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Italia dei Diritti

Movimento politico nazionale
per la difesa dei diritti dei cittadini.

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Allarme per i fondi della Provincia di Roma, le preoccupazioni della Nieddu

La viceresponsabileper il Lazio dell’Italia dei Diritti: “Il problema andrebbe risolto a monte, partendo dalla finanziaria varata da questo governo che mette in ginocchio il Paese”


Roma - Le previsioni economiche per il 2011 sono tutt’altro che rosee. È quanto emerge dalle riflessioni di Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, sulle possibili allocazioni delle risorse che lo portano ad annunciare uno stato di allarme. Fortemente preoccupato per i vincoli imposti dal patto di stabilità, l’inquilino di Palazzo Valentini, sostiene che qualora le scuole presentassero delle situazioni di pericolo, tali da richiedere degli interventi strutturali, l’unica soluzione che si prospetta sarebbe la chiusura dell’istituto. Sempre secondo Zingaretti, a fronte di un blocco dei fondi destinati alla provincia, pari a 200 milioni, il Patto di stabilità prevede una capacità di pagamento per il nuovo anno di soli 30 milioni. Ne consegue la  messa in crisi non soltanto del sistema scolastico ma anche del rapporto con le società che erogano diversi servizi alla provincia. Per le aziende, infatti, si annunciano delle proroghe ai termini di pagamento che vengono posticipati ad un periodo superiore ai sessanta giorni.

 

Su queste problematiche si è espressa Anna Nieddu, viceresponsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti, la quale afferma: “Condivido l’opinione di Zingaretti poiché i patti di stabilità andrebbero rivisti dato che creano una situazione di pericolo e di profondo degrado. Il problema – sottolinea l’esponente del movimento fondato da Antonello De Pierro – andrebbe risolto a monte, partendo dalla finanziaria varata da questo governo che sta mettendo in ginocchio la produttività del Paese”.

 

Nuova aggressione subita da donna a Roma. L’accusa di Soldà

Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: Assistiamo tutti i giorni a violenze di ogni tipo e questo dato di fatto, dimostra l’inconsistenza politica delle promesse elettorali del centrodestra, che aveva basato la sua campagna sulla sicurezza”

 

Roma, 8 ottobre 2010 –  Ennesimo atto di violenza ha avuto luogo a Roma nella giornata di ieri. Una giovane donna è stata aggredita e resa oggetto di palpeggiamenti da un uomo che la ha avvicinata con un pretesto. Teatro dell’agguato è stata una via scarsamente frequentata del quartiere di Pietralata. L’episodio va inscriversi in una nuova escalation di violenza registrata in città.

“A Roma, ormai, oltre i classici spot di facciata, per la sicurezza non si è fatto nulla – drastico il commento di Roberto Soldà vicepresidente dell’Italia dei Diritti -. Assistiamo tutti i giorni a violenze di ogni tipo e questo dato di fatto, dimostra l’inconsistenza politica delle promesse elettorali del centrodestra, che aveva basato la sua campagna sulla sicurezza”.

“Quello che emerge è una  lacerazione sociale che attraversa i diversi quartieri dell’Urbe – prosegue Soldà -, solo garantendo il confronto e l’inserimento anche lavorativo di tutte le categorie di cittadini, si potrà studiare un nuovo piano sicurezza, vero e tangibile”.

 

Imprese post-terremoto aquilano colluse con ‘ndrangheta, l’ira della Del Fallo

La viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti: “È la storia italiana che si ripete. L’omertà ha nascosto problemi nell’edilizia già precedenti alla catastrofe”

 

L’Aquila – La Procura distrettuale antimafia del capoluogo abruzzese ha interrotto l’attività di tre ditte edilizie impegnate nella ricostruzione post-terremoto, presumibilmente collegate alla ‘ndrangheta. “Le infiltrazioni mafiose erano prevedibili – ha dichiarato Barbara Del Fallo, viceresponsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti –, in quanto era chiaro che l’accaduto avrebbe attirato l’interesse dell’edilizia nazionale, ma non è un problema di oggi. La stessa catastrofe è senza dubbio imputabile a responsabilità soggettive e all’omertà dilagante negli uffici preposti, poiché alcuni edifici non sarebbero nemmeno dovuti crollare”.

