Il presidente dell’Italia dei Diritti : “Qualunque sia stata la ragione della bufala rifilata agli ignari telespettatori, non possiamo parlare di una svista veniale. Come movimento, non potremo esimerci dal boicottare da oggi in poi l’ascolto del programma””
Roma- Bufera sulla trasmissione Mediaset “Forum”, condotta tutti i giorni da Rita Dalla Chiesa. Durante un falso contenzioso, la figurante abruzzese che recitava il ruolo di terremotata, si è spesa in elogi verso il Governo, raccontando di abitare un’Aquila ricostruita, in condizioni ottimali, non dimenticando di ringraziare il presidente Silvio Berlusconi, a suo parere artefice della veloce rinascita. Profondamente offesi dalla mistificazione della realtà andata in scena su canale 5, le vittime del sisma 2009, ancora oggi alle prese con i disagi e le limitazioni di un Abruzzo ferito. Particolare amarezza per coloro che senza casa, alloggiano ancora negli alberghi, accusati dell’attrice, durante la farsa, di mangiare e dormire a sbafo.
“Se fosse una cosa organizzata appositamente – interviene Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti - ci troveremmo di fronte ad un fatto di enorme gravità. In quanto tutto ciò, si aggiungerebbe a una grossa speculazione già messa in atto da più fronti, strumentalizzando le popolazioni tristemente colpite dal sisma che tutti conosciamo. Voglio pensare che si sia trattato di una svista da parte della produzione ma, in ogni caso, non saremmo davanti ad una negligenza di lieve entità. ‘ Forum’ per quanto programma d’intrattenimento, fornisce sempre delle informazioni agli utenti e quindi, ciò che trasmette , deve essere controllato dal punto di vista della veridicità della notizia”.
Dalla redazione si difendono e la conduttrice al centro dello scandalo attribuisce quanto successo ad una leggerezza di giudizio, scaricando le colpe sulla figurante che a sua volta si tutela e sostiene di aver interpretato un copione ben preciso.
“In ogni caso volontariamente o involontariamente – attacca il presidente del movimento extraparlamentare - , a livello politico, ciò che è successo fornisce un ingente e vantaggioso regalo alla maggioranza di governo. Tanto più tenendo conto del livello culturale di gran parte delle persone che assistono alla trasmissione condotta da Rita Dalla Chiesa. Indubbiamente una tale notizia mistificata, va a influire in maniera esponenziale sulle coscienze già addormentate e manipolate di chi, purtroppo, per ragioni socio antropologiche, si nutre quotidianamente nel contesto di un humus subculturale sul quale è difficile intervenire. Qualunque sia stata la ragione della bufala rifilata agli ignari telespettatori, non possiamo parlare di una svista veniale”.
Dal tribunale televisivo si rischia di passare a quello reale, Daniela Pezzopane, assessore alle Politiche sociali dell'Aquila minaccia azioni civili e chiede con sincero sdegno, alla conduttrice di “Forum”, di poter esprimere le ragioni dei terremotati che ancora oggi non possono abitare una casa e sono costretti a vivere in hotel o caserme.
“Alla luce della gravità dell’episodio, come Italia dei Diritti – prosegue De Pierro - , ci sentiamo di auspicare la chiusura della trasmissione stessa e proprio a tale scopo chiediamo a Rita Dalla Chiesa, in ragione della stima che nutriamo per lei, di dimettersi dalla conduzione. In ogni caso, come movimento, non potremo esimerci dal boicottare da oggi in poi l’ascolto del programma e invitiamo a non sottovalutare questa nostra azione, visti i numeri in continua crescita che possiamo esprimere a supporto del consenso sul quale possiamo contare”.
Il responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti : “Ci aspettiamo che queste commedie grottesche finiscano e si passi ad un rispetto totale della Magistratura e dell’autorità giudiziaria”
Roma – “Abbiamo assistito all’ennesima sceneggiata di Berlusconi, il tentativo di mediatizzare un processo e farlo diventare simile a quelli televisivi modello ‘Forum’. Bisogna rendersi conto di quanti danni fanno determinati atteggiamenti che non ricalcano la realtà”.
