Main menu

Italia dei Diritti

Movimento politico nazionale
per la difesa dei diritti dei cittadini.

Chi Siamo Aderisci

Assenteismo in aula dei deputati del PdL, lo sdegno dell’Italia dei Diritti

Anna Aurisano, viceresponsabile per la Pubblica Amministrazione del movimento: “Sugli assenti di lusso nessuno può fare la morale, servono provvedimenti decisi contro questo malcostume”

 

“L’assenteismo in aula è un fatto grave che non ha colorazioni politiche. Esso va stigmatizzato a prescindere con dure prese di posizione e provvedimenti seri ed efficaci”. Questo il duro commento della viceresponsabile per la Pubblica Amministrazione dell’Italia dei Diritti Anna Aurisano  in seguito alla sconfitta del Governo, battuto in aula alla Camera per un solo voto a causa delle numerose assenze degli esponenti del PdL, durante l’esame del disegno di legge sulla possibilità di ricorrere all’arbitrato per risolvere le controversie di lavoro che in precedenza non era stato firmato dal presidente della Repubblica Napolitano. Visti i lauti compensi dei politici, l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro lancia un duro attacco al malcostume dell’assenteismo: “In un momento di generale crisi economico-sociale, in cui la gente normale perde il posto di lavoro e nella migliore delle ipotesi non arriva più neanche alla terza settimana del mese, bisognerebbe che ai deputati assenti senza giustificato motivo, oltre un certo numero di volte, non fosse più consentito di portare a termine il proprio mandato elettorale. E’ una questione morale e di rispetto dell’incarico fiduciario che i parlamentari ricevono dal loro elettorato. Venuta meno la fede nel rapporto elettore-eletto – conclude la Aurisano -, dovrebbe cessare anche il consistente flusso di denaro che gli italiani versano mensilmente ai loro onorevoli”.

Degrado nel Passante delle ferrovie milanesi, l’attacco di Criseo


Il responsabile per la Lombardia dell’Italia dei Diritti: “Sono sempre i passeggeri a pagare le inefficienze, meno inaugurazioni e interventi concreti”

 

 

“Non e' possibile che le stazioni citate siano perennemente abbandonate mentre si impegnano cifre importanti per imponenti operazioni di marketing”. Questo l’aspro commento del responsabile per la Lombardia dell’Italia dei Diritti Giuseppe Criseo alla denuncia di molti cittadini milanesi, fatta al quotidiano il Corriere della Sera, sul pessimo stato di degrado di alcune stazioni ferroviarie del capoluogo lombardo tra cui quella di Porta Vittoria, l’ultima inaugurata. Gli abitanti nei pressi delle fermate lamentano la presenza di tossicodipendenti che si iniettano la dose, luoghi destinati a negozi abbandonati, corridoi lunghi e bui meta di disperati, risse frequenti e conseguenti disagi per cittadini e pendolari. Duro l’affondo dell’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Inutile organizzare pompose inaugurazioni con tanto di slogan mentre mancano o sono rotti addirittura i tabelloni che dovrebbero informare i passeggeri su arrivi, partenze e destinazioni. Purtroppo – conclude Criseo - sono sempre gli utenti che pagano le inefficienze, servono interventi concreti che rendano la vita di pendolari e residenti sicura e funzionale”.

Turisti in visita a Pisa tra mille disagi, le proposte della Ferrari

La responsabile per la Toscana dell’Italia dei Diritti: “Favorire il turismo ma in maniera sostenibile”

 

 

Pisa  – “ Il turismo è una grandissima risorsa per Pisa e tanti altri centri in Toscana, ma va sviluppato in maniera seria e sostenibile”. Il richiamo di Emanuela Ferrari, responsabile per la Toscana dell’Italia dei Diritti, prende spunto dalla notizia dei continui disagi e disservizi che i turisti in visita nel capoluogo toscano devono tollerare per godere delle bellezze della città. Pochi servizi al terminal degli autobus extraurbani, lunghi tratti a piedi per raggiungere Piazza dei Miracoli, slalom nel traffico e tra i veicoli in sosta, venditori abusivi ad ogni angolo: un vero e proprio percorso a ostacoli. “Quantunque economicamente produttivo per l’economia locale – prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – il turismo può diventare in alcuni casi problematico perchè la sostenibilità della sua gestione è legata a 
numerose variabili  e a vari fattori sia per la particolarità dei luoghi a cui 
si rivolge sia per i turisti stessi che vi si recano”. L’invito della Ferrari all’assessore regionale al Turismo Cristina Scaletti è quindi rivolto “alla partecipazione attiva del settore pubblico e privato al fine di costruire una base comune per sviluppare una strategia di turismo responsabile per le amate e ambite destinazioni toscane”.