 

Delle aziende implicate, due sarebbero settentrionali e una del Sud, quella che al momento risulterebbe maggiormente coinvolta. Osserva la Del Fallo: “Saviano docet: le infiltrazioni mafiose nel ‘settore del mattone’ ci sono sempre state. Le macerie aquilane sono il risultato di un lavoro che nasce nelle mani delle organizzazioni di stampo criminale. L’accaduto è l’effetto di una situazione degradante che gli stessi media hanno sempre taciuto”.

 

Concludendo, l’esponente regionale del movimento guidato da Antonello De Pierro ribadisce: “La storia italiana ci insegna che la speculazione edilizia e la corruzione sono caratteristiche del nostro Paese e tutti avrebbero dovuto essere più vigili e denunciare precedentemente queste gravi vicende per evitare ciò che poi si è verificato. Ora si parla del post-terremoto, ma la realtà è che quello a cui stiamo assistendo oggi non è altro che la reiterazione di una cattiva abitudine italiana”.

Sgomberata la gru occupata da immigrati in protesta, la solidarietà dell’Italia dei Diritti

Sulla questione sono intervenuti Grazioli e Loverde rispettivamente viceresponsabile della provincia di Brescia e viceresponsabile per l’Immigrazione del movimento

 

 

 

Questa mattina, poco dopo le 6, l’intervento congiunto di carabinieri e polizia, ha portato allo sgombero del presidio di sei immigrati che da sabato 30 ottobre stazionavano, per protesta su una gru all’interno di un cantiere edile nel Bresciano. L’azione non violenta aveva come scopo l’ottenimento del permesso di soggiorno, per il quale, come dichiara il portavoce, i manifestanti hanno già versato i contributi necessari per la richiesta, ma non hanno ancora ricevuto nulla.

“Queste manifestazioni rappresentano una spia, un segnale della disperazione sociale che attraversa il nostro paese.”così a tal riguardo dichiara Sergio Grazioli viceresponsabile per la Provincia di Brescia dell’Italia dei Diritti. “Anche in altre classi sociali è sempre più visibile questa disperazione - continua Grazioli - legata alla perdita del lavoro e alla conseguente disoccupazione. Evidentemente oggi c’è la necessità di un intervento da parte della classe politica teso a risolvere quello che attualmente è il problema sociale che si pone a monte di tutti gli altri, quello del lavoro”.

La situazione paradossale risiede nell’evidenza che i lavoratori immigrati hanno adempiuto  tutti i passaggi necessari per inoltrare e ottenere un permesso di soggiorno valido, molti di questi hanno pagato cifre molto alte ai loro datori di lavoro, vere e proprie estorsioni. sulla questione è intervenuto anche  Antonino Loverde viceresponsabile per l’Immigrazione dell’Italia dei Diritti: “La sanatoria del 2009 è stata una vera discriminazione nei confronti dei lavoratori immigrati perché rivolta solamente a colf e badanti. Sarebbe stato necessario allargare le tipologie lavorative previste prosegue l’esponente del movimento fondato da Antonello De Pierro –, ponendo un tetto massimo per ognuna. Questi lavoratori si trovano in una duplice difficoltà: versano tangenti ai propri datori di lavoro e se li denunciano possono recuperare la loro quota, ma non ottenere la regolarizzazione. Italia dei Diritti è in prima fila a denunciare questi soprusi ed esprime solidarietà ai lavoratori in difficoltà”.

Rapporti Lombardo-mafia per i pm di Catania, il disappunto di Barbato

Il responsabile per le Mafie e la Criminalità Organizzata dell’Italia dei Diritti: “Non è tollerabile avere un governatore con un simile curriculum. La politica deve mantenere la schiena dritta”


Roma – “Troppa politica intrecciata con la criminalità organizzata. In alcuni territori ormai la mafia non è più nella politica, ma è la politica. Non è tollerabile avere un governatore come Lombardo, addirittura leader di un partito presente in Parlamento, con un simile curriculum”. Lo dichiara Francesco Barbato, responsabile per le Mafie e la Criminalità Organizzata dell’Italia dei Diritti, commentando le rivelazioni dei pm della Procura di Catania, secondo i quali Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia, avrebbe avuto frequenti contatti con i boss delle cosche catanesi. In base alle 583 pagine di richiesta di misure cautelari verso politici e imprenditori presentate dalla Dda di Catania, il segretario dell’MpA risulta indagato, insieme con il fratello, per concorso esterno in associazione mafiosa. I magistrati  parlano di “provata esistenza di risalenti rapporti, diretti e indiretti, degli esponenti di Cosa Nostra con Raffaele e Angelo Lombardo”, testimoniati da incontri e riunioni con membri delle famiglie Santapaola ed Ercolano, volti a richiedere loro finanziamenti per la campagna elettorale del 2008.