Interviene con queste parole Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei diritti, commentando quanto accaduto ieri fuori dal Tribunale di Milano in occasione dell’udienza preliminare del processo Mediatrade, la prima alla quale prendeva parte l’imputato Silvio Berlusconi. Arrivato al Palazzo di Giustizia meneghino, il Premier è stato accolto con entusiasmo dai suoi fedelissimi, giunti a decine per sostenerlo. Sotto gli occhi dei tanti cronisti presenti, ha elargito sorrisi ed è poi salito sul predellino della propria auto per ringraziare a gran voce i simpatizzanti.
“Ci conforta sapere – dichiara Girlando - che sono state solo quattro comparse, pagate come il pubblico dei suoi talk-show televisivi Mediaset. Ci aspettiamo che queste commedie grottesche finiscano e si passi ad un rispetto totale della Magistratura e dell’autorità giudiziaria.”
Non sono mancate le contestazioni, nei pressi del tribunale un gruppo di sostenitori dell’Italia dei Valori ha scelto di manifestare il proprio dissenso verso il leader del Pdl, scandendo slogan che ne chiedevano le immediate dimissioni.
“Condividiamo tutto il lavoro dei magistrati – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - e ci auguriamo che non si approfitti del momento per mettere in atto dei colpi in Parlamento, con lo scopo di far passare alcune leggi ‘ad personam’ salva processi”.
Il viceresponsabile per la Pubblica Amministrazione dell’Italia dei Diritti: “Vorrei poter dire di essere stupito ma, purtroppo, non posso farlo”
Roma - “Dopo il rifiuto dell’election day che comporterà un inconcepibile spreco di milioni di euro, dopo l’aumento delle accise sulla benzina per finanziare il Fus, ecco l’ennesimo intervento di un Governo che non bada a spese, dimenticando la crisi economica che gli italiani sono costretti ad affrontare quotidianamente”. Andrea Guazzi, viceresponsabile per la Pubblica Amministrazione dell’Italia dei Diritti, critica senza mezze misure il dietrofront fatto dal Consiglio dei ministri che, approvando ieri un nuovo decreto legge, cancella la decisione di qualche settimana fa ed aumenta nuovamente il numero dei componenti dei Consigli e delle Giunte comunali nelle città con popolazione superiore a un milione di abitanti. Il Governo, dunque, fingendo di dimenticare l’annunciata riduzione di poltrone, ha deciso di riportare da 48 a 60 il tetto massimo dei consiglieri e da 12 a 15 quello degli assessori.
Guazzi prosegue nel suo intervento, attaccando frontalmente la maggioranza: “Vorrei poter dire di essere stupito ma, purtroppo, non posso farlo. Assistiamo ancora una volta al ‘giochetto’ della ‘politica degli annunci’ che, in questi anni, abbiamo imparato a conoscere fin troppo bene”.
In conclusione, l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro si concentra sull’atteggiamento che il Governo sta dimostrando da un mese a questa parte: “A Roma, anche oggi, ci si sta approfittando delle gravi notizie che sconvolgono l’opinione pubblica per far passare, di nascosto, decreti ad personam, come la norma sul processo breve, e molti altri provvedimenti che, qualora fosse diffusa la loro approvazione, costerebbero moltissimo alla maggioranza in termini di credibilità da parte dei cittadini”.
La viceresponsabile per le Politiche Sociali dell’Italia dei Diritti:“Sta aumentando sempre più il divario tra i troppo ricchi e i troppo poveri. La classe media è scomparsa”
Roma - Il rapporto Caritas 2010 evidenzia un aumento delle famiglie italiane in difficoltà rispetto a quelle immigrate. Il fenomeno, secondo lo studio, sarebbe imputabile alla presenza nel nostro paese di giovani immigrati che fanno mestieri come quello delle badanti, dei muratori o dei braccianti grazie ai quali, soprattutto nei piccoli centri, hanno qualche possibilità in più di stabilizzazione lavorativa.
“I rapporti Caritas hanno sempre posto la dovuta attenzione a tematiche importanti e delicate come quella dell’immigrazione – dichiara Barbara Del Fallo, viceresponsabile per le politiche sociali dell’Italia dei Diritti -, mi stupisce come l’ultimo studio punti il dito esclusivamente sulla povertà delle famiglie italiane, non è un problema dei soli autoctoni”.
L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, inoltre, commenta duramente anche i dati pubblicati recentemente dalla Banca d’Italia dai quali emerge un’evidente e marcata diseguaglianza nella redistribuzione del reddito: “Ho sempre sostento che l’attuale crisi economica non sia dovuta ad una carenza di fondi ma ad una mala distribuzione del denaro pubblico. I dati confermano che sta aumentando sempre più il divario tra i troppo ricchi e i troppo poveri. La classe media è scomparsa, proprio quella gente che ha sempre sostenuto il paese è stata ignorata da una politica economica disattenta alle problematiche attuali del paese”.
