Il responsabile per l’Ambiente dell’Italia dei Diritti si pronuncia sull’ennesimo caso
di contaminazione che ha interessato un nuovo bacino idrico
Roma – Esprime tutto il suo disappunto Alberto Maria Vedova, responsabile per l’Ambiente dell’Italia dei Diritti, alla luce della scoperta delle acque altamente inquinanti del fiume Vandrella che bagna il Molise. Dall’impianto di trattamento di Castel di Sangro infatti fuoriescono liquami contaminati per il torrente molisano. “Ci troviamo di fronte all’ennesimo episodio che testimonia il comportamento spregiudicato di aziende e industrie che continuano ad inquinare senza curarsi delle gravissime conseguenze per l’ambiente”, afferma il portavoce del movimento.
Non basta però puntare il dito contro imprenditori senza scrupoli. Vedova è lapidario: “La colpa è anche delle amministrazioni che continuano a non fare nulla per fermare questi episodi”. Dall’esponente del movimento extraparlamentare fondato da Antonello De Pierro arriva piena solidarietà all’operato del Corpo Forestale, che ha denunciato la situazione in cui versa il torrente molisano alla Procura della Repubblica: “La Guardia Forestale fa il suo lavoro, ma in realtà questi episodi non dovrebbero proprio accadere - incalza Vedova-. Il danno ambientale ormai è stato fatto, anche se non sappiamo ancora di quale entità. E’ inconcepibile che simili episodi riguardino territori sede di riserve naturali e protette, come l’Abruzzo e il Molise”.
“Dopo lo scandalo del fiume Lambro ecco un nuovo episodio di contaminazione di un bacino idrico – conclude Vedova – segnale che non sono stati presi ancora provvedimenti concreti per combattere simili scempi”.
Il responsabile per la Sanità dell’Italia dei Diritti lancia il suo appello alla Regione “Basta individualismi di settore, è necessario un disegno unitario”
Roma – “Assistenza psichiatrica al collasso? Basta individualismi di settore, è necessario un disegno unitario”. Vuole rincarare la dose Manlio Caporale, responsabile per la Sanità dell’Italia dei Diritti, che così risponde all’allarme lanciato nei giorni scorsi da alcuni primari delle Asl e docenti dei Policlinici Tor Vergata e Umberto I sulla carenze dei servizi psichiatrici di diagnosi e cura nella capitale.
“Ogni mille abitanti l’Asp (Agenzia della Sanità Pubblica) auspica che ci siano quattro letti per acuti - spiega l’esponente del movimento -. A Roma c’è un grande sbilanciamento: in città infatti il numero dei posti letto raggiunge quota cinque, in provincia invece si fatica ad arrivare a due. Mancano i fondi, è vero, però allo stesso tempo è necessario che i soldi vengano ridistribuiti correttamente”, sottolinea Caporale.
L’esponente del movimento fondato da Antonello De Pierro ricorda, inoltre, un vanto del piano sanitario italiano, definito il terzo migliore al mondo: “Non ci troviamo di fronte ad un disastro epocale, come molti vorrebbero far credere, è necessario però un intervento di razionalizzazione”. Caporale torna a parlare dei tagli alla sanità: “Se venissero interrotti gli sprechi ci sarebbero molte più risorse ad appannaggio dei cittadini. Non bisogna discutere sul valore del settore, bensì sull’amministrazione e soprattutto sulla gestione, affinché si smetta di costruire ospedali fatiscenti che cadono giù al primo colpo, come è successo all’Aquila”.
Il viceresponsabile per il Lazio dell'Italia dei Diritti: "Totale solidarietà ai profughi, ma ci aspettiamo dalla Polverini la stessa sollecitudine per le 10mila famiglie, italiane e non, in attesa di un alloggio popolare”
Roma – Sono 4.700 i profughi in arrivo nel Lazio. È questa la quota stabilita dal Viminale rispetto ai cinquantamila in fuga dal Nord Africa che, secondo le indicazioni del ministro Roberto Maroni, verranno spalmati su tutte le regioni italiane in base al criterio di un migrante ogni mille abitanti. La provincia di Roma ne ospiterà circa 3mila, un migliaio fra Frosinone e Latina, il resto fra Rieti e Viterbo.