Biomasse al posto di pale eoliche in Puglia, l’analisi della Lusi

La viceresponsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “E’ giusto non continuare a sottrarre terreni coltivabili ma sfruttare le potenzialità del territorio”

 

Roma – “Con la netta opposizione al nucleare e alla ricerca di idrocarburi mediante  trivellazione del parco marino delle Tremiti si prediligerà lo sviluppo dell’energia prodotta dalle biomasse”. Queste le parole di Patrizia Lusi, viceresponsabile per la Puglia dell’Italia dei Diritti, in merito al discorso delle energie rinnovabili tenuto dal governatore Nichi Vendola all’inaugurazione della 61esima Fiera internazionale dell’Agricoltura di Foggia.

“La Puglia ad oggi – continua la Lusi – produce più del 50% dell’energia rinnovabile di tutto il Mezzogiorno e lo sviluppo delle biomasse affida un ruolo centrale all’agricoltura regionale. Ritengo infatti giusta la scelta del governatore di non continuare a sottrarre terreni coltivabili per l’impianto delle torri eoliche, ma di sfruttare le potenzialità del territorio quali agricoltura, sole e turismo. Il sogno condiviso da tutti i corregionali – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – è la solarizzazione della città con l’utilizzo dei pannelli solari per avere ospedali, scuole ed uffici pubblici che non paghino più la bolletta”.

 

 

A Palermo anche i morti pagano i rifiuti, Soldà commenta

Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Occorre una burocrazia efficiente e non distratta”

 

 

Roma  –“L’ortodossia amministrativa a volte rasenta il sabotaggio”. Il laconico commento di Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, è riferito alla notizia giunta da Palermo di centinaia di cartelle della tassa rifiuti intestate a persone decedute o imprese fallite, e nonostante ciò iscritte nel bilancio comunale per la ragguardevole cifra di 25 milioni di euro. Ad accorgersene è stata la società di riscossione dei tributi, che ha immediatamente avvisato il Comune della “svista”. Ma la famigerata Tarsu ha messo sul piede di guerra anche gli albergatori, che hanno conosciuto continui aumenti dei tributi e dichiarano di pagare sette volte in più dei colleghi milanesi.

Per l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, “si tratta di una situazione difficile, frutto della cattiva gestione delle risorse economiche da parte dell’amministrazione comunale, che ora prova a risanare il bilancio con questi inasprimenti. I tributi devono essere pagati da tutti in maniera congrua ed equa – prosegue Soldà – ma senza vessare una determinata categoria, che peraltro concorre alla crescita economica del territorio”. Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti invita in conclusione “a lavorare per creare una burocrazia realmente efficiente e non lenta, inutile e come in questo caso, distratta”.

Pubblicato il testo del Lodo Alfano bis, lo sdegno di Girlando

Il responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti: “Le Camere sono costrette ad occuparsi di leggi ad personam mentre ci sono cittadini che non riescono ad arrivare a fine mese”

 

Roma  – “Per l’ennesima volta il Governo dimostra di non svolgere bene il compito affidatogli dagli italiani”. Queste le parole di Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, in merito al completamento della stesura del cosiddetto Lodo Alfano bis, che bloccherà i magistrati sulla soglia del rinvio a giudizio, costringendoli a chiedere il via libera di Camera e Senato per poter processare il Capo dello Stato, il presidente del Consiglio e i ministri, imputati di reati.

“Siamo di fronte – continua Girlando – all’ennesimo tentativo da parte del capo del Governo di forzare il Parlamento, sottraendo tempo alle Camere che si vedono costrette ad occuparsi di leggi ad personam mentre non si tiene conto che ci sono cittadini che non riescono ad arrivare a fine mese. Le opposizioni  – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – devono bloccare ogni tentativo di garantismo pro premier, opponendosi a questa legge che solo sei mesi fa è stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale”.