L’1% delle famiglie, secondo i dati della Banca d’Italia, possiede il 13% della ricchezza dell’intero paese, un assottigliamento quindi della piramide sociale, sempre più estremizzata.
“E’davvero allarmante, se non straziante – conclude
Il viceresponsabile meneghino dell’Italia dei Diritti: “Non è un novità che il Pdl sia un partito personalistico che si concentra sulla figura del suo leader. In questo caso, però, ritengo inutile la sua candidatura”
Milano - “La candidatura degli esponenti di spicco di un partito nelle diverse tipologie di elezioni è una pratica abusata in Italia. Tuttavia, nel caso delle prossime comunali di Milano, la candidatura di Silvio Berlusconi sarebbe comprensibile se si pensasse alla carica di sindaco e non se si pone lo stesso come capolista, dal momento che il premier rinunzierebbe comunque all’eventuale designazione”. Così Luca Ragone, viceresponsabile per Milano dell’Italia dei Diritti, si pronuncia in merito all’appello che il Popolo della libertà ha rivolto al capo di Governo, guardando con preoccupazione al voto del 15 maggio.
La guerra che si prospetta nel centrodestra è sulle preferenze, dove i berlusconiani temono gli esponenti di Comunione e Liberazione e delle altre liste civiche che sostengono il sindaco Letizia Moratti: “Non è un novità - continua Ragone -, che il Pdl sia un partito personalistico che si concentra, principalmente, sulla figura del suo leader. In questo caso, però, ritengo che abbia più senso candidare altri militanti che hanno già lavorato e lavorano tuttora nel gruppo”.
Il clima presente nel centrodestra milanese è tutt’altro che tranquillo, tant’è che anche ieri in Consiglio comunale è mancato il numero legale dei componenti: “È evidente - conclude la sua analisi l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - che il Pdl ha paura di Cl e delle altre correnti interne, considerando, soprattutto, che i pidiellini vorrebbero uniformare il pensiero generale, tenendo presente le linee guida del partito nazionale”.
Il sit-in che si terrà giovedì 31 marzo alle ore 10 davanti alla sede della Regione Lazio parteciperanno il presidente Antonello De Pierro, il vicepresidente Roberto Soldà ed altri esponenti del movimento, tra cui il viceresponsabile romano Giuliano Girlando
Roma – Giovedì 31 marzo dalle ore 10, l’Italia dei Diritti scenderà in piazza per sostenere la battaglia di medici e pazienti contro la chiusura dell’unità di chirurgia maxillo-facciale della casa di cura Villa Betania, parte del polo ospedaliero Santo Spirito.
La sentenza per il reparto dell’ospedale capitolino, è prevista tra le righe del nuovo piano sanitario regionale. L’Italia dei Diritti sta organizzando un sit-in davanti alla sede della Regione Lazio, al quale prenderanno parte Antonello De Pierro e Roberto Soldà, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Italia dei Diritti. Il movimento organizza la protesta per sottolineare all’amministrazione regionale l’inadempienza ad uno dei compiti governativi più rilevanti, quello di soddisfare la domanda di prestazioni sanitarie.
Si fa portavoce dell’iniziativa Giuliano Girlando, viceresponsabile per Roma del movimento extraparlamentare: “Auspichiamo che Renata Polverini, in quanto presidente della regione, accolga le richieste del personale sanitario, e dei pazienti, molti dei quali ancora in lista d’attesa, che chiedono di poter godere del diritto alle prestazioni sanitarie pubbliche. Ci auguriamo altresì – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello de Pierro - che possa avvenire in tempi brevi un incontro con la governatrice del Lazio”.
La viceresponsabile per la Puglia dell’Italia dei diritti: “Questi episodi sono favoriti dalla politica dei tagli che non aiuta a sviluppare eccellenze in questo settore”
Bari - Un decesso per infarto di un paziente cui era stato diagnosticato un problema ortopedico alla spalla e uno di un uomo che era stato operato poche settimane prima. Una relazione sui due presunti casi di errori sanitari in Puglia è stata chiesta all'assessore regionale alla Sanità Tommaso Fiore e dal presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori in campo sanitario, Leoluca Orlando.