Una risposta tempestiva, da parte del Comune, che sorprende il viceresponsabile regionale dell’Italia dei Diritti, Carmine Celardo, il quale ribadisce “la totale vicinanza e solidarietà di tutta l’Italia dei Diritti alle popolazioni del Nord Africa e la volontà di aiutarli con ogni mezzo a difendersi da assassini e mercenari pagati dal criminale di turno, ma - continua Celardo – resto stupito di come questa destra fino a ieri xenofoba si sia improvvisamente, dopo l’esclusione dell’Italia dal tavolo di concertazione dei Paesi intervenuti in sostegno delle popolazioni del Maghreb, attivata cercando immobili, ottenendo addirittura dal Vaticano la disponibilità a trovare luoghi di ricovero”
Certo, al momento non sono previsti nuovi insediamenti nell'area metropolitana di Roma, ma è curioso come “non ci sia stata la stessa velocità ad attivarsi per quelle 10mila famiglie romane sotto sfratto e in attesa di un alloggio popolare”, commenta sorpreso il rappresentante regionale del movimento guidato da Antonello De Pierro.
E conclude: "Abbiamo il dovere di offrire aiuto al popolo libico, ponendo però delle condizioni: nel Lazio e, in particolare su Roma, si concentrano già numerose emergenze. Ci auguriamo, dunque, che le Autorità competenti e le parti sociali facciano il loro sacrosanto dovere, attivandosi in modo concreto per queste persone bisognose, ma ci attendiamo dalla Polverini la stessa sollecitudine per famiglie che sono in graduatoria per l’assegnazione di case popolari e che da anni non hanno risposta”.
Il viceresponsabile per la provincia di Parma dell’Italia dei Diritti: “Un cittadino deve poter godere del diritto di essere libero di girare per la città senza essere aggredito gratuitamente”
Bologna – A Parma un avvocato trentaseienne ha sporto denuncia ai Carabinieri, dopo aver ricevuto un colpo di manganello da un agente, nonostante stesse semplicemente tornando a casa. Nella serata, avevano avuto luogo scontri tra simpatizzanti di Casapound ed antifascisti. Il giovane, dopo aver incontrato alcuni conoscenti nel gruppo degli antifascisti, si è allontanato verso casa ed è stato aggredito dalla polizia.
“Certi episodi devono essere assolutamente denunciati e condannati – commenta Paolo Leporati, viceresponsabile per la provincia di Parma dell’Italia dei Diritti -, un cittadino deve poter godere del diritto di essere libero di girare per la città senza essere aggredito gratuitamente. Sicuramente anche le forze dell’ordine sono sotto pressione quando si tratta di gestire disordini pubblici ma invece di bastonare indistintamente chi capita loro davanti, dovrebbero ascoltare le persone”.
Secondo quanto dichiarato dall’avvocato, egli avrebbe spiegato all’agente che stava semplicemente tornando a casa, ciononostante la manganellata è arrivata lo stesso, colpendo il braccio del giovane, alzato per proteggere il volto.
“La denuncia in questione è più che legittima – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -. Che diritto hanno i poliziotti di manganellare persone evidentemente estranee ai tafferugli? Anche dal punto di vista politico in merito, siamo ad un punto di non ritorno. Purtroppo al posto dell’avvocato ci poteva essere chiunque. Sono indignato nel sapere di certi comportamenti estremi, posti in essere il più delle volte non solo da parte dei poliziotti. D’altra parte, esiste il diritto alla manifestazione, che deve però avvenire in modo civile e democratico”.
Il responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti : “ Si tratta di uno scontro che ha come unico interesse da parte dei contendenti il ritorno elettorale”
Roma – Diverbio tra il presidente della Regione Lazio Renata Polverini e il Sindaco della capitale Gianni Alemanno. Sgradite alla governatrice le promesse fatte dal primo cittadino romano il quale, durante un incontro con i residenti del XV e XVI Municipio ha prima comunicato la chiusura della discarica di Malagrotta e poi scongiurato la creazione, presso i Monti dell’Ortaccio, di un nuovo sito per lo smaltimento dei rifiuti. L’autorità decisionale in merito spetta però alla Pisana e la Polverini non ha perso tempo nel farlo presente ad Alemanno.
“Per quanto riguarda il tema dei rifiuti – commenta Vittorio Marinelli responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti - , è chiaro che si tratta di uno scontro che ha come unico interesse da parte dei contendenti il ritorno elettorale. Probabilmente dietro il problema pattume vi sono coinvolgimenti economici sospesi di entità addirittura mostruosa. Solo questo impedisce di applicare la raccolta differenziata e provvedimenti affini che nel resto d’Europa sono la regola mentre nel Lazio, Campania e Sicilia non sono a norma”.