Per ragazze milanesi sesso a 14 anni e senza precauzioni, il monito di Caporale

Il responsabile per la Sanità dell’Italia dei Diritti: “Occorre rendere consapevoli della sessualità e non criminalizzarla”

 

 

Roma  – “ Gli studi sulle abitudini sessuali degli adolescenti non fanno che confermare l’ignoranza dei ragazzi derivante da cattiva o inesistente educazione”. Mancanza di prevenzione e un velo di ipocrisia e pudore sono le cause che per Manlio Caporale, responsabile per la Sanità dell’Italia dei Diritti, sono alla base dei dati allarmanti che emergono da un sondaggio della Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia) su 600 adolescenti milanesi. Una teenager su sei perde la verginità a 14 anni e troppo spesso i ragazzi non usano il preservativo, aumentando il rischio di infezione da malattie sessualmente trasmissibili. Prevenzione ed educazione. Questa la semplice ricetta che suggerisce l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Prevenire attraverso la sensibilizzazione e l’informazione è essenziale per ridurre i rischi di malattie come l’Hiv e i casi di aborto, purtroppo a quell’età frequenti”. Un compito che secondo Caporale non può essere svolto solo dai genitori, “ma soprattutto dalle scuole, dove si deve insegnare l’educazione sessuale senza tabù e pudori perché il sesso è una cosa naturale e non va criminalizzato. I rischi – conclude il responsabile per la Sanità – possono essere ridotti solo se si combattono l’ignoranza e la cattiva conoscenza”.

No alla discriminazione razziale nelle adozioni, Soldà con la Cassazione

Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Ai genitori che adottano ricordo che come la natura anche le adozioni possono portare in dono bambini con peculiarità somatiche casuali”


Roma – “Questa posizione della Cassazione pone una seria riflessione etica e sociale sulla quale tutti siamo chiamati a un assunzione di responsabilità. Le adozioni hanno lo scopo precipuo di dare una famiglia, una casa e un futuro di benessere a bambini che hanno il diritto di crescere in condizioni migliori. Per questo rimango perplesso quando, invece, alcuni adulti intelligenti e maturi che ambiscono al ruolo di genitori pretendono di scegliere il figlio da adottare, nella vana e immorale ricerca di una sorta di razza ariana”.  Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti, Roberto Soldà, si pronuncia favorevolmente sul parere espresso di recente dalla Procura Generale presso la Corte di Cassazione, sollecitata da un esposto dell’associazione Amici dei bambini, in cui si dichiara contraria alla discriminazione razziale nelle adozioni internazionali dei minori, richieste da coppie italiane, a seguito del decreto con il quale il tribunale dei minorenni di Catania nel 2009 aveva concesso un’adozione a una coppia di coniugi che non voleva bambini neri o di etnia non europea.

 

Riferendosi alla decisione sul merito che, a breve, dovrà essere presa dalle Sezioni Unite Civili della Suprema Corte al fine di stabilire un orientamento giurisprudenziale, Soldà dichiara: “Spero che si faccia immediatamente chiarezza sgombrando il campo da qualsiasi equivoco, considerata la delicatezza del tema in questione”. Poi, il numero due dell’organizzazione che fa riferimento ad Antonello De Pierro ammonisce: “A quei genitori che avrebbero intenzione di adottare solo bambini dal colore della pelle e dall’etnia selezionati voglio ricordare che, come la natura può generare un figlio biologico con determinate caratteristiche fisiche, così anche le pratiche adottive possono portare in dono bambini con peculiarità somatiche casuali, ai quali va riservato comunque tutto l’amore di cui necessitano senza alcuna discriminazione razziale”.

