Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti:“Intervenire subito per evitare altri suicidi”
Napoli - “La dignità umana va sempre rispettata e garantita anche nei confronti dei detenuti”. Questo il monito di Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, riguardo alla denuncia delle associazioni "Antigone" e "La Mansarda" sulla situazione delle carceri campane, in particolare a Poggioreale. Celle sovraffollate, servizi igienici inadeguati e mal funzionanti, mancanza d’acqua e assenza totale di areazione, le problematiche più urgenti da affrontare. Un’accusa non nuova al sistema carcerario italiano, che come sottolinea Soldà, “complice il gran caldo estivo, rende ancora più grave la situazione, privando i detenuti della possibilità di scontare in condizioni dignitose la loro pena. Il ministero della Giustizia piuttosto che fare proclami – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – ,deve prontamente intervenire, perché alle inefficienze del sistema, i reclusi reagiscono nel più drammatico dei modi, e cioè con il suicidio in cella”.
Il responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti:“Non c’è da stupirsi, non si comanda senza il mattone”
Roma - “La Polverini dovrebbe immediatamente proporre a Ramon Berloso, il serial killer delle prostitute, la commissione per le pari dignità e la tutela della donna”. Risponde con un caustico umorismo Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti, alla notizia della nomina dell’immobiliarista Roberto Carlino a presidente della commissione Ambiente della Regione. Vibranti le proteste da parte dell’opposizione, che ha paventato un macroscopico conflitto di interessi coinvolgente il “palazzinaro romano”, che Marinelli senza mezzi termini giudica “uno dei tanti devastatori dello stupendo agro romano, che suscitava meraviglia e stupore nei viaggiatori dell’ottocento, a cominciare da Goethe, impegnati nel tour culturale della penisola”. Per l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, la realtà è oggi ben diversa e citando Roberto Saviano, ricorda come l’Italia “sia ormai una Repubblica fondata sul cemento. Lo sanno bene i politici romani fin dalla presa di Porta Pia e dallo scandalo della Banca Romana: per comandare davvero, occorre scendere a patti immorali con il mattone. Non c’è da meravigliarsi dunque – conclude con disincanto Marinelli – se a presiedere la commissione preposta alla tutela dell’Ambiente, ci sia un “Attila” delle costruzioni”.
Il viceresponsabile per la Sanità dell’Italia dei Diritti: “C’è una responsabilità politica macroscopica”
Roma – Le ispezioni della Commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario, presieduta dal senatore Ignazio Marino, nei sei ospedali psichiatrici giudiziari italiani stanno portando alla luce fatti gravissimi. Condizioni di estremo degrado all’ O.P.G. di Barcellona Pozzo di Gotto: internati abbandonati a loro stessi, seminudi, legati al letto in celle sovraffollate. Carenza di fondi lamentata da chi dirige la struttura, priva perfino del necessario numero di agenti penitenziari e personale medico. La Regione Sicilia, dal canto suo, si scagiona da ogni colpa sostenendo d’attendere le decisioni della commissione paritetica Stato-Regione.
“Non ci si può nascondere dietro ad un dito – interviene Luigino Smiroldo viceresponsabile per la Sanità dell’Italia dei Diritti – anche se può essere facile da parte delle istituzioni. C’è una responsabilità politica macroscopica, quella di non applicare la legge dello Stato. Ogni paziente psichiatrico prende dalla Regione dei soldi per il posto letto, sarebbe bello verificare quanti ne sono stati spesi dalla regione Sicilia per mantenere i degenti che, indipendentemente dalla patologia di cui soffrono, hanno diritto a tale denaro, che arriva direttamente ai responsabili della gestione. La cosa scandalosa è che questi individui non hanno bisogno di strumentazione diagnostica costosissima o dispositivi medici particolari per sostenere la loro malattia, sono soldi puliti che arrivano, soldi senza spese e meno spese si hanno più soldi si incamerano.”
Non si tratta di un caso isolato, nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa la situazione verificata non risulta migliore, indecenti le condizioni igieniche. Esemplificativo il fatto che i pazienti detenuti per conservare fresca l’acqua da bere erano costretti a tenerla nel water.