I proclami oggetto del contendere, sono il punto di partenza, per l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, di un’approfondita analisi sul operato del Sindaco capitolino e servono da spunto per una sentita riflessione sull’attuale situazione cittadina.
“Per rimanere al nostro Gianni Ale-danno – dichiara Marinelli - e per ricordare la serietà del personaggio, basti pensare alle recenti promesse di demolizione dei caselli autostradali e similari in caso di pedaggio sul GRA, tassa, che sarebbe stata certo reale se non fosse avvenuto il famoso ricorso al Tar. I cittadini romani possono stare tranquilli perché Alemanno, come la coalizione della quale fa parte, è sicuramente persona seria e affidabile. Basti pensare, per esempio, che Berlusconi ha vinto le elezioni promettendo un abbassamento delle tasse e infatti, l’Italia, ha superato ogni record di pressione fiscale e può competere con i paesi scandinavi, dove lo stato, a parità di imposte , dà ai cittadini assistenza dalla culla alla bara. Qui da noi – chiosa il responsabile laziale - pensiamo a cose più serie, come i debiti dei parlamentari, i più alti nel mondo o, all’aumento delle commissioni della regione Lazio, seconda solo alla Sicilia”
Il vice responsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “Indagini tardive, si spera portino a qualcosa”
Cagliari, 30 marzo 2011 – Domenico Fiordalisi, procuratore della Repubblica di Lanusei, ha ordinato la riesumazione di venti pastori morti a causa di tumori tra il 1995 e il 2010, i quali avrebbero portate le loro greggi a pascolare nell’area dove sorge il Poligono sperimentale di Quirra. Nella base militare si addestrano i reparti italiani e tedeschi, oltre di altre nazionalità ospiti per le sperimentazioni.
Gli esami dovranno individuare eventuali correlazioni tra le cause delle morti e l’inquinamento dell’area, in quanto si sospetta la possibile presenza di uranio impoverito negli ordigni bellici utilizzati nelle esercitazioni.
Giovanni Panunzio, vice responsabile per la Sardegna dell’Italia dei Diritti, ha così commentato la vicenda: “In Sardegna auspicavamo da tempo che fossero avviate queste indagini, ma sono arrivate tardive. Spero portino a qualcosa di buono anche se, come si dice, una volta che i buoi sono usciti dal recinto, è poi difficile scoprire di chi sia la responsabilità o cosa ci sia dietro.
Questa indagine è importante perché bisogna tutelare le famiglie e i ragazzi che hanno prestato servizio per il loro Paese senza essere informati di questi danni”.
Il presidente dell’Italia dei Diritti : “Qualunque sia stata la ragione della bufala rifilata agli ignari telespettatori, non possiamo parlare di una svista veniale. Come movimento, non potremo esimerci dal boicottare da oggi in poi l’ascolto del programma””
Roma- Bufera sulla trasmissione Mediaset “Forum”, condotta tutti i giorni da Rita Dalla Chiesa. Durante un falso contenzioso, la figurante abruzzese che recitava il ruolo di terremotata, si è spesa in elogi verso il Governo, raccontando di abitare un’Aquila ricostruita, in condizioni ottimali, non dimenticando di ringraziare il presidente Silvio Berlusconi, a suo parere artefice della veloce rinascita. Profondamente offesi dalla mistificazione della realtà andata in scena su canale 5, le vittime del sisma 2009, ancora oggi alle prese con i disagi e le limitazioni di un Abruzzo ferito. Particolare amarezza per coloro che senza casa, alloggiano ancora negli alberghi, accusati dell’attrice, durante la farsa, di mangiare e dormire a sbafo.
“Se fosse una cosa organizzata appositamente – interviene Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti - ci troveremmo di fronte ad un fatto di enorme gravità. In quanto tutto ciò, si aggiungerebbe a una grossa speculazione già messa in atto da più fronti, strumentalizzando le popolazioni tristemente colpite dal sisma che tutti conosciamo. Voglio pensare che si sia trattato di una svista da parte della produzione ma, in ogni caso, non saremmo davanti ad una negligenza di lieve entità. ‘ Forum’ per quanto programma d’intrattenimento, fornisce sempre delle informazioni agli utenti e quindi, ciò che trasmette , deve essere controllato dal punto di vista della veridicità della notizia”.
Dalla redazione si difendono e la conduttrice al centro dello scandalo attribuisce quanto successo ad una leggerezza di giudizio, scaricando le colpe sulla figurante che a sua volta si tutela e sostiene di aver interpretato un copione ben preciso.