 

In merito allo stringente sodalizio tra associazioni di stampo mafioso e istituzioni pubbliche, Barbato esprime la sua preoccupazione: “Al di là della rilevanza penale che possono avere le inchieste della Procura antimafia siciliana, resta il dato di esponenti politici che hanno rapporti, frequentazioni e condivisioni con la criminalità organizzata. La politica, per recuperare il contatto con i cittadini, deve legarsi di più all’etica e alla morale. Come dico spesso – incalza deciso il rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro – costa tanto non prendere neanche un caffè con determinate persone, ma è l’unica strada per far mantenere la schiena dritta alla politica e riavvicinarla alla comunità nazionale”.

Senza fondi, a gennaio chiude Museo Tasso di Roma , lo sdegno della Mariotti

La viceresponsabile per i Beni Culturali dell’Italia dei Diritti Federica Mariotti: “Un luogo così importante per la nostra memoria deve essere assolutamente preservato dalla chiusura, in modo che le nuove generazioni possano conoscere cosa è successo durante la guerra”

 

 

Dal 2 gennaio 2011 il Museo di via Tasso non avrà più la copertura finanziaria necessariaper proseguire la sua attività, nonostante l’enorme crescita di visitatori registrata negli ultimi anni. La struttura museale è un ex carcere nazista gestito dal maggiore SS Kappler, dove vennero torturati molti ebrei e partigiani.

“Un luogo così importante per la nostra memoria deve essere assolutamente preservato dalla chiusura, in modo che le nuove generazioni conoscano cosa è successo durante la guerra, nel nostro paese – così Federica Mariotti viceresponsabile per i Beni Culturali dell’Italia dei Diritti che prosegue : ”E’ importante anche a livello simbolico che si incentivi la conoscenza, per evitare che episodi così oscuri, abbiano a ripetersi”.

Il parallelo dell’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro va subito al disastro di Pompei: “La poca cura di un governo, con i suoi tagli, si esplicita qui a Roma in chiusure museali e a Pompei con il crollo di un antico palazzo romano, diversi esiti ma frutti dello stesso degrado istituzionale. E’ come se – continua la Mariotti – una porta del nostro passato si chiudesse per sempre, tristemente, per questo, ora più che mai è necessario un nuovo impegno”.

 

 

Ufficio Stampa Italia dei Diritti

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Pendolari appiedati per treno pieno a brindisi, le critiche di Anelli

Il viceresponsabile  per la Puglia dell’Italia dei Diritti: Pretendiamo da Trenitalia interventi adeguati all’utenza che attende risposte immediate e concrete”

 

–  Ancora disagi per i pendolari che quotidianamente fanno affidamento sul treno regionale Brindisi – Taranto. Sono studenti, professori e lavoratori, per lo più abbonati, provenienti da Lecce, che in molti casi proseguono per Bari. Ieri mattina, infatti, i passeggeri in attesa del treno delle 7,20 alla stazione di Latiano (BR) non sono stati ammessi in vettura dal personale di bordo, in quanto i soli 145 posti erano tutti occupati.

“Le problematiche e i disservizi creati da Trenitalia attraverso l’uso del cosiddetto Minuetto sono ormai quotidiane – nota Vincenzo Anelli, viceresponsabile regionale per la Puglia dell’Italia dei Diritti –. Quello che colpisce maggiormente è che i cittadini devono subire disagi anche a prescindere dai prezzi dei biglietti, dato che anche i Frecciarossa e similari iniziano a registrare ritardi”

L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro rivolge pertanto un invito agli enti locali, gestori della tratta in convenzione con Trenitalia e alla stessa società ferroviaria: “Ci chiediamo se si intenda continuare sulla strada dei tagli, iniziata già da qualche tempo con la cancellazione o il declassamento degli Eurostar dalla Puglia per Roma e Milano, e se quello dei trasporti - continua Anelli – sia da considerarsi un business ormai da privatizzare e da assegnare ai tanti ‘capitani d’industria’, leggi Luca di Montezemolo, o devono rimanere un servizio pubblico”.

