dottor Alfredo Arista,consigliere del IV Municipio, del giornalista Vittorio Gennari e del presidente del movimento De Pierro, un argomento spinoso ma di forte attualità come la gestione della prevenzione medica sul territorio.

Durante il talk, Antonello De Pierro, pur condividendo il plauso per le iniziative promosse all’interno del IV Municipio, che favoriscono l’accesso gratuito agli esami e analisi di controllo preventivo nelle cliniche private del quartiere, in assenza di un polo ospedaliero, ha acceso la polemica, riportando l’attenzione sulla sgangherata amministrazione regionale attuale e su quelle passate, valutandola causa primaria delle carenze e del funzionamento a singhiozzo delle strutture pubbliche laziali.

Numerose testimonianze in merito arrivano quotidianamente all’Italia dei Diritti ed è anche per questo che De Pierro, ha posto con tenacia l’attenzione sulle difficoltà incontrate ogni giorno dai medici e dai pazienti delle strutture di pronto soccorso, sostenendo, apprezzato dagli altri ospiti in studio, la necessità di virare il lavoro di prima assistenza e diagnosi verso i medici di famiglia, attualmente troppo poco reperibili e presenti.

Il presidente del movimento Antonello De Pierro ha, in conclusione del dibattito televisivo,  criticato l’iniziativa della Polverini di aprire gli ambulatori la domenica, invitandola ad occuparsi realmente delle deficienze mediche della regione Lazio, dichiarandolo unico, valido ed efficace modo per favorire cura e benessere accessibile a tutti i cittadini della territorio regionale.

 

La Ferrari interviene su deficit di bilancio Asl di Massa

La responsabile per la Toscana dell’Italia dei Diritti: “Mi preme sapere quale sarà l’impatto della ristrutturazione aziendale in atto sui servizi sanitari e se ci sarà un maggiore disagio a carico dei cittadini”

 

Firenze – “Senz'altro sull’Asl di Massa Carrara la Regione Toscana è stata molto chiara e netta. Il governatore Rossi ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica massese contro gli autori del dissesto finanziario, e ha chiesto il risarcimento danni anche alla società di revisione contabile, assicurando tra l’altro che l’amministrazione regionale coprirà il buco sino all’ultimo euro. Quindi fino a qui, tutto bene”. Con queste parole, la responsabile per la Toscana dell’Italia dei Diritti, Emanuela Ferrari, espone chiaramente la sua opinione in merito al clamoroso deficit emerso negli ultimi bilanci dell’Asl apuana.

 

“Le mie perplessità rimangono sulle modalità della scoperta del disavanzo e sul suo accadimento negli anni precedenti, data la portata della cifra accertata – continua nel suo ragionamento l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro –. È quanto mai necessario approfondire il fatto che nessuno se ne sia accorto prima, tantomeno l'allora assessore alla Sanità Rossi, e con lui tutti coloro preposti al controllo sia interno che esterno”.

 

“ Ritengo inoltre che siano da accertare le cause delle perdite, se le stesse abbiano avuto un impatto più generalizzato anche sulle altre Asl toscane e  se ci siano debiti potenziali ancora ignorati. Spero che l'attuale assessore Scaramuccia – afferma la Ferrari – stia facendo un’attenta analisi degli acquisti di attrezzature e macchinari, del loro effettivo utilizzo e delle assunzioni del personale e la relativa incidenza sia in termini di costo sia in termini di professionalità, affinché non emerga uno sbilanciamento di figure necessarie al buon andamento della ‘cura’. Mi riferisco ad esempio alla possibilità di collocare troppi impiegati o pochi medici e infermieri”.

 

“In ultimo, ma non per importanza – conclude la responsabile regionale del movimento extraparlamentare –, mi preme sapere quale sarà l’impatto della ristrutturazione aziendale in atto sui servizi sanitari. Se ci sarà un maggiore disagio a  carico dei cittadini, con la conseguenza di un aumento dei tempi di attesa o del ticket, e se dopo il prosciugamento del tesoretto messo a disposizione della Regione e il  taglio di finanziamenti  a livello statale, sia ancora pensabile e fattibile costruire un ospedale unico in provincia di Massa Carrara, con un dispendio inutile di risorse”.

