Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Invece di pensare all’architettura cittadina come fece Mussolini il sindaco dovrebbe preoccuparsi di chi non ha la casa e di chi la vorrebbe ma non riesce a trovarla”
Roma – Il sindaco di Roma Gianni Alemanno sta pensando alla possibilità di costruire dei grattacieli nella Capitale con lo scopo di riqualificare le periferie urbane e dare un segnale forte dal punto di vista architettonico. Nella Città Eterna, tuttavia, secondo un’antica consuetudine non è possibile costruire edifici che superino in altezza la basilica di San Pietro che deve restare la vetta più alta di Roma. “Il sindaco – ha dichiarato Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti – dovrebbe pensare a dare risposte ai cittadini romani che non hanno la casa, o a quelli che la cercano e non riescono a trovarla invece di pensare a costruire i grattacieli nelle periferie”
Le affermazioni del primo cittadino, come spesso accade quando si toccano argomenti di questo genere, non hanno mancato di suscitare reazioni in ambienti politici e nel mondo cattolico, provocando commenti favorevoli e contrari. “Sono passati due anni e mezzo – ha affermato l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - da quando Alemanno si è insediato al Campidoglio e sta ancora pensando a come organizzare la macchina amministrativa. Invece di dedicarsi all’architettura di Roma come fece Mussolini, il sindaco dovrebbe occuparsi dei problemi della città e di dare risposte ai bisogni degli abitanti”.
La vice responsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “Tributo inopportuno sebbene fiscalmente corretto, la Regione provveda a verificarne la regolarità”
“Le borse di studio erogate grazie al bando ‘Ritorno al Futuro’ sono state un fiore all'occhiello della campagna elettorale del neo eletto presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. Questo provvedimento, insieme ad altri rivolti ai giovani pugliesi, ha contribuito e contribuirà ancora alla formazione di una nuova classe dirigente, risorse da impiegare nei vari settori del mondo lavorativo pugliese. L'idea che a queste borse di studio debba essere applicata una tassazione aggiuntiva, che di fatto ne riduce notevolmente il valore, è inopportuna sebbene fiscalmente corretta”. Queste le parole della vice responsabile per la Puglia dell’Italia dei Diritti, Patrizia Lusi, in seguito alla rivolta dei beneficiari di questi master che dopo aver usufruito del rimborso totale del costo del corso, si sono visti arrivare ingenti tasse senza però esserne stati precedentemente informati. La protesta dal web si è diffusa fino a giungere alla Regione che tramite Alda Sasso, assessore al Diritto allo Studio e alla Formazione, fa sapere che si verificherà se ci sono stati degli errori. E’ proprio sulla chiarezza che l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro puntualizza: “La rivolta nata spontaneamente sul web ha tutte le ragioni di esistere, atteso che il rapporto con il fisco dei giovani lavoratori dovrebbe iniziare a svilupparsi sul piano della correttezza e della trasparenza. La contribuzione individuale, al sostenimento dello Stato e delle strutture ad esso collegate, deve essere per tutti i lavoratori, attuali e prossimi, motivo di orgoglio e di soddisfazione se detta contribuzione è fatta nel rispetto delle regole dell’evidenza e dell’accuratezza. Auspichiamo – conclude la Lusi - che la Regione Puglia provveda quanto prima a verificare la regolarità dell'esenzione fiscale delle borse di studio per ridare serenità a tanti giovani”.
Il responsabile per la provincia di Milano dell’Italia dei Diritti: “Interventi simili sono un deterrente che serve a disciplinare chi si comporta male”
Milano – “Nei dintorni delle stazioni ferroviarie c’è una grande esasperazione sia da parte degli italiani sia da quella degli stranieri nei confronti degli zingari, perché artefici di numerosi scippi. Tuttavia questo non vuol dire che tutti i rom debbano essere etichettati come borseggiatori”.