A tal proposito la posizione di Anelli è chiara: ”La pubblica fornitura del servizio è fuori discussione e quindi, in quanto tale, vorremmo sapere quali interventi gli enti locali e i nostri eletti intendono fare su Trenitalia per pretendere un radicale cambiamento di gestione ed un trattamento adeguato dell’utenza, che attende risposte immediate e concrete”.

 

Il Copasir invita Berlusconi a riferire, l’intervento di Soldà

Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Il presidente del Consiglio non può esimersi da un obbligo imposto dalla legge solo perché capo del Governo”

 

Roma - “Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, deve assoggettarsi a quelli che rappresentano degli obblighi imposti dalla legge, senza nessuna riserva. Se i soldi dei contribuenti vengono utilizzati in maniera impropria, solamente per soddisfare i suoi vizi, certamente i cittadini hanno il diritto di saperlo”. Dura la replica del vicepresidente dell’Italia dei Diritti, Roberto Soldà, nell’esprimere il suo parere in merito all’invito a riferire rivolto al capo del Governo dal Copasir.

 

Durante un’intervista rilasciata sul canale La7 dal presidente dell’organo di controllo dei servizi segreti, Massimo d’Alema, al direttore del Tg Enrico Mentana, l’esponente del PD sottolinea come il presidente del Consiglio non abbia intenzione di presentarsi di fronte al Parlamento e di come al contrario ci sia un legge vigente che lo impone. Questa legge stabilisce il diritto e il dovere da parte di tale organo di convocare il premier, che tuttavia in questi anni si è dimostrato un po’ refrattario alle ripetute convocazioni fatte pervenire anche dall’ex presidente Francesco Rutelli.

 

L’invito rivolto dall’esponente del movimento fondato da Antonello De Pierro è chiaro: “Questa non è l’Italia che vogliamo, è necessario che il presidente del Consiglio attui un drastico cambiamento di stile di vita evitando di abusare dei mezzi messi a disposizione dai cittadini. Oltretutto questi atteggiamenti distolgono l’attenzione su quelle che sono le reali tematiche, come la sanità o il lavoro,  che in questo momento preoccupano non poco il nostro Paese”. Soldà aggiunge anche, in tono sarcastico e quasi provocatorio, che “l’unico vizio che forse non graverebbe sul bilancio dello Stato e che eventualmente si potrebbe concedere al presidente Berlusconi è al massimo quello della sigaretta”.

Celebrazioni per il quattro novembre a Roma, le considerazioni di Soldà

Celebrazioni per il quattro novembre a Roma, le considerazioni di Soldà

Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Festa molto importante per la nostra comunità nazionale. Tuttavia, dovremmo attentamente ripensare  la missione delle nostre Forze Armate all’estero”


Si è tenuta a Roma la celebrazione della festa delle forze armate. Il programma della manifestazione ha visto il classico sorvolo delle Frecce Tricolore, l’inaugurazione di un’area espositiva tematica con tanto di taglio del nastro ad opera del sindaco Alemanno, tutto ciò alla presenza del governatore Polverini. In occasione di questo evento il Governo ha diffuso sui principali media anche uno spot celebrativo.

Al di là dell’evidenza sfarzosa della ricorrenza tuttavia, continua l’escalation di feriti e di morti che coinvolgono il contingente italiano in missione all’estero. “Evento molto importante, che sottolinea il nostro legame nazionale, che tuttavia viene  rovinato da quanto avviene alle nostre divisioni in cosiddette azioni di pace – così Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti – Il consuntivo ci deve far preoccupare e riflettere. La pace non c’è dove ci sono perdite di vite umane siano queste civili o militari”.

L’invito dell’esponente del movimento fondato da Antonello De Pierro è esplicito: “Dovremmo attentamente rivalutare l’opportunità di mantenere le nostre truppe in quegli scenari”.