Scorte per “scarrozzare” ospiti Berlusconi, Girlando solidale con Polizia

Il responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti :“Essendo un  bene comune delle istituzioni e del paese non possono essere ad  uso e consumo del Presidente del  Consiglio per coprire le sue scorribande notturne”


Roma –   Risentimento e umiliazione, gridati a gran voce dai poliziotti e da tutti i loro rappresentanti sindacali stanchi d’essere sfruttati come taxi per le ragazze e le escort ospiti nelle serate festaiole del premier Silvio Berlusconi, stando a quanto emergerebbe dalle nuove dichiarazioni rilasciate alla stampa.

 

“Siamo solidali – commenta Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti - e sosteniamo l’operato delle forze dell’ordine, soprattutto rispettiamo il ruolo del sindacato di Polizia quando afferma di voler dare dignità al lavoro degli agenti. Essendo le scorte un bene comune delle istituzioni e del paese, non possono essere impiegate ad uso e consumo del Presidente del Consiglio per coprire le sue scorribande e feste notturne”

 

Un abuso  giudicato scellerato e irresponsabile da chi si fa portavoce delle ragioni degli agenti di scorta. “Come sottolineato da Emma Marcegaglia – prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - , c’è un’Italia che va a letto presto perché lavora, rispetta le istituzioni e le forze dell’ordine. Condivido in pieno – conclude Girlando -  le dichiarazioni del Presidente di Confindustria e tutte le  sue preoccupazioni”.

 

 

 

Pdl propone “ingiusta intercettazione”, la reazione di Girlando

Il responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti: “Siamo davanti all’ennesima legge- bavaglio che mira ad annientare l’indipendenza della Magistratura e dei pubblici ministeri”

 

Roma – “Siamo davanti all’ennesima legge-bavaglio che mira ad annientare l’indipendenza della Magistratura e dei pubblici ministeri”. Non si fa attendere il commento del responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, Giuliano Girlando, in merito alla notizia della proposta di legge presentata dal parlamentare e avvocato del Pdl, Luigi Vitali, che ha l’intento di inserire un nuovo articolo nel codice di procedura penale, il 315 bis, per risarcire chi è sottoposto a  “ingiusta intercettazione”.

 

“Con questi sotterfugi ideati dai colleghi del presidente del Consiglio dei ministri – continua con decisione l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro –, si rischia di indebolire ulteriormente il lavoro del magistrato, minando tutte le attività investigative che vengono attuate per contrastare reati molto gravi come quello di mafia, di riciclaggio di denaro e di traffici illeciti”.

“Attendiamo al più presto una decisione definitiva da parte del ministro Angelino Alfano, che ha il compito fondamentale di tutelare il vero significato di giustizia, senza creare inutili ostacoli nei confronti di chi lavora onestamente per garantirla”.

Zagbla su arresto consigliere Lega per sfruttamento prostituzione

Il responsabile per il Veneto  dell’Italia dei Diritti :Soprattutto quando una persona rappresenta le istituzioni, come un politico, dovrebbe guardarsi intorno prima di puntare il dito contro gli immigrati”


Vicenza – Alessandro Costa, consigliere comunale di Barbarano, in provincia di Vicenza, è stato arrestato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. L’ex assessore alla sicurezza, militante, ora espulso, della Lega nord, gestiva un sito di annunci e incontri pornografici guadagnando grosse somme di denaro attraverso la  promozione, tra gli altri, di escort e trans. “In merito all’arresto di questo esponente politico appartenente ad un’area che fa della lotta all’illecito la propria bandiera, - interviene Emmanuel Zagbla, responsabile per il Veneto dell’Italia dei Diritti – ritengo sia necessaria una grande riflessione, generale, sulla questione della legalità. Questa vicenda dimostra, nei fatti, che nessun partito politico è immune da coinvolgimento in atti riguardanti il  problema della prostituzione. Noi, come Italia dei Diritti, per prima cosa, invitiamo gli esponenti dei partiti, nella fattispecie la Lega,  a misurare i toni in merito delle accuse rivolte agli immigrati, in quanto nessuno potrà mai dire che gli stessi, sono venuti in Italia soltanto per delinquere o per compiere reati di  prostituzione. Deve esserci una moralità generale, non di parte. Soprattutto – prosegue Zagbla - quando una persona rappresenta le istituzioni, come un politico, dovrebbe guardarsi intorno prima di puntare il dito contro gli stranieri, immigrati, che devono spesso confrontarsi con problemi legati alla discriminazione e con non poche privazioni”.