“L'ennesima inchiesta su due casi di malasanità in Puglia, riporta l'attenzione sulla delicatezza di un settore, qual è quello sanitario, che coinvolge molti interessi e aspettative dei cittadini” -. dichiara Patrizia Lusi, viceresponsabile regionale dell’Idd, secondo cui “l'intervento della Commissione Sanità e della magistratura può ripagare solo in parte il dolore di quanti hanno subito la perdita di un parente a seguito di errori di malasanità. Oltre alla politica di tagli e compressione dei costi che di certo non aiuta a sviluppare eccellenze in questo settore”.
Un episodio riguarda il signor Daniele Campo, di 35 anni, che avvertendo forti dolori al collo è stato visitato al pronto soccorso dell'ospedale di Gallipoli (Lecce). I medici gli avrebbero diagnosticato una patologia di natura ortopedica dimettendolo dopo avergli somministrato un antinfiammatorio. Una volta a casa l'uomo è morto per infarto.
Il secondo caso riguarda Filippo Di Palma, di 47 anni, che avvertendo forti dolori allo stomaco e allo sterno, si era fatto visitare nell'Ospedale di Castellana Grotte dove è morto per un arresto cardiocircolatorio.
“Senza fare generalizzazioni – continua l’esponente regionale del movimento guidato da Antonello De Pierro - , perché nella maggior parte dei casi ci sono strutture sanitarie pubbliche di altissimo livello, la superficialità e l'approssimazione del singolo con la relativa perdita anche di una sola vita umana devono indurre tutti ad un'attenta riflessione.
Intanto sarebbe indispensabile che le nomine dei direttori sanitari vengano fatte sulla scorta di graduatorie di merito e da soggetti competenti, perché il settore della sanità non può essere in alcuna maniera soggetto alle regole della politica con le relative spartizioni tra i vari partiti delle direzioni generali di questo o quell'ospedale. Ed ancora, aggiornamenti professionali continui e costanti rivolti a tutti i medici o a quanti erogano prestazioni di carattere sanitario, dovrebbero essere la regola indispensabile a cui ispirarsi”.
Il vice responsabile per l’immigrazione dell’Italia dei Diritti: “Sentenza importante in un momento storico come questo”
Roma, 25 marzo 2011 – La sentenza 6879/2011 della Cassazione amplia la protezione agli extracomunitari provenienti da paesi dove sono presenti dei conflitti. Se i soggetti sono in grado di provare un reale rischio di essere sottoposti a pena di morte, torture o trattamenti inumani e degradanti scatta il cosiddetto regime della “protezione sussidiaria”, consistente in un permesso di soggiorno triennale e alla “fruizione di un complesso quadro di diritti e facoltà”.
Antonino Lo Verde, vice responsabile per l’immigrazione dell’Italia dei Diritti, ha così commentato la sentenza: “La notizia è confortante perché le Istituzioni, invece di martellare sulle questioni che riguardano la tutela europea in materia, guardano finalmente da vicino i singoli casi di immigrazione internazionale.
Ciò permette ai profughi che vengono da zone di guerra o che nel proprio Paese sono perseguitati, per esempio, per motivi personali o conflitti tribali, di avere una tutela dalle vessazioni loro inflitte. Con tale sentenza il legislatore dà, quindi, a tali soggetti maggior tutela, in quanto è giusto che venga loro garantito l’accesso ai diritti umani”.
L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro continua: “E’ una sentenza importante in un momento storico come questo, soprattutto per i fatti che stanno avvenendo in questi giorni. E’ giusto che le istituzioni si pronuncino sul fenomeno: la cosa è vista di buon occhio”.
Il responsabile per la provincia della Spezia dell’Italia dei diritti: “Nessuna attenuante per i reati contro la cosa pubblica”
Genova - Arrivano le prime sentenze di condanna per la "disinvolta" gestione del Parco delle Cinque Terre, uno degli ultimi paradisi italiani.
“Spero che – dichiara amareggiato Gennaro Saltalamacchia, responsabile per la provincia della Spezia dell’Italia dei diritti - in futuro si possa parlare di una diversa posizione della magistratura in merito a questo tipo di reati e alle pene previste. Il danno è gravissimo, perché colpisce, anche in termini d’immagine, il fiore all’occhiello della Liguria”.