“Quello di cui hanno bisogno queste persone – analizza Smiroldo – come ormai dimostrato, è una struttura che fornisca un minimo di dignità, ascolto, con ovviamente l’ausilio delle terapie farmacologiche. Di fondamentale importanza è cercare di reintrodurre i detenuti nel loro territorio d’origine attraverso delle case protette, per poter vivere, mangiare e socializzare in modo dignitoso previa riabilitazione, avendo loro subito anni di segregazione, supportati laddove necessario da farmaci, psicologi, infermieri. Altra cosa rilevante è ripristinare i contatti con i parenti per ricollegare quell’affettività venuta meno con la reclusione coatta. Queste le cose da fare che non vengono fatte – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – le istituzioni non hanno agito appositamente, sia dal punto di vista politico sia economico, accade purtroppo in gran parte del sud Italia, dove non si è fatto quello che la legge prevedeva di fare. Chi gestisce tali detenuti ha un guadagno perché ha poche spese. Mi piacerebbe sapere – chiosa Smiroldo – quanti soldi hanno ricevuto per queste persone e quanto poi hanno speso ma, probabilmente, non lo sapremo mai.”La responsabile per i Beni Culturali dell’Italia dei Diritti:“Iniziativa coraggiosa e intelligente che rende finalmente omaggio ad uno degli artisti italiani più apprezzati al mondo”
Roma - “È stato un evento magnifico, indimenticabile, Caravaggio rappresenta una delle punte di diamante dell’arte italiana e ha meritato questo bagno di folla. Non vorrei tuttavia che si trattasse di una goccia nell’oceano a fronte dei recenti tagli alla cultura apportati dal nostro governo, che attualmente pongono l’Italia in uno stato di imbarazzo generale. Il boom di presenze che si è registrato deve far riflettere chi di dovere, gli italiani sono attenti ed interessati alla cultura quando viene loro proposta, soprattutto quella di qualità ”.
È con queste dichiarazioni che Anna Nieddu, responsabile per i Beni Culturali dell’Italia dei Diritti, esprime il proprio gradimento per l’iniziativa “La notte di Caravaggio” che la città di Roma ha dedicato al famoso pittore, in occasione del quarto centenario della morte del primo grande esponente della scuola barocca.
Un itinerario speciale, che tra la sera del 17 e il mattino del 18 luglio, ha illuminato i capolavori custoditi alla Galleria Borghese e nelle tre chiese romane di San Luigi dei Francesi, Santa Maria del Popolo e Sant'Agostino.
La rassegna ha stabilito cifre record: all'una erano più di 20mila i visitatori presenti alla Galleria Borghese con code lunghissime e un'ora di fila fuori dalle chiese.
“Un sentito ringraziamento a chi ha creduto nel progetto e lo ha portato avanti e chi ha permesso che si realizzasse – tiene a precisare l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – Spero che si prosegua su questa strada, Roma deve tornare ad essere la capitale della cultura”.
Il viceresponsabile regionale dell’ l’Italia dei Diritti: “Le giovani leve politiche cercano nuove strade poco chiare”
“Nessuna sorpresa all’indomani delle dimissioni da Sottosegretario di Cosentino, che nonostante tutto, continuerà a occuparsi della componente PdL regionale – questa l’amara constatazione di Angelo Di Mauro, viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti –. Tutto quello che è collegato al partito di maggioranza in regione e in Italia, è basato su fondamenta giuridiche poco chiare”.
L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro pone l’accento sull’inevitabile intreccio di poteri che permette la sopravvivenza e il primato in termini di voti, ad un partito come quello che ha espresso la persona di Stefano Caldoro al governo della regione. “Nessuno degli “associati” può prescindere dal collegamento e dalla accettazione più o meno tacita di pratiche non immacolate. Così come Berlusconi è riuscito a tamponare l’emergenza della monnezza, solo con il placet di clan camorristici, così le nuove leve politiche non disdegnano collusioni nuove e inusitate ma non troppo”
Il pensiero di Di Mauro va umanamente agli elettori confusi ed ingannati dalla promessa tradita di un nuovo corso politico, che per il momento di nuovo dimostra soltanto lo sviluppo di originali direzioni e tentativi di manovra deprecabili. “Non nego che Cosentino, come dicono molti suoi strenui difensori, possa essere una brava persona, ma quando il centro nevralgico dell’organismo è malato anche i suoi organi periferici lo sono”.
Il responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti: “Il nostro movimento è orgoglioso di aver partecipato in prima persona alle celebrazioni della memoria di un uomo giusto che ha sacrificato la propria vita per estirpare il male più grande del nostro paese”
Roma - “Ho partecipato alle commemorazioni che si sono tenute questa mattina in via D’Amelio, e sono a dir poco commosso nell’aver letto nei volti del popolo delle Agende Rosse, di Salvatore Borsellino, quanta voglia ci sia da parte di questi onesti cittadini di voler combattere la mafia e nel voler scoprire la verità sulle stragi che sono costate la vita ai giudici Falcone e Borsellino. Peccato che la marcia di cordoglio sia stata macchiata dalla presenza di alcuni ospiti politici non desiderati, in cerca solo di passerelle e che sono poi gli stessi che sostengono a spada tratta il senatore Dell’Utri, colui che ha osato definire Vittorio Mangano come il suo eroe”.
Con queste dichiarazioni Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, direttamente dal luogo della strage mafiosa in cui il 19 luglio del 1992 veniva ucciso Paolo Borsellino, ha voluto rendere omaggio alla memoria del giudice e della sua scorta.