 

Il trentottenne Costa già nel registro degli indagati dal 18 agosto accusato dei medesimi reati, è ora in carcere a Padova, gli viene contestata anche l’accusa di aver organizzato festini a luci rosse e incontri a pagamento tra inserzioniste o escort e professionisti veneti. L’ex militante del Carroccio è stato sorpreso in flagranza di reato mentre riceveva il denaro da un procacciatore della sua rete.

 

“Pur non giustificando chi compie il reato della prostituzione – prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - riteniamo sia necessario innanzitutto valutare cosa spinge, in misura maggiore le immigrate, a sopportare l'essere costrette a dedicarsi ad una attività che in Italia è illegale. In conclusione mi auguro che Costa sia pulito e che non abbia commesso i reati a lui imputati. Contrariamente sarebbe da preoccuparsi, proprio perché compiuti da un rappresentante che della legalità fa bandiera politica. Se lo fa un uomo pubblico, - chiosa Zagbla -  figuriamoci quelle poverette che arrivano in Italia con la promessa di un lavoro e finiscono, oppresse, sulle strade”.

 

Scandalo affittopoli a Milano, la condanna di Monteleone

Il viceresponsabile meneghino dell’Italia dei Diritti: “Trovo semplicemente incivile che enti pubblici possano gestire un patrimonio collettivo in modo a dir poco clientelare e nepotistico. Gli amministratori di tali beni hanno l'obbligo istituzionale di essere trasparenti nella conduzione di tutto ciò che appartiene ai cittadini”

 

Milano – “Trovo semplicemente incivile che enti pubblici come il comune di Milano e consoci, possano gestire un patrimonio collettivo in modo a dir poco clientelare e nepotistico. Gli amministratori di tali beni hanno l'obbligo istituzionale di essere trasparenti nella conduzione di tutto ciò che appartiene ai cittadini”. Duro il primo commento del viceresponsabile meneghino dell’Italia dei Diritti, Filippo Monteleone, allo scandalo di affittopoli che ha investito i patrimoni immobiliari amministrati dal comune di Milano, dal Policlinico, e dal Pio Albergo Trivulzio. Da quanto si legge sulle pagine di un giornale nazionale infatti, 3700 tra case, negozi e locali, sono stati affittati non secondo la logica del bisogno, ma favorendo solo alcuni privilegiati, nello specifico professionisti, medici, architetti, giornalisti, amici o parenti di, che pagano delle quote annuali decisamente più basse rispetto al mercato privato, pur vivendo a pochi passi dal centro città.

 

“La politica di tali scelte a me sembra molto evidente – afferma deciso l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro –, obiettivo principale è quello di creare e alimentare la forbice della disuguaglianza, snaturare ancor di più quello che non sia già la natura stessa della società civile. In questo modo si creano élite sempre più forti che hanno canali preferenziali per tutto ciò che dovrebbe essere appannaggio della collettività, e che sono disposte all'omertà assoluta pur di mantenere i propri privilegi a scapito di chi ha sempre meno, e sempre meno strumenti per far valere i propri diritti”.

 

“Spero vivamente che venga aperta un’inchiesta su questo nuovo scandalo milanese – conclude Monteleone –, e che  vengano fuori nomi, elenchi, riferimenti chiari, in modo tale che si possa far luce sul torbido che c’è da sempre nella pubblica amministrazione, e che troppo spesso, viene interpretata come privata”.

Berlusconi, Ruby e il Bunga – Bunga, De Pierro chiede dimissioni Premier

Il presidente dell’Italia dei Diritti:La smetta di gridare le ormai trite e ritrite frasi sui magistrati schierati e vada in procura a chiarire la questione se ritiene di essere difendibile. In ogni caso il buon senso vuole che in una tale situazione le sue dimissioni appaiano quanto mai appropriate”


Roma –  “Avevamo pensato di attendere prima di pronunciarci in merito a questa vicenda per non alimentare il circo mediatico che ha spostato la sua attenzione sul versante gossip. Ora però che i fatti cominciano a prendere corpo con sostanziosi elementi non possiamo esimerci dal pronunciarci in merito. Stiamo assistendo ad uno spettacolo triste e desolante, un decadimento istituzionale che ci addolora fortemente perché l’Italia è il nostro paese, patria che amiamo, cui siamo legati,  e non riusciamo ad accettare l’idea di essere derisi dal resto del mondo”.


