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Italia dei Diritti

Movimento politico nazionale
per la difesa dei diritti dei cittadini.

Chi Siamo Aderisci

Tensioni a Castellamare per chiusura Fincantieri, parla Criseo

Il responsabile per il Lavoro e l’Occupazione dell’Italia dei Diritti:

“I lavoratori protestino nel rispetto della legalità,servono risposte

tempestive da parte del Ministero dello Sviluppo Economico”

 

Roma  –  “In Italia c’è chi pensa al bunga bunga e chi ha problemi più seri perché non riesce ad arrivare a fine mese”. E’ il commento, ironico e beffardo allo stesso tempo, di Giuseppe Criseo, responsabile per il Lavoro e l’Occupazione dell’Italia dei Diritti, alla notizia delle proteste dei lavoratori stabiesi, a seguito della decisione della Fincantieri di chiudere i cantieri di Castellamare di Stabia. La notte scorsa i lavoratori dei cantieri hanno occupato il Municipio bloccando sindaco e Consiglio, oggi hanno attuato il blocco della statale sorrentina. Ieri, a Roma, la decisione di chiudere lo stabilimento, tagliando 639 posti di lavoro in Campania.

“Viviamo in un paese che è stato declassato, i governanti hanno altro per la testa, impegnati come sono nella sola propaganda elettorale mentre, i lavoratori, sono sull’orlo della disperazione”, commenta Criseo.

L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro rinnova completa solidarietà al mondo operaio, invitando però “i lavoratori al rispetto della legalità” e allo stesso tempo lancia un appello alle istituzioni: “C’è bisogno di tempestive risposte da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, questi lavoratori si sentono abbandonati a loro stessi”. E’ uno sguardo lungimirante quello di Criseo, che invita il governo ad inaugurare una nuova era: “Serve una politica industriale nuova, che preveda agevolazione alle aziende con parecchi dipendenti e una conseguente diminuzione di tasse, altrimenti la fuga verso l’estero non avrà mai fine”.

Operaio muore sul lavoro ad Augusta, lo sdegno della Sassone

La vice responsabile per il Lavoro e l’Occupazione dell’Italia dei Diritti:

“Le chiamano morti bianche, ma il rosso del loro sangue ribolle di rabbia.

I familiari di questi morti avranno solo il loro dolore, nient’altro”

 

Roma – E’ di un morto ed un ferito il bilancio di un incidente sul lavoro avvenuto ieri mattina nel porto di Augusta (Siracusa). Lo scoppio durante le fasi di pulizia degli idrocarburi di scarto da un deposito galleggiante. I vapori emanati avrebbero subito un innesco causando la deflagrazione. La Sicilia piange l’ennesima vittima sul lavoro. Una seconda persona è ricoverata in gravi condizioni.

Non nasconde tutto il suo sdegno Antonella Sassone, vice responsabile per il Lavoro e l’Occupazione dell’Italia dei Diritti: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, ma questo non è tutelato né garantito”. “Viviamo in un paese – continua – dove il lavoro è un diritto, ma sono troppe le persone che muoiono per esercitare questo diritto”.

“In Italia ci sono tante, troppe vittime sul lavoro - tuona la Sassone -. Le chiamano morti bianche, ma il rosso del loro sangue ribolle di rabbia e non riceveranno né funerali né onori di Stato, come sarebbe giusto. I familiari di questi morti avranno solo il loro dolore, nient’altro”.

E’ duro e pieno di rammarico il commento dell’esponente del movimento fondato da Antonello De Pierro, che accusa l’immobilismo che attanaglia le istituzioni: “Lo Stato, il grande assente, si macchia di crimini contro l’umanità del nostro paese”.