“In ogni caso volontariamente o involontariamente – attacca il presidente del movimento extraparlamentare - , a livello politico, ciò che è successo fornisce un ingente e vantaggioso regalo alla maggioranza di governo. Tanto più tenendo conto del livello culturale di gran parte delle persone che assistono alla trasmissione condotta da Rita Dalla Chiesa. Indubbiamente una tale notizia mistificata, va a influire in maniera esponenziale sulle coscienze già addormentate e manipolate di chi, purtroppo, per ragioni socio antropologiche, si nutre quotidianamente nel contesto di un humus subculturale sul quale è difficile intervenire. Qualunque sia stata la ragione della bufala rifilata agli ignari telespettatori, non possiamo parlare di una svista veniale”.
Dal tribunale televisivo si rischia di passare a quello reale, Daniela Pezzopane, assessore alle Politiche sociali dell'Aquila minaccia azioni civili e chiede con sincero sdegno, alla conduttrice di “Forum”, di poter esprimere le ragioni dei terremotati che ancora oggi non possono abitare una casa e sono costretti a vivere in hotel o caserme.
“Alla luce della gravità dell’episodio, come Italia dei Diritti – prosegue De Pierro - , ci sentiamo di auspicare la chiusura della trasmissione stessa e proprio a tale scopo chiediamo a Rita Dalla Chiesa, in ragione della stima che nutriamo per lei, di dimettersi dalla conduzione. In ogni caso, come movimento, non potremo esimerci dal boicottare da oggi in poi l’ascolto del programma e invitiamo a non sottovalutare questa nostra azione, visti i numeri in continua crescita che possiamo esprimere a supporto del consenso sul quale possiamo contare”.
Il responsabile per la provincia di Pavia dell’Italia dei Diritti: “Si continua a disinvestire nella scuola pubblica, l’Italia è un Paese che non investe sul futuro”
Milano, 30 marzo 2011 – Tragedia sfiorata nella scuola materna di Gazzaniga, vicino Pavia, a causa del crollo di calcinacci durante l’ora di ricreazione. Due bambini sono stati feriti e portati subito al Pronto Soccorso, per fortuna nulla di preoccupante.
Nella scuola, ristrutturata nel 2008, erano stati portati a termine una serie di lavori, mentre i soffitti non erano stati toccati. Dai primi rilevamenti effettuati dopo l’incidente, invece, proprio questi sono risultati a rischio.
Andrea Guazzi, responsabile per la provincia di Pavia dell’Italia dei Diritti, ha dichiarato in proposito: “Non me ne stupisco. E’ chiaro che si continuano a disinvestire risorse nella scuola pubblica e nei giovani, l’Italia è un Paese che non investe sul futuro. La scuola materna di Gazzanica, essendo pubblica, ha anch’essa il problema delle risorse.
La mia personale preoccupazione è volta alla perdita di fiducia e di stima che i cittadini rivolgono a tutto ciò che è pubblico perché questo è sì composto di vari organismi, ma il cittadino lo percepisce come una cosa unitaria. Il mio dispiacere è che il pubblico dovrebbe essere di tutti e per tutti, ma non è così. Viene il dubbio che qualcuno faccia appositamente in modo che la cosa pubblica non funzioni, per farla apparire inefficiente, e per portare verso la privatizzazione, in modo da poterci lucrare sopra”.
Il responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti : “Ci aspettiamo che queste commedie grottesche finiscano e si passi ad un rispetto totale della Magistratura e dell’autorità giudiziaria”
Roma – “Abbiamo assistito all’ennesima sceneggiata di Berlusconi, il tentativo di mediatizzare un processo e farlo diventare simile a quelli televisivi modello ‘Forum’. Bisogna rendersi conto di quanti danni fanno determinati atteggiamenti che non ricalcano la realtà”.
Interviene con queste parole Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei diritti, commentando quanto accaduto ieri fuori dal Tribunale di Milano in occasione dell’udienza preliminare del processo Mediatrade, la prima alla quale prendeva parte l’imputato Silvio Berlusconi. Arrivato al Palazzo di Giustizia meneghino, il Premier è stato accolto con entusiasmo dai suoi fedelissimi, giunti a decine per sostenerlo. Sotto gli occhi dei tanti cronisti presenti, ha elargito sorrisi ed è poi salito sul predellino della propria auto per ringraziare a gran voce i simpatizzanti.
“Ci conforta sapere – dichiara Girlando - che sono state solo quattro comparse, pagate come il pubblico dei suoi talk-show televisivi Mediaset. Ci aspettiamo che queste commedie grottesche finiscano e si passi ad un rispetto totale della Magistratura e dell’autorità giudiziaria.”