Commenta così Claudio Telari, responsabile per la provincia di Milano dell’Italia dei Diritti, l’intervento attuato dal sindaco del PD di Sesto San Giovanni, Giorgio Oldrini, che consiste nella costruzione di un muro anti-rom nei pressi della stazione del comune lombardo, con la finalità di tenere lontani i nomadi dai portafogli dei sestesi. Il secondo obiettivo, già ottenuto, grazie all’ubicazione della barriera di cemento armato e rete grigliata, lunga 400 metri e alta tre, è stato l’allontanamento degli abusivi dalla zona in questione, in quanto la loro presenza è sempre stata vista come una minaccia per la sicurezza dei connazionali.
“Questi interventi sono puramente provvisori – continua l’esponente del movimento di cui è leader Antonello De Pierro –, infatti dopo un po’ di tempo vengono eliminati. In questo modo come quando gli scolari vengono puniti dagli insegnanti a causa dei loro comportamenti scorretti, alla stessa maniera si tenta di disciplinare i borseggiatori, attraverso interventi che fungono da deterrente.
Purtroppo oggi si assiste a bande di rom, che si organizzano per commettere atti delinquenziali, a ciò fanno seguito soluzioni, come quella sopra descritta, per arginarli – chiosa Telari –. Dunque ci si aspetta che punizioni, arresti e conseguenti ritorni ai propri paesi possano ridurre l’illegalità e i degradi causati dai rom”.
Il responsabile per la città di Roma dell’Italia dei Diritti: “È Fondamentale il rispetto dei principi della legalità”
Roma – “E' inutile schierarsi pro o contro qualcosa, va trovata una soluzione conciliante tra residenti e necessità di manifestazioni che una grande città come Roma garantisce a cittadini e turisti”. È quanto sostenuto da Alessandro Calgani, responsabile per la città di Roma dell’Italia dei Diritti in merito all’allarme lanciato questa mattina dall’Associazione abitanti centro storico della Capitale sull’occupazione estiva delle banchine del Tevere da parte dei gestori delle bancarelle allestite ogni anno a pochi metri dalle rive del fiume, causa secondo i residenti di rumori e schiamazzi. Inoltre, l’Associazione lamenta le promesse non mantenute dal sindaco Alemanno che solo qualche giorno fa garantiva più controlli per contrastare il caos notturno. Infatti a suscitare l’indignazione dell’Associazione, è anche l’assoluta mancanza di rispetto per i degenti dell’ospedale Fatebenefratelli che saranno costretti a tollerare fastidiosi rumori provocati dalla movida romana.
“Il paletto fondamentale è il rispetto di un regime di legalità - continua Calgani- , ma dire questo non significa che avere l'autorizzazione all'esercizio di attività commerciali si traduca automaticamente nello stare in regola. Innanzitutto le assegnazioni degli spazi devono rispettare i requisiti previsti dai regolamenti, la valutazione dell'impatto acustico deve avere carattere vincolante alla concessione, gli strumenti di controllo attraverso vigili urbani devono essere costanti ed ove sussistano cause di forza maggiore che rendano un disagio ai cittadini, a questi dovrebbero essere concessi indennizzi sotto varie forme. Ciò a ragione del fatto che indirettamente prestano servizio al benessere sociale ed economico della città. Mi piace sempre lanciare una provocazione - conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro -, ma neanche poi tanto: sarebbe bello che chi sbandiera decisioni, trascorra anche una sola notte nelle condizioni di chi vive il disagio denunciato”.
La viceresponsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “Un corpo investigativo ben preparato è l’arma vincente nella lotta alla criminalità organizzata”
Reggio Calabria - “Agli investigatori reggini va il nostro plauso, per un ulteriore importante colpo inferto alla malavita organizzata che, come organismo parassita, drena risorse economiche e avvilisce il tessuto civile di questa regione”. E’ il primo commento di Lilia Infelise, viceresponsabile per la Calabria dell’Italia dei Diritti, alla brillante operazione della polizia che nel reggino ha portato all'esecuzione di 52 ordinanze di custodia cautelare in carcere contro presunti affiliati a potenti cosche della 'Ndrangheta, operanti nella zona di Palmi. Le famiglie colpite, nell’ambito delle indagini su presunte infiltrazioni mafiose negli appalti per l’ammodernamento dell'autostrada A3, sono quelle dei Gallico-Morgante-Sgrò-Sciglitano e Bruzzise-Parrello. “La criminalità organizzata - continua l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - è un male da estirpare in profondità, in tutte le sue diramazioni, nel tessuto economico, politico, ma anche nelle sue infiltrazioni più subdole, quelle rintracciabili nel mondo culturale e della scuola. Un corpo investigativo ben preparato, adeguatamente sostenuto da risorse economiche, logistiche e strumentali, in grado di agire con rapidità in tutte le fasi del complesso processo giudiziario, che operi di concerto con i responsabili del mondo imprenditoriale, della cultura e della scuola, è l’arma vincente. Tutto ciò - conclude la Infelise - insieme ad una rigorosa trasparenza nell’impiego e nel monitoraggio dei fondi pubblici”.
Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “I politici colti da delirio di onnipotenza mettono a rischio se stessi e l’intera comunità”
Roma – “Purtroppo sono questi gli atteggiamenti diffusi tra i nostri grandi amministratori, non solo nella città di Verona, ma in tutta Italia”. Per nulla sorpreso appare il vicepresidente dell’Italia dei Diritti, Roberto Soldà, relativamente alla recente lettera inviata dal sindaco veronese, Flavio Tosi, alla polizia stradale affinché la multa per eccesso di velocità inflitta al suo veicolo di scorta, venga archiviata. Le auto blu non sono soggette ai consueti limiti della circolazione stradale quando viene data notifica scritta da parte della personalità da scortare che la violazione è stata commessa per ragioni di sicurezza o di istituto, come peraltro comunicato dal primo cittadino Tosi.
L’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro condanna duramente l’accaduto e incalza: “Siamo in presenza delle solite bugie propinate da personaggi colti da delirio di onnipotenza che mettono a rischio non solo se stessi, ma anche l’intera comunità. La loro incoscienza inoltre, non fa altro che aumentare la distanza dai semplici cittadini, che non possono certamente esimersi dal pagare multe comminate in violazione del codice stradale. Mi chiedo e concludo, dove sia andato a finire il rispetto dell’etica e della civiltà”.
Il responsabile per la Lombardia dell’Italia dei Diritti: “Necessario accertare tutte le irregolarità”
Milano – Saracinesche abbassate, un foglio con sopra scritto ‘Chiuso’. Così appare oggi la ‘Clinica odontoiatrica’ sita in viale Monza 79 a Milano, affiliata in franchising al marchio di centri dentistici ‘Vital Dent’. Uno studio medico che, si è scoperto, era registrato come ‘Milan quattro srl’alla voce: ‘Gestione uffici temporanei e residence’.
Risultano irreperibili dalla fine di maggio i due titolari, gli spagnoli Angel Aranda Gonzalez e Carlos Munoz Penalver, entrambi di 39 anni. Con loro sono scomparsi gli stipendi dei dipendenti e gli acconti degli ignari pazienti, abbandonati con le cure mediche in sospeso e con rate da pagare alle finanziarie che avevano anticipato loro il denaro.
Netto l’intervento sulla vicenda del responsabile per la Lombardia dell’Italia dei diritti Giuseppe Criseo: “E’ davvero molto strano che seimila persone siano passate nelle mani di questa clinica e nessuno si sia accorto dei comportamenti anomali. Non è il primo caso che avviene in questa regione, appare evidente una carenza di controlli alla fonte e non solo”.
Sconcertate le numerose vittime della truffa, tra cui l’intero personale, la responsabile del centro dentistico e la receptionist, che da qualche delucidazione tra le giustificabili proteste degli ex pazienti infuriati, pronti a recarsi alla Guardia di Finanza. Del catalano Aranda Gonzalez e di Munoz Penalver che hanno operato sino alla prima metà di novembre con il marchio ‘Vital dent’ prendendosi un esposto per inadempienze contrattuali dalla stessa società concessionaria, oggi, negli uffici, rimane come unica traccia tangibile ,oltre ai materiali di lavoro, una valigia semivuota. Un trucco, probabilmente, per simulare falsi impegni imminenti e prepararsi alla fuga.