Pagano in nove, per ora: tra di loro il sindaco e l´assessore al bilancio di Riomaggiore, Gianluca Pasini e Lino Gogioso, poi tecnici e funzionari, e altri impiegati. Tutti indagati hanno ammesso le loro responsabilità: associazione a delinquere, truffa, corruzione, concussione, falso, scegliendo di patteggiare la pena davanti al giudice.
“Ritengo – conclude l’esponente provinciale del movimento guidato da Antonello De Pierro – che si tratti di un reato su cui è necessario approfondire maggiormente e che non puo’ avere alcun tipo di attenuanteLa vice responsabile per la Puglia dell’Italia dei Diritti: “E’ necessario di individuare le responsabilità della mala gestione amministrativa”
Roma, 25 marzo 2011 – Pasquale Santamaria, commissario liquidatore dell’Amica, l’azienda di igiene di Foggia, ha dichiarato che la società è in crisi finanziaria e non riesce più a garantire la gestione quotidiana riguardante la raccolta dei rifiuti. Non avendo più liquidità, essa avrebbe difficoltà nella riparazione dei mezzi ormai obsoleti e soprattutto, nella regolare fornitura di gasolio. L’emergenza più avvertita riguarderebbe la raccolta differenziata, in quanto non ci sarebbero mezzi sufficienti.
Patrizia Lusi, vice responsabile per la Puglia dell’Italia dei Diritti, ha così commentato la notizia: “La crisi finanziaria in cui versa il Comune di Foggia ha ripercussioni anche sulle aziende partecipate, cui e' demandata la gestione di servizi essenziali quali la nettezza urbana. La mala gestione amministrativa degli anni passati ha causato all'ente Amica buchi nel bilancio che ne hanno portato alla messa in liquidazione. Come al solito e' la cittadinanza che sopporta le conseguenze più drammatiche, con cassonetti stracolmi e immondizia che non viene ritirata anche per giorni. Sarebbe opportuno individuare le responsabilità di questa mala gestione amministrativa e un piano strategico di lunga durata per il risanamento dell'azienda”.
Il presidente dell’Italia dei Diritti : “Se ciò fosse vero, ci troveremmo di fronte all’ennesima assurdità posta in essere da quello, che ormai per tanti motivi, possiamo definire l’Esecutivo della menzogna”
Roma– “Resto interdetto di fronte a questa notizia, che chiaramente acquisiamo con riserva. Se ciò fosse vero, ci troveremmo di fronte all’ennesima assurdità posta in essere da quello, che ormai per tanti motivi, possiamo definire l’Esecutivo della menzogna”.
Un commento deciso, quello di Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti alla notizia, ancora da confermare, che vedrebbe Daniela Santanchè, attuale Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, accusata d’aver impreziosito il proprio curriculum vitae , presente sul sito del Governo, inserendovi un master mai frequentato. Nella banca dati della SdA: “Scuola di direzione aziendale”dell’università Bocconi infatti, ateneo citato nel curriculum, non emergerebbero tracce dell’onorevole che però si difende, sostenendo di essere vittima di una campagna denigratoria.
“In passato – prosegue De Pierro - , a volte anche controcorrente, mi sono espresso positivamente nei confronti di Daniela Santanchè, manifestandole anche solidarietà in occasione di un’aggressione subita. Ripeto, se si avesse conferma di un curriculum taroccato da parte di un sottosegretario di stato, qual è attualmente la Santanchè, ci troveremmo di fronte ad un comportamento perfettamente in linea con quello che fino ad ora questo Governo ha mostrato all’Italia e al mondo, fornendo una pessima immagine del nostro paese”.
Il sospetto, generato dall’articolo del settimanale “Oggi”, primo a darne notizia, ha scatenato un comprensibile polverone politico. Non sono mancate le reazioni critiche dell’opposizione.
“Mi auguro per lei – dichiara il presidente dell’Italia dei Diritti - che riesca a smentire questa notizia altrimenti l’unica cosa che possiamo chiedere sono le sue immediate dimissioni dalla nomenclatura del Governo. Anzi – attacca De Pierro - ribadisco, sempre di fronte alla conferma di un clamoroso falso, in caso di mancata iniziativa dimissionaria, ci mobiliteremo con sit-in di protesta o con altre forme di dissenso, per ribadire che gli esponenti governativi sono dipendenti del popolo italiano e quindi devono adeguarsi alle regole della lealtà e della trasparenza”.