Panunzio soddisfatto per risultato referendum contro Nucleare in Sardegna

Il viceresponsabile per la Sardegna dell’Italia dei Diritti: “Giusta reazione alle considerazioni fatte, secondo le quali l’isola veniva classificata come territorio non sismico e quindi terreno fertile per le lobby dell’atomo”

 

Roma – Lo splendido risultato sardo del referendum sul nucleare fa auspicare il bis per il voto del 12 e 13 giugno. Il quorum fissato al 33% è stato oltrepassato con uno straordinario 60,7%. Quasi la totalità delle schede riportano un ‘si’, per dire ‘no’.

 

“I sardi hanno reagito molto bene alle considerazioni fatte in questi ultimi tempi – commenta Giovanni Panunzio, viceresponsabile per la Sardegna dell’Italia dei Diritti -, in particolare dal presidente del Consiglio, secondo le quali la Sardegna veniva classificata come territorio non sismico e quindi terreno fertile per le lobby dell’atomo. L’isola gode di risorse naturali che permettono lo sviluppo di energie alternative, come quella eolica”.

 

I cittadini hanno espresso un voto consapevole e coeso, al di là delle molte divisioni politiche e del silenzio mediatico. L’incubo del nucleare ha abbandonato la Sardegna.

 

Secondo l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro “non bisogna assolutamente pensare ad un doveroso adeguamento ai paesi europei che hanno centrali nucleari. L’esperienza di Fukushima ci insegna che è fondamentale un raggio di sicurezza di almeno 30/40 chilometri. La Sardegna è fiera di avere la  fabbrica del nucleo più vicina a 490 chilometri, in Francia”. 

 

 

Agcom multa Tg1 e Tg4 per interviste al Premier, la reazione di Fantauzzi

Il responsabile per l’ Informazione  dell’Italia dei Diritti:

“E’ grave il fatto che Berlusconi si arroghi il diritto di intervenire quasi

a reti unificate nel dibattito politico, in campagna elettorale in corso,

senza la replica delle opposizioni”

 

Roma –  L’Agcom ha sanzionato i telegiornali che hanno trasmesso, venerdì scorso, interviste al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in prime time. Quasi 260 mila euro di multa al Tg1 e al Tg4, in quanto recidivi e una sanzione di 100 mila euro a Tg2, Tg5 e Studio Aperto. Con questo provvedimento l’Autorità ha voluto ribadire che “vige il dovere di equilibrio e completezza di informazione fino alla conclusione della campagna elettorale”.

Si esprime sulla vicenda Brunetto Fantauzzi, responsabile per l’Informazione dell’Italia dei Diritti: “E’ grave il fatto che un Presidente del Consiglio si arroghi il diritto di intervenire quasi a reti unificate nel dibattito politico, in campagna elettorale in corso, senza la replica delle opposizioni”.

“E’ ancor più grave – continua l’esponente del  movimento presieduto da Antonello De Pierro – che le emittenti pubbliche e private contravvengano a precise discipline istituzionali anche su altri argomenti, violando la privacy di personaggi pubblici e privati e lo fanno, il più delle volte, senza alcun diritto di replica, in nome e per conto di una malcelata libertà di informazione che, spesso, si trasforma in libertà di denigrazione”.

Fantauzzi lancia un monito: “Diritti e doveri per tutti, però servono più diritti e meno ‘dritti’, ovvero la furbizia non può prevaricare qualsiasi libertà”.

Aggredita fotografa a Tor Bella Monaca, il commento dell’Aprile

La responsabile per l’VIII municipio di Roma dell’Italia dei Diritti: “Auspico che episodi di intolleranza come questo non siano sottovalutati, poiché esprimono il disagio di chi vive in un quartiere come questo”

 

 

Roma – Lo scorso sabato pomeriggio in via Santa Rita da Cascia, in zona Tor Bella Monaca a Roma, una fotografa di 33 anni è stata aggredita da una baby-gang di dodicenni e da una donna che le hanno più volte sbattuto la testa sull’asfalto, provocandole la rottura del setto nasale, e riempita di botte e insulti. Tutto questo perché la reporter stava facendo delle fotografie al quartiere per denunciarne il degrado e lo stato di abbandono in cui versa. Ricoverata al policlinico Tor Vergata, dovrà restarvi per dieci giorni. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri della compagnia di Frascati.