“Sarà necessario rafforzare le indagini - prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello de Pierro - riuscendo a comprendere se siamo in presenza di irregolarità., accertando se la responsabilità sia degli organismi controllori o della volontà politica, perché sovente, in tali situazioni, si nascondono interessi occulti”.
Il responsabile per la Sardegna dell’Italia dei Diritti: “Ora che finalmente si è posto il problema della tutela del sito, non è possibile rimandarlo ulteriormente”
Cagliari – “A Tuvixeddu dove il cemento non è ancora arrivato, sembra stia prendendo piede il degrado, il tutto nell'inerzia di molti degli attori coinvolti” Queste le prime parole espresse dal responsabile per la Sardegna dell’Italia dei Diritti, Federico Gandolfi, in merito all’incontro avvenuto in questi giorni sul “Colle dei piccoli fori” nella città di Cagliari, tra il Comune, la Regione e le Sovrintendenze per fare il punto sullo stato dell'area. Erbacce, voragini e degrado ambientale assediano oramai l’antica necropoli, con il rammarico di molti cittadini.
“Mentre l'azione della Giunta Soru era rivolta all'azione progettuale di respiro internazionale e di tutela – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –, la consueta attività di gestione corrente del centrodestra a livello regionale e comunale, non dà ancora risposte per il futuro dell'area”.
Con fermezza Gandolfi continua: “Tuvixeddu è un parco archeologico che ha già sofferto troppe ferite e danni dall'attività umana, sia industriale sia residenziale. Ora che finalmente ci si è posti il problema della tutela e della valorizzazione del sito, non è possibile rimandarlo ulteriormente, anche per il rispetto dovuto ad un luogo sacro di sepoltura, seppur antichissimo”.
Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Aumentano i prezzi per chi usufruisce di auto bianche, questa è una manovra ‘ pro-crisi’ ”
Roma – “Tutti i giorni leggiamo dai giornali e ascoltiamo dalla televisione che l’Inghilterra e la Germania varano manovre anticrisi. Ciò accade anche in Italia dove, in questi giorni, si sta provvedendo all’innalzamento dell’età pensionabile, si chiede sostegno economico ai giocatori di calcio e contemporaneamente, in direzione opposta, la maggioranza vota in Campidoglio l’aumento dei prezzi dei tassì”
Queste le prime parole di Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, in riferimento al provvedimento messo all’ordine del giorno, in Consiglio Comunale, secondo cui ci saranno aumenti del 10-20% sulle tariffe delle auto bianche a Roma: 45 euro la corsa per Fiumicino, 35 per Ciampino e più 10-20% le altre corse. Accanto a ciò vanno aggiunti 120 euro fissi da Fiumicino a Civitavecchia e misure contro l’abusivismo, infatti la delibera prevede sanzioni piuttosto dure, per esempio in caso di truffa la licenza viene sospesa fino a sei mesi.
“Le cifre proposte sono troppo alte – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –, certo i tassisti devono lavorare in cambio di uno stipendio decente, senza per questo però gravare sui consumatori. Parliamo di cifre esorbitanti, nella fattispecie di 120 euro come se fossero soldi del Monopoli – conclude Soldà –, ed invece si tratta di quelli della Banca d’Italia. Aumenti considerevoli per tariffe di tutto rispetto, insomma il rincaro è proprio ingiustificato”.
La viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti: “Avvertimento postelettorale della camorra alle istituzioni”
Napoli. “Si tratta probabilmente di un messaggio che la camorra rivolge alle istituzioni, esibendo il conto dopo la tornata elettorale”. La viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti Licia Palmentieri avalla l’ipotesi al momento al vaglio della Dda, sulle sparizioni di cassonetti dell’immondizia nei quartieri napoletani di Fuorigrotta, Pianura e Soccavo. Secondo i magistrati antimafia, che a riguardo hanno aperto un fascicolo d’inchiesta, dietro la scomparsa dei contenitori non ci sarebbero unicamente atti di teppismo e vandalismo isolato, ma la regia della criminalità organizzata interessata ai subappalti e alle speculazioni sul ciclo dei rifiuti. Scopo del disegno criminale sarebbe la creazione di una nuova emergenza rifiuti che, oltre a rappresentare un’opportunità di business per i clan, produrrebbe ulteriore dissenso della cittadinanza nei confronti dello Stato. Per l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, una pesante responsabilità è in capo alle Amministrazioni pubbliche: “Il piano di smaltimento del Governo procede tra ritardi e inefficienze. L’inceneritore di Acerra non funziona con continuità, mentre nel giro di un anno i siti individuati per lo sversamento dei rifiuti saranno pieni”. La Palmentieri ravvisa una correlazione tra le difficoltà dello smaltimento, le recenti elezioni regionali e la scomparsa dei cassonetti, definendola “un fenomeno postelettorale tipicamente campano, con cui la camorra ricatta il Palazzo o eventuali candidati favoriti in campagna elettorale, chiedendo di allentare i controlli e ottenere subappalti e finanziamenti pubblici”. Nell’augurarsi che la magistratura faccia piena luce sulla vicenda, la viceresponsabile campana in conclusione mette in guardia dalle conseguenze sociali che un’eventuale nuova emergenza rifiuti potrebbe avere: “Lungi dall’attribuire alla criminalità organizzata la presenza dell’immondizia per le strade, la popolazione aumenterebbe la propria sfiducia e l’avversione nei confronti delle istituzioni statali, il tutto a vantaggio del consenso goduto dai clan camorristici”.
Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Un vero schiaffo a tutti quegli artisti di cui la nostra nazione non è mai stata avara”
Roma – “Se ciò risultasse vero sarebbe senza dubbio sconvolgente. In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, cachet così alti potrebbero destare perplessità anche se venissero elargiti ad artisti veri”. Così Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, commenta la notizia apparsa su “Il Secolo XIX”, secondo cui Fabrizio Corona guadagnerebbe 200 euro al minuto per un’ospitata nelle discoteche della riviera ligure. Due foto con le fan, qualche sigaretta, non proprio uno show imperdibile, dunque; eppure, a quanto pare, sufficiente per convincere i gestori dei locali ad assicurarsene la programmazione. “Il fatto che ci siano persone pronte a sborsare tali cifre per avere per poco più di mezz’ora un personaggio delle cronache giudiziarie il cui unico merito sarebbe stato quello di aver ricattato alcuni vip – continua De Pierro – fa capire perfettamente l’humus subculturale in cui proliferano schiere di italiani. Episodi del genere sono stati legati negli ultimi anni ai personaggi ‘usa e getta’ del Grande Fratello, prodotti televisivi confezionati e introdotti nelle abitazioni delle casalinghe di Voghera tramite il piccolo schermo. Un vero schiaffo a tutti quegli artisti di cui l’Italia non è mai stata avara, che magari esprimono il proprio meraviglioso talento nei teatrini di periferia o nei pianobar della Penisola. Del resto tutto ciò è la conseguenza diretta del berlusconismo che ha infettato dal ’94 l’Italia col suo virus, cercando di mantenere sempre basso il livello culturale della popolazione, in perfetto stile borbonico. È chiaro: un popolo d’ignoranti è facilmente addomesticabile, specie con una tv commerciale dal livello decisamente trash e con telegiornali abilmente addestrati alla mistificazione delle notizie. Non è difficile trarre queste conclusioni, basti pensare al disastro delle varie riforme sulla scuola e soprattutto all’ultima di queste, orchestrata da Mariastella Gelmini. È chiaro che in un contesto socioculturale del genere anche un Fabrizio Corona, che purtroppo o per fortuna conosco solo per le cronache giudiziarie, diventi un mito, un divo da emulare. Mi piacerebbe assistere a un suo spettacolo – conclude ironicamente il presidente dell’Italia dei Diritti – nella speranza di poter cambiare idea, magari trovandomi di fronte un vero artista che allora potremo dire essere stato oscurato fino all’esplosione del suo caso giudiziario dal sistema clientelare radicato nel panorama televisivo italiano”.