Non sono mancate le contestazioni, nei pressi del tribunale un gruppo di sostenitori dell’Italia dei Valori ha scelto di manifestare il proprio dissenso verso il leader del Pdl, scandendo slogan che ne chiedevano le immediate dimissioni.
“Condividiamo tutto il lavoro dei magistrati – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - e ci auguriamo che non si approfitti del momento per mettere in atto dei colpi in Parlamento, con lo scopo di far passare alcune leggi ‘ad personam’ salva processi”.
La viceresponsabile per la Puglia dell’Italia dei Diritti: “E’ necessario sganciare le nomine dei direttori sanitari da scelte politiche, così come è auspicabile un maggiore controllo sulle uscite di denaro delle strutture sanitarie pubbliche”
Bari – Due indagini già concluse sulla Asl di Bari e sul Policlinico, altre tre ancora in fase d’istruttoria che riguardano l’Asl di Lecce e quella di Brindisi. E che fanno emergere una situazione di allarme sulla gestione di fondi pubblici nella sanità.
Sulle aziende sanitarie pugliesi che hanno fatto ricorso alla proroga indiscriminata di circa 800 contratti di fornitura, in barba a tutte le norme, la viceresponsabile per la Puglia dell’Italia dei Diritti, Patrizia Lusi, commenta dicendo che “il momento degli sperperi e degli acquisti ingiustificati nella pubblica amministrazione è finito”.
“In particolare – continua la Lusi - il settore della sanità nella Regione Puglia è stato spremuto fino all'osso nelle ultime due legislature”.
Già perché per ben 800 volte in 4 anni chi ha vinto una gara d’appalto ha poi continuato a effettuare forniture oltre i termini.
“E' chiaro – sostiene amareggiata la rappresentante regionale del movimento guidato da Antonello de Pierro - che il sistema di appalti pilotati e delle aggiudicazioni senza gare (d'appalto) è ormai insito nelle dinamiche amministrative a prescindere dal colore politico delle giunte regionali, le cui conseguenze gravano sui cittadini pugliesi, utenti finali dei servizi sanitari e uniche vittime di questa situazione”
Il nodo, secondo l’Autorità, è però alla base, visto che la normativa non presenta buchi neri, anzi copre tutti i possibili casi. La colpa è insomma dei dirigenti delle aziende sanitarie.
“I rimedi – conclude infatti la Lusi - proposti da alcuna parte della classe politica, come la richiesta di sganciare le nomine dei direttori sanitari da scelte politiche, sembrano essere ormai una necessità, così come è auspicabile un maggiore controllo amministrativo sulle uscite di denaro delle strutture sanitarie pubbliche”.
La viceresponsabile per le Politiche Sociali dell’Italia dei Diritti:“Sta aumentando sempre più il divario tra i troppo ricchi e i troppo poveri. La classe media è scomparsa”
Roma - Il rapporto Caritas 2010 evidenzia un aumento delle famiglie italiane in difficoltà rispetto a quelle immigrate. Il fenomeno, secondo lo studio, sarebbe imputabile alla presenza nel nostro paese di giovani immigrati che fanno mestieri come quello delle badanti, dei muratori o dei braccianti grazie ai quali, soprattutto nei piccoli centri, hanno qualche possibilità in più di stabilizzazione lavorativa.
“I rapporti Caritas hanno sempre posto la dovuta attenzione a tematiche importanti e delicate come quella dell’immigrazione – dichiara Barbara Del Fallo, viceresponsabile per le politiche sociali dell’Italia dei Diritti -, mi stupisce come l’ultimo studio punti il dito esclusivamente sulla povertà delle famiglie italiane, non è un problema dei soli autoctoni”.
L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, inoltre, commenta duramente anche i dati pubblicati recentemente dalla Banca d’Italia dai quali emerge un’evidente e marcata diseguaglianza nella redistribuzione del reddito: “Ho sempre sostento che l’attuale crisi economica non sia dovuta ad una carenza di fondi ma ad una mala distribuzione del denaro pubblico. I dati confermano che sta aumentando sempre più il divario tra i troppo ricchi e i troppo poveri. La classe media è scomparsa, proprio quella gente che ha sempre sostenuto il paese è stata ignorata da una politica economica disattenta alle problematiche attuali del paese”.
L’1% delle famiglie, secondo i dati della Banca d’Italia, possiede il 13% della ricchezza dell’intero paese, un assottigliamento quindi della piramide sociale, sempre più estremizzata.
“E’davvero allarmante, se non straziante – conclude