 

Rapporto Legambiente su presenza amianto in Lombardia, l’appello di Vedova

Il responsabile per l’Ambiente dell’Italia dei Diritti: “Intervenire subito o tante persone continueranno a morire”

 

 

Roma – “L'Italia dei Diritti chiede a voce alta che si provveda immediatamente a identificare siti per lo smaltimento di amianto in tutta Italia, senza più mietere altre vittime”. Questo l’appello accorato rivolto da Alberto Maria Vedova, responsabile per l’Ambiente dell’Italia dei Diritti, in seguito alla pubblicazione da parte di Legambiente di un preoccupante dossier riguardante la presenza di amianto in Lombardia. 81 milioni di metri quadrati di materiale sarebbero contaminati dalla pericolosa sostanza, divisi tra 4200 edifici pubblici e più di 23000 alloggi privati. L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro si dice “per nulla sorpreso dalla notizia” in quanto nel nostro paese, “nonostante la nota pericolosità dell’amianto più volte segnalata, nessuno agisce o intende farlo in maniera seria e sistematica. Il diabolico intreccio di interessi economici e mala-amministrazione – prosegue Vedova – è la causa dei mancati interventi strutturali per identificare i siti contaminati e stanziare fondi per rimozioni e bonifiche. Tante persone continuano silenziosamente a morire per colpa dell’amianto – conclude amaramente il responsabile per l’Ambiente – ma pare che gli amministratori competenti non siano affatto interessati a questi dati”.

Quaranta arresti per ‘ndrangheta a Rosarno, l’analisi di Soldà

Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “L’operato delle forze dell’ordine dà speranza a chi vive sotto il giogo della criminalità”

 

 

Roma  – “L’ottimo lavoro svolto dalle forze dell’ordine ci fa credere più fermamente nella possibilità di un Paese migliore, libero dalla criminalità organizzata”. Questo il commento di Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, in merito all’ordinanza di arresto per quaranta persone tra Calabria e Lombardia, affiliate al clan “Pesce” di Rosarno. Associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata ad omicidi, estorsioni e traffico di droga, i reati contestati dai carabinieri. La Guardia di Finanza ha inoltre sequestrato beni mobili per un valore di circa 10 milioni di euro.

Per l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, l’ondata di arresti a Rosarno, già tristemente balzata agli onori delle cronache nei mesi scorsi, “non è ovviamente una coincidenza. La criminalità organizzata inquina e depaupera le persone più oneste, infiltrandosi e manovrando anche fenomeni di intolleranza come quelli a cui abbiamo assistito contro gli immigrati. Costoro fanno del malaffare l’unica ragione di vita, ma – conclude Soldà – fortunatamente le forze dell’ordine non lasciano disillusa la speranza di avere città e regioni più vivibili”.

Isernia e Campobasso bocciano quote rosa, la Aurisano alza la voce

La responsabile molisana dell’Italia dei Diritti: “Basta pregiudiziali e chiusure precostituite”

 

 

Campobasso – È di oggi la notizia che in Puglia su quattordici consiglieri regionali ben sette saranno donne. Un dato del 50% che promuove la Regione governata da Nichi Vendola come esempio da imitare riguardo le cosiddette “quote rosa”. Altrettanto non si può dire per il Molise, ancora avulso da una logica paritaria tra i sessi, come denunciato dalla responsabile regionale dell’Italia dei Diritti Anna Aurisano: “Lo scorso dicembre il Tar regionale ha dichiarato l’illegittimità del Decreto del presidente della Provincia di Isernia nella parte in cui escludeva di fatto dall’organo di governo la rappresentanza femminile – spiega la Aurisano – ma se la Provincia di Isernia da poco si è adeguata, a tutt’oggi quella di Campobasso non presenta quote rosa nel relativo direttivo. Il presidente D’Ascanio sostiene di aver istituito corsi di formazione politica da destinare alle donne, dacché la loro impreparazione sarebbe l’unica ragione per la quale non si trovano all’interno delle istituzioni, ma io non posso credere che non si riescano a trovare in tutto il Molise delle persone di sesso femminile che abbiano un curriculum professionale e politico adeguato a poter ricoprire l'agognato incarico. È curioso – incalza ironicamente la Aurisano – come gli uomini, al contrario, sembrerebbero avere, per così dire, una capacità politica innata, visto che non credo che i presidenti delle province molisane abbiano frequentato un corso di formazione specifica per diventare tali. In realtà – conclude la rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro – occorrerebbe che le donne siano messe in condizione di fare politica in maniera adeguata, senza pregiudiziali e chiusure precostituite”.

FacebookTwitter