 

Antonella Aprile, responsabile per l’VIII Municipio di Roma dell’Italia dei Diritti, ha così commentato la tragica vicenda: “Esprimo solidarietà, a nome mio e del Movimento, alla giovane fotografa. L’unica sua colpa è stata, agli occhi degli aggressori, il voler rimarcare il degrado sempre più dilagante di questo quartiere abbandonato dal governo cittadino e municipale.

Auspico che episodi di intolleranza come questo, che purtroppo si verificano sempre più frequentemente in questa parte della città, non siano sottovalutati, poiché esprimono il disagio di chi vive in un quartiere come questo, per certi versi sempre più lasciato a se stesso.

Si abbandonino idee speculative, delle quali gli unici beneficiari sarebbero i costruttori, anche a discapito dell’ambiente. Se davvero si vuole cambiare – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – si investa sui giovani che di Tor Bella Monaca rappresentano il futuro e, quello che è più importante, si coinvolgano nel riscatto del loro quartiere affinché ne siano protagonisti”.

 

 

 

 

Tremonti dice stop alle ganasce fiscali, il parere di Tortosa


Il responsabile per la Politica Interna dell’Italia dei Diritti: " Mi chiedo come mai questa situazione di angheria sia emersa soltanto in occasione di ballottaggi”

Roma, - Allungamento da 72 a 120 bollettini in caso di rateizzazione del debito, impignorabilità della prima casa e divieto del fermo amministrativo dell'auto. Questo è quanto viene espresso dall’ emendamento del Pd al piano di sviluppo di Tremonti per porre rimedio all’eccessivo sistema di riscossione coattiva, salito del 133% negli ultimi cinque anni. Le operazioni di recupero crediti dello Stato da parte di Equitalia stanno gravando pesantemente sulle famiglie e sulle piccole e medie imprese. Case ipotecate, auto e conti correnti bloccati, sanzioni applicate sulle cartelle "blu", che in pratica arrivano a far raddoppiare il debito di un contribuente, sono all’ordine del giorno.

“L’atteggiamento di Equitalia sconfina nello strozzinaggio - asserisce indignato Oscar Tortosa,  responsabile per la Politica Interna dell’Italia dei Diritti -, per rientrare sulle multe e le tasse non pagate. Così i cittadini, senza essere preventivamente avvisati, scoprono la loro macchina bloccata, così come i conti in banca, case sequestrate e messe all’asta. Mi chiedo come questa situazione di angheria possa emergere soltanto in occasione di ballottaggi, come se il ministro si fosse svegliato ora dal letargo. Le tasse raddoppiano a dismisura, nonostante tre anni fa Berlusconi avesse predicato un ritorno alla normalità, in quanto l’imposizione fiscale aveva raggiunto il 43%. Mi domando quando torneremo ad essere un paese serio? Quando ci si rapporterà con i cittadini al fine di migliorare la qualità della vita? Oramai, le mie, come quelle di tutti gli italiani, stanno diventando speranze vane.

Questa politica aggressiva spaventa pure il ministro Giulio Tremonti che parla di “ganasce fiscali”, così come sono troppo elevati gli interessi sulle sanzioni che "ricordano da vicino l'anatocismo", ovvero la pratica tutta bancaria che prevede il calcolo degli interessi sugli interessi in caso di rateizzazione. Questo sistema, secondo il titolare di Via Venti Settembre, "non porta rigore ma solo discredito”.

“Ci fanno pagare la tassa di possesso - conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro -, le tasse comunali e regionali, le rc auto, il carburante è alle stelle, i servizi sanitari li paghiamo. Come si fa a vivere? In più ci mettono le discariche sotto casa e ci aumentano pure la tarsu. I nostri governanti se ne sono accorti ora, spingiamoli a modificare la legge, facendo respirare i piu deboli”.

