La Responsabile per le Pari Opportunità dell’Italia dei Diritti:”Vendola ha fortemente voluto la presenza di sette donne nella sua squadra. Condivido la sua scelta, i partiti si dovranno adeguare”
Roma – Saranno ben sette, stando alle indiscrezioni di queste ore, le donne che faranno parte della giunta della Regione Puglia guidata da Nichi Vendola. Il neorieletto governatore rappresenta in questo senso un caso unico nel panorama italiano, visto che la Regione da lui guidata sarebbe l’unica in cui gli assessorati sarebbero egualmente distribuiti tra uomini e donne. “Il presidente Vendola – ha detto Patrizia Lusi Responsabile per le Pari Opportunità dell’Italia dei Diritti – ha voluto fortemente che nella sua giunta fosse rispettata la parità di genere tra uomini e donne, combattendo anche contro il volere dei partiti che si sono opposti alla sua volontà. È una scelta che condivido e che ritengo giusta”.
“D’altronde – ha proseguito l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - Vendola ha ricevuto la sua investitura direttamente dalla gente, a lui spetta la responsabilità politica della scelta degli assessori, e i partiti devono necessariamente fare un passo indietro ed accettare la sua volontà”.
Il Vicepresidente dell’Italia dei Diritti Roberto Soldà:”Berlusconi padre padrone, non si può continuare a decidere senza avere considerazione della volontà dei cittadini”.
Roma – Nel giro di tre anni, dunque entro la fine della legislatura, il Governo inizierà i lavori di costruzione della prima centrale nucleare sul territorio italiano. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al termine dell’incontro bilaterale con il premier russo Vladimir Putin.”Siamo di fronte – ha dichiarato Roberto Soldà Vicepresidente dell’Italia dei Diritti – all’ennesima decisione presa da un padre padrone che impone la sua volontà senza curarsi minimamente delle persone e degli interessi della popolazione”.
Il programma del governo italiano è ambizioso e non sarà privo di difficoltà, viste le già annunciate proteste dei cittadini che nutrono per il nucleare una comprensibile diffidenza.”Mentre tutti si muovono in direzioni della tutela dell’ambiente e a favore delle energie rinnovabili – ha proseguito l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – Berlusconi ancora una volta decide il da farsi passando sopra le teste delle persone, in aperto contrasto con la dialettica politica e senza avere il minimo rispetto per la partecipazione popolare”.
Il Vicepresidente dell’Italia dei Diritti:”Operazioni come questa rendono soddisfazione alle forze di polizia e danno forza ai cittadini onesti che lavorano”.
Roma – I carabinieri e i finanzieri dei comandi provinciali di Caltanissetta, nell’ambito dell’operazione denominata “Doppio colpo”, hanno tratto in arresto 14 persone tra i vertici di Cosa Nostra e quelli della Calcestruzzi spa di Bergamo. Le forze dell’ordine hanno anche posto sotto sequestro sette aziende siciliane operanti nel settore del movimento terra. “Da sempre la mafia – ha commentato Roberto Soldà Vicepresidente dell’Italia dei Diritti – è presente nei gangli dell’economia di questo paese e l’operazione di Caltanissetta rappresenta un segnale importate nella lotta contro la criminalità organizzata, oltreché una decisa boccata d’ossigeno. Credo sia necessario abbattere i vertici del potere mafioso e contrastare la malavita in maniera energica e senza alcun reticenza”.
L’accusa contestata ai boss è quella di associazione mafiosa e illecita concorrenza con violenza e minaccia, mentre, per i dirigenti dell’azienda bergamasca, l’ipotesi di reato riguarda l’associazione per delinquere e la frode in pubbliche forniture.”Operazioni come questa – ha concluso l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – danno soddisfazione alle forze dell’ordine che ogni giorno mettono tutto il loro impegno per combattere l’illegalità e danno forza a tutti i cittadini e alle persone oneste che lavorano”.
La Responsabile per la provincia di Latina dell’Italia dei Diritti:”Mi chiedo quanto sia esteso il livello di malavita sul territorio e dove vadano a finire i soldi che vengono sequestrati”.
Latina – La Polizia di Stato di Latina ha effettuato una maxi operazione di sequestro nei confronti del clan Ciarelli, famiglia rom di origine italiana che ha fatto del riciclaggio di denaro, usura e estorsione il fondamento dei suoi affari delinquenziali.”Non è la prima volta – ha dichiarato Camelia Di Marcantonio Responsabile per la provincia di Latina dell’Italia dei Diritti – che le forze di polizia mettono a segno operazioni contro i clan del nostro territorio. Mi chiedo quanto sia esteso il livello di delinquenza e soprattutto dove vadano a finire le enormi somme di denaro sequestrate”.