“Oggi siamo qui per non dimenticare, perché solo non scordando il coraggio di eroi veri come Paolo Borsellino possiamo rendere migliore la nostra vita – dichiara l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – Un messaggio di solidarietà va anche alle Procure di Palermo e Caltanissetta, chiamate a confrontarsi con indagini dure che paradossalmente alcuni definiscono scomode, l’Italia dei Diritti è al vostro fianco”.
Il viceresponsabile capitolino dell’Italia dei Diritti: “Comportamento che configura il reato di evasione fiscale”
Roma - A Roma il 60% degli affitti per gli universitari fuori sede è in nero. Il 70% degli appartamenti non corrisponde alle descrizioni che ne vengono fatte sugli annunci, nonostante questo i prezzi risultano esorbitanti, con una media di seicento euro mensili per una stanza. Coinvolti in misura maggiore gli studenti non residenti nella Capitale, molti, uno su quindici subiscono la perenne scarsità di posti letto disponibili nelle strutture convenzionate e vengono costretti a cadere nella rete delle locazioni illegali.
“Questa – interviene Giuliano Girlando viceresponsabile per Roma dell’Italia dei Diritti – è la grave conseguenza della mancanza di un piano di edilizia scolastica a tutela degli studenti universitari, una questione irrisolta da parte della gestione comunale, specialmente a Roma, così come nelle altre città sedi di atenei che non affrontano definitivamente la situazione. Urgono – continua Girlando – risposte immediate da parte dei responsabili comunali romani e soprattutto dal Governo per quanto concerne le politiche universitarie. Dal Ministro Gelmini abbiamo visto attuata solo la politica dei tagli e non quella degli investimenti e delle risorse.”
Condizioni disagevoli pagate un prezzo salatissimo per i ragazzi, gli annunci infatti non descrivono l’amara realtà fatta di stanze senza finestra, posti letto in comune, uso della cucina permesso ad orari rigidi o non consentito affatto, il tutto senza un regolare contratto d’affitto.
“Il problema degli affitti in nero – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – è una forma di illegalità purtroppo assai diffusa nel paese, serve un maggiore controllo da parte delle autorità competenti, si tratta di un comportamento che configura il reato di evasione fiscale .”
Roma – L’esponente della Lega Roberto Cota rischia la presidenza alla guida del Piemonte. A mettere in discussione la dirigenza dell’ex segretario del Carroccio e il responsabile del Tar piemontese Franco Bianchi, che stanotte ha accolto il ricorso di due liste di centrodestra (“Consumatori” e “Al Centro con Scaderebech”) , determinando che si prosegua entro trenta giorni al riconteggio di 15.000 schede elettorali.“Non metto in discussione il presidente Cota ma è importante dare trasparenza dal punto di vista della legalità ai cittadini onesti, che hanno votato, - commenta Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti - poiché il nostro Paese si fonda su principi improntati alla legittimità costituzionale e al rispetto delle regole”.
Il viceresponsabile per la Tutela dei Consumatori dell’Italia dei Diritti: “Credo sia giunto il momento di pensare ad un nuovo piano regolatore per i trasporti pubblici. Il rincaro deve essere accompagnato alla maggiore efficienza del servizio taxi”
Roma – Il consiglio comunale di Roma con 30 voti favorevoli, 16 contrari ed 1 astenuto ha approvato, al termine di una giornata segnata da tensioni e scontri tra maggioranza ed opposizione, la delibera sull’aumento delle tariffe dei taxi. Secondo quanto stabilito poi da un emendamento contenuto nel provvedimento, l’entrata in vigore delle nuove tariffe sarà subordinata all’istituzione di una commissione tecnica che avrà il compito di valutare entro il 31 ottobre 2010 la congruità e l’impatto degli aumenti. “La prima cosa che mi sento di dire su questa vicenda – ha affermato Emiliano Varanini, viceresponsabile per la Tutela dei Consumatori dell’Italia dei Diritti – è che all’interno della commissione che esaminerà il provvedimento approvato dal consiglio comunale dovrà essere presente necessariamente un rappresentate dei cittadini. Non si può pensare che sull’argomento decidano solo l’amministrazione e i delegati dei tassisti. Chi usufruisce dei taxi deve avere voce in capitolo”.