Soldà, inoltre, coglie l’occasione per sottolineare un altro aspetto che attualmente mina quell’immagine di paese unito e solidale: “Una breve osservazione va fatta sulla attuale situazione del premier:  tutte le notizie bislacche e le dichiarazioni compromettenti che quotidianamente provengono dai suoi comportamenti minano le fondamenta di quel riconoscimento che si vorrebbe recuperare con parate e sfarzo apparente”.

Il Wwf segnala tagli drastici all’Ambiente, la contestazione di Ribera

Il viceresponsabile per l’Ambiente dell’Italia dei Diritti: “Il Governo lancia un segnale negativo rispetto alle direttive dell’Unione Europea”

 

 

Roma – Secondo quanto denunciato da un Rapporto del Wwf Italia, i fondi destinati al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare saranno ridotti del 60 per cento. La cosiddetta “Legge di stabilità” (o ex Finanziaria) ha predisposto per il 2011 un taglio secco ai finanziamenti per il settore: da un miliardo e 649 milioni di euro stanziati nel 2008 ad appena 513 milioni. Inoltre, nel triennio successivo i soldi indirizzati alla tutela di quello che rappresenta il patrimonio naturale del Belpaese saranno ulteriormente diminuiti fino ad arrivare a 504 milioni nel 2012 e 498 milioni nel 2013.

 

“Questi tagli decisi alla tutela dell’ambiente rappresentano un vero e proprio segnale negativo nei confronti di quelle che sono le direttive europee in materia di sviluppo di un sistema più ecosostenibile”, commenta a tal riguardo il viceresponsabile per l’Ambiente dell’Italia dei Diritti, Marcello Ribera. “Il Governo deve prestare maggiore attenzione a queste tematiche fondamentali e soprattutto cosi delicate per un territorio come il nostro che vanta un patrimonio naturale e ambientalistico unico. Oltretutto i segnali che l’Esecutivo manda sono assolutamente controcorrente rispetto alle linee indicate da Bruxelles e lasciano l’Italia indietro rispetto a tutti gli altri Paesi dell’Unione”.

 

A tal proposito l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro prende spunto per ricordare che “l’Italia dei Diritti insieme con l’ IdV si stanno particolarmente attivando a favore di una proposta di legge di iniziativa popolare a sostegno delle fonti rinnovabili presentata da Legambiente, per l’attuazione del Protocollo di Kyoto e del pacchetto clima 20-20-20 che si prefigge di abbattere del 20% le emissioni di gas-serra entro il 2020”.

Avviso di garanzia al Sindaco di Parma per abuso d’ufficio, invito alla legalità di Leporati

Il viceresponsabile per la provincia di Parma dell’Italia dei Diritti: ” Ingente danno inflitto alla cittadinanza perbene che attende che i funzionari pubblici si comportino come seri incaricati del popolo”

La Procura della Repubblica di Parma ha inviato sette avvisi di garanzia  ad importanti esponenti politici dello stesso Comune emiliano, l’ipotesi di reato prospettata è abuso d’ufficio. Le indagini riguardano tra gli altri il primo cittadino Pietro Vignali.

“Siamo d’accordo con l’apertura dell’inchiesta in quanto già da tempo era evidente una palese violazione del decreto emesso da Brunetta, che prevedeva un giro di vite nel numero delle pubbliche assunzioni – così a tal riguardo dichiara Paolo Leporati, viceresponsabile per la provincia di Parma dell’Italia dei Diritti - Nella città ducale erano previste 6 assunzioni, invece delle effettive 18 stipulate in un periodo che va dal 2005 al 2008, ognuna delle quali remunerata da stipendi d’oro valutati tra i 50.000 e i 200.000 euro”.

In un periodo in cui di certo la politica non spicca per grandi dimostrazioni etiche e di fiducia, l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, non perde l’occasione per lanciare un invito alla serietà: “Siamo di fronte ad un ingente danno inflitto alla cittadinanza perbene che attende che i funzionari pubblici si comportino come seri incaricati del popolo, e giorno dopo giorno, purtroppo è costretta a vedere la propria fiducia calpestata”.

“Ricordando che qualche sussurro di una partecipazione del sindaco ai menage del premier emergerebbe da dichiarazioni di sedicenti escort – conclude Leporati – l’auguro che si può rivolgere al sindaco è quello di dimostrare la propria innocenza e finalmente concentrarsi sul lavoro necessario e urgente, tuttavia finora dimenticato, per Parma e la sua cittadinanza”.

 

 

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