L’operazione ha portato al sequestro di beni immobili, mobili e conti bancari per un valore di circa 8 milioni di euro. “Sarebbe bene – ha proseguito la responsabile del movimento guidato da Antonello De Pierro – che questi soldi venissero riutilizzati nella giustizia, che a mio avviso ne avrebbe fortemente bisogno vista la scarsità di mezzi in cui sono chiamate ad operare le forze dell’ordine. Se non si farà questo, per via anche della prescrizione, i delinquenti che oggi vengono arrestati nel giro di qualche tempo saranno di nuovo fuori a commettere reati e a portare avanti i loro affari malavitosi”.
La responsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “La cattura di determinati soggetti dà un senso di sicurezza che fa riprendere anche fiducia nella giustizia”
Reggio Calabria – “Notizie di questo genere sono sintomatiche del fatto che il meccanismo della giustizia è sempre più attento e grazie a ciò ottiene eccellenti risultati”. Questo il commento di Pamela Aroi, responsabile calabrese dell’Italia dei Diritti, all’arresto di Rocco Morabito, figlio del boss Giuseppe, sfuggito alla cattura nell’operazione “Reale” del 22 aprile. “Sicuramente una nota positiva va fatta verso le forze dell’ordine – continua la Aroi –, a cui va un ringraziamento per l’ottimo lavoro che stanno svolgendo, come conferma un’altra cattura illustre avvenuta in queste ore ai danni di un latitante appartenente alla famiglia Tegano. Sapere che determinati soggetti vengono arrestati – conclude la rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro – dà un senso di sicurezza che fa riprendere anche fiducia nei confronti di una giustizia di cui spesso vengono sottolineate solo lungaggini e brutture”.
Il responsabile ligure dell’Italia dei Diritti: “Tali forme di reato sono aggravate dalla speculazione morale data dalla crisi che si avverte a livello occupazionale”
Genova - Un lavoro in cambio di sesso. È ciò che prometteva un trentenne del quartiere genovese del Legaccio a coloro che rispondevano all’annuncio per un posto da telefonista. Le donne, attirate nell’appartamento dell’uomo con la scusa di un colloquio, sarebbero state ricattate con la scusa del lavoro per ottenere un rapporto sessuale, rigorosamente filmato. La procura sta ancora indagando e i video delle oltre cinquanta persone coinvolte sono stati sequestrati nell’abitazione dell’uomo.
“Episodi del genere – ha commentato Maurizio Ferraioli, responsabile ligure dell’Italia dei Diritti – mostrano come l’attuale crisi porti le persone a sottoporsi a vessazioni e umiliazioni di ogni tipo, perché dover subire avances sessuali durante un colloquio di lavoro è una mortificazione per chi è alla ricerca affannosa di un posto che garantisca un misero stipendio per il sostentamento del proprio nucleo familiare. Auspichiamo, come Italia dei Diritti, che l’intervento della magistratura finalizzato ad accertare la verità e punire tali atteggiamenti sia esemplare, perché tali forme di reato sono sicuramente aggravate dalla speculazione morale data dalla crisi che si avverte a livello occupazionale. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà a quelle donne che hanno subìto queste umiliazioni – conclude il rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro –, ribadendo che saremo al loro fianco anche durante l’eventuale vicenda processuale”.
Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Colpire le officine che operano modifiche su questi mezzi”
Roma – Le minicar, le auto in voga tra i sedicenni di tutta Italia, tornano al centro delle cronache per un nuovo incidente a distanza di pochi giorni da quelli che sono costati la vita a due adolescenti della Capitale. Stavolta l’episodio è accaduto in zona Massa Giuliano, dove un bimbo di cinque anni e sua zia sono stati travolti da una Ligier guidata da un nomade minorenne con assicurazione scaduta. La macchinetta, probabilmente modificata per superare il limite di legge fissato a 45 km/h, ha perso il controllo e si è ribaltata, finendo sui due che camminavano sul marciapiede. A bordo del quadriciclo anche la fidanzata minorenne del nomade, nonostante per i guidatori di età inferiore ai diciotto anni sia vietato trasportare passeggeri. Il bimbo e sua zia, ricoverati presso l’ospedale Pertini, non sono gravi e dovrebbero tornare a casa nel giro di una settimana.
“Quello delle minicar – commenta Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti – è un problema da risolvere quantoprima perché mettono in pericolo la vita non solo di chi guida ma anche di chi, come in questo caso, si trova a passeggiare tranquillamente per strada e può venire travolto da vetture che, pensate per andare a 45 km/h, spesso per le modifiche apportate da officine senza scrupoli si vedono schizzare a più del doppio della velocità. Bisogna innanzitutto far rispettare i limiti imposti a questi quadricicli – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –, e ciò può essere ottenuto solo colpendo i meccanici che operano interventi fuorilegge su questi mezzi”.