Il provvedimento porterà da 0,98 a 1,42 euro il costo al km della tariffa progressiva, mentre la tratta che va da Roma all’aeroporto di Fiumicino salirà da 40 a 45 euro, e quella per lo scalo di Ciampino da 30 a 35. Ancora, per arrivare dalla Capitale a Civitavecchia occorreranno 120 euro. “Credo sia giunto il momento – ha proseguito l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – di tornare a ragionare a 360 gradi di trasporti, e di pensare più in generale ad un piano regolatore dei mezzi pubblici che sia efficiente e che possa rispondere alle esigenze dei cittadini. Il solo aumento delle tariffe, se non sarà accompagnato da altre misure capaci di migliorare il servizio taxi, come ad esempio la riduzione dei tempi delle corse e quindi del traffico, finirà soltanto per essere l’ennesima vessazione a danno delle persone che li usano per spostarsi in città. Non è possibile continuare a pensare il taxi come se fosse un auto privata a pagamento. Se ragioniamo in questo modo non andiamo nella giusta direzione”.
La viceresponsabile per le Politiche Sociali dell’Italia dei Diritti: “Governo festeggia l’ uscita dalla crisi, ma nasconde i dati reali
Roma – “Welfare, per come lo intende il Governo, significa far vedere agli elettori un mondo che non c’è – questa la lapidaria dichiarazione di Barbara Del Fallo, viceresponsabile per le Politiche Sociali dell’Italia dei Diritti, al momento della lettura dei dati pubblicati dall’Istat sui livelli di povertà in Italia.
Dalle ultime rilevazioni emerge che le persone in condizione di povertà relativa ammontano a 2 milioni 657mila unità che globalmente rappresentano il 10,8% dei nuclei familiari del Bel Paese.
In aumento deciso la povertà assoluta che coinvolge la fascia dei dipendenti, molto spesso operai e situati geograficamente nel meridione.
“L’invito che l’Italia dei Diritti, da sempre schierata a favore delle fasce svantaggiate, evidenzia chiaramente è che questi dati non fotografano il non emerso, tutto ciò che rimane non visibile ai sensori dell’Istituto di Statistica, la considerazione puntuale di queste sacche profonde di sofferenza sociale andrebbe a tramutare in nero le rosee sibille tremontiane – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, che invita inoltre la compagine governativa a cercare anche vie d’uscita tangibili per una classe politica caratterizzata da un atavico disinteresse alla visione della realtà –. Il cittadino è sempre più solo, abbandonato dalla mancanza di servizi sociali, che, anche se marginalmente, potrebbero lenire la sofferenza che le famiglie stanno percependo”.
La viceresponsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti «In Italia la detenzione non è una punizione eseguita secondo la legge, ma una leva che porta a forme di annullamento e perfino alla morte»
Roma – Da ieri mattina sono 101. In faccia ad un sistema che non se ne cura, in faccia ad un’opinione pubblica per la quale il fenomeno non esiste, in faccia ad uno Stato che non vedendo il problema, non si preoccupa della soluzione.
Centouno, la carica dei detenuti suicidi. Centouno dall’inizio dell’anno. «L’aumento vertiginoso dei suicidi in carcere negli ultimi anni ci obbliga a concepire nuovi modelli organizzativi, che risolvano come da Costituzione i problemi delle disfunzioni, del sovraffollamento e della crescente invivibilità delle carceri», dice Lea Del Greco, viceresponsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti.
Costituzione Italiana, articolo 27, terzo comma:«Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato». Rincara la dose l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro:«Ho la ferma convinzione che il circuito penitenziario non possa e non debba essere concepito come luogo vuoto di diritto, in cui possa accadere di tutto, purché non si sappia all’esterno».
Antimo Spada, 35 anni, camorrista e detenuto a rischio, trasferito dal carcere di Lecce a quello di Torino, direttamente nella settima sezione, blocco A, destinata ai prigionieri con problemi di equilibrio mentale, sorvegliata – in teoria – 24 ore al giorno.
Antimo Spada che per il pianeta-carcere, unica stella di una galassia isolata e senza contatti con le altre, è poco più di un rumore di fondo in una traccia musicale già sgradevole. «Per i detenuti a rischio non esiste alcuna norma specifica. Quelli che tentano il suicidio vengono sottoposti al regime di vigilanza previsto dall’articolo 14 bis del’ordinamento penitenziario. Lo stesso che viene applicato a coloro che turbano l’ordine. Vuol dire che l’amministrazione li considera come fossero una turbativa, un problema».
Problemi che trovano da soli la loro soluzione. Un lenzuolo attorno al collo sotto gli occhi di una telecamera di controllo, come nel caso di Spada. O vetri nello stomaco. O gas inalato da fornelletti da campo. O vene tagliate con mezzi di fortuna, quando l’equilibrio già precario tra disperazione e costrizione diventa insostenibile. «Manca del tutto una reale indagine sulle cause scatenanti dietro a gesti tanto estremi – continua la Del Greco – che deve essere tempestiva, e scattare molto prima che vengano oltrepassati i limiti della tollerabilità umana. E poi serve più trasparenza rispetto alle regole interne alle carceri. E lo sviluppo di un sistema di pene più aderente al Trattato costituzionale».