Si leggono rammarico e indignazione nelle parole di Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, riguardo le notorie vicende giudiziarie che hanno visto coinvolto, nei giorni scorsi, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Un caso mediaticamente noto, partito dalla famosa telefonata dello stesso Primo Ministro, alla questura di Monza, per sollecitare l’affidamento della minore Karima El Mahroug, conosciuta come Ruby Rubacuori,  ivi trattenuta, spacciandola per la nipote di Mubarak, alla consigliera regionale PdL, Nicole Minetti. Il supposto reato di concussione e le indagini in merito hanno portato alla luce un giro di ragazze, alla corte del Premier, reclutate, stando alle accuse, da Emilio Fede, Lele Mora e la stessa on. Minetti, le quali sarebbero state coinvolte in festini a luci rosse nelle residenze di Berlusconi e dallo stesso pagate dopo prestazioni sessuali. “Tengo a precisare – prosegue De Pierro -  che non ci vergogniamo di essere italiani, ma di alcuni politicanti che hanno occupato spesso illegittimamente gli scranni del potere. In merito ai fatti, ancora una volta si sta spostando l’attenzione verso il pettegolezzo, verso la morale, quasi facendo passare in secondo piano quello che è il vero motore dell’inchiesta giudiziaria che ha travolto il Premier, ossia gli aspetti penali di tutta la vicenda. Sicuramente una questione morale esiste, in quanto questi comportamenti per un Presidente del Consiglio superano abbondantemente i limiti della decenza e della tollerabilità, ed è anche vero che in un paese normale, per molto meno,  nel giro di un giorno, sarebbe stato costretto a dimettersi. Siamo però in Italia – analizza il presidente dell’Italia dei Diritti  - dove qualcuno ha creato una ‘Repubblica delle banane. Sorvolando solo per un attimo sul fatto che Berlusconi sia  il Presidente del Consiglio e perciò dando per buona l’ipotesi che in casa sua possa fare quello che vuole come organizzare feste e anche pagare donne per ottenere prestazioni sessuali, d’altronde in Italia la prostituzione non è reato, anzi era proprio il suo governo che voleva renderla illegale, poniamo invece attenzione agli aspetti inquietanti dello scandalo che sono i risvolti penali. Berlusconi ha certamente cose ben più gravi da farsi perdonare rispetto a delle feste private, per quanto scabrose possano essere, le quali hanno fatto infuriare tutto l’apparato ecclesiastico del Vaticano che invece per esempio nel caso Mills aveva taciuto tranquillamente”.

 

Un coinvolgimento giudiziario oramai palese che dovrebbe destare forte scandalo nell’opinione pubblica, la quale però fa i conti con una ingiustificabile predilezione mediatica per i risvolti legati al gossip e con l’apparente assuefazione alle accuse penali che riguardano il presidente Berlusconi.

 

“Certo qualora si dimostrasse che il Premier fosse stato a conoscenza della minore età di Ruby – sottolinea De Pierro - , il reato ci sarebbe nei termini di favoreggiamento della prostituzione minorile, maggiormente pesante però è l’accusa di prevaricazione per l’ormai famosa telefonata in questura fatta da Berlusconi in persona, sulla quale sembra non ci siano più dubbi.

Il  presunto reato qui ha un nome ben definito, si chiama concussione  e  sembrerebbe incastrare lo stesso Presidente poiché se non avesse saputo che Ruby era minorenne, ci domandiamo, cosa l’avrebbe spinto a telefonare in questura per sollecitarne un affidamento a Nicole Minetti. Comunque su questo, con buona pace del Premier, lasciamo lavorare la procura, che riteniamo territorialmente competente e non certo politicizzata, ma semplicemente ligia al proprio dovere istituzionale, e ci auguriamo per lui che riesca ad uscirne pulito. Berlusconi la smetta di gridare le ormai trite e ritrite frasi sui magistrati schierati e vada in procura a chiarire la questione se ritiene di essere difendibile. In ogni caso – chiosa il presidente del movimento Italia dei Diritti -  il buon senso vuole che in una tale situazione le sue dimissioni appaiano quanto mai appropriate”.

 

 

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