 

 

Ufficio Stampa Italia dei Diritti

Addetta Stampa

Veronica Piras

Capo Ufficio Stampa

Fabio Bucciarelli

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Rigettata l’istanza di scarcerazione per Tanzi, il parere di Girlando

Il Responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti:“I reati devono essere puniti e la certezza della pena è e deve essere un fondamento di ogni Stato di diritto”

 

Roma ,  –  I legali di Calisto Tanzi, l’ex patron di Parmalat, hanno presentato l’ istanza di scarcerazione che è stata però rifiutata dal Tribunale di sorveglianza di Bologna. L’imprenditore si dichiara malato e giudica eccessivamente severa la pena che gli è stata inflitta, ovvero 4 anni e 4 mesi di reclusione.

Il Responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, Giuliano Girlando, è intervenuto sull’argomento con queste parole: “Siamo rammaricati per le condizioni di salute di Tanzi, ma è giusto che debba scontare la sua pena. Lo Stato di diritto e la certezza della pena non trovano spesso espressione in Italia.

I reati devono essere puniti - prosegue l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro. Avere la garanzia  che chi si macchia di simili crimini possa scontare una pena commisurata e senza sconti di alcun tipo, credo sia proprio il minimo che si possa e soprattutto si debba fare, anche perché l’espiare una pena è comunque una forma di rieducazione e quindi in linea con la Costituzione; fermo restando che tutte le azioni che possano servire a prevenire ogni tipo di crimine, non possono che essere le benvenute”.

 

Rischio privatizzazione quartiere Eur di Roma, Celardo scandalizzato


Il viceresponsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti:L’Eur deve essere il fulcro dell’attività culturale e sportiva, non il ricovero per quattro anziani ricchi”

Roma, - A governare la zona Eur di Roma, non è la giunta del XII municipio, né il sindaco Gianni Alemanno. Di fatto, questo quartiere d’oro è in mano ai ricchi signori della destra. Si tratta di un gruppo di imprenditori nati e cresciuti all’Eur, che con vari investimenti e una movimentata pianificazione urbanistica, stanno sconvolgendo il paesaggio e sollevando non poche polemiche. Eur Spa, questo è il nome dell’ente padrone, è una società sia pubblica che privata, ma i vari progetti messi in atto dall’elite di imprenditori, la portano ad essere più privata che pubblica.

Carmine Celardo, viceresponsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti, commenta sgomento questa situazione di scellerata privatizzazione del territorio: “L’ente Eur Spa dovrebbe essere censurato dalla giunta Alemanno. Le operazioni che sta portando avanti sul territorio non sono riqualificabili né culturalmente né socialmente. Occorre sottolineare che la società è a capitale pubblico e privato e quest’ostentazione sfrenata del benessere economico va contro ogni regola morale. La giunta dovrebbe avviare una seria riflessione sulla riqualificazione del quartiere che non è un’enclave ma appartiene a tutta la città. Non può essere il feudo della destra fascista, deve essere fruibile a tutti i cittadini. Questo è lo spirito giusto per una metropoli”.

 

Tra i recenti e numerosi, sicuramente superflui, interventi di urbanistica, quello che ha sollevato più polemiche è stata la demolizione del Velodromo ciclistico a favore di progetti di sviluppo immobiliare di case di pregio. Quattro palazzi da cinque piani li ha previsti sul catino dell'ex Velodromo l'amministratore delegato, vero motore della struttura dal luglio 2009, Riccardo Mancini, amico di Alemanno.

Si sta ricadendo in un pericoloso affarismo finanziario - commenta scandalizzato l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro -,  sé un pezzo di storia come ad esempio il velodromo, unicum per la sua pista costituito da pavimento con mattonelle di legno, è stato buttato all’aria per costruire quattro palazzoni atti a ricevere dei fortunati privilegiati, che molto probabilmente non ne avevano neanche bisogno. La giunta dovrebbe far rispondere a questi abusi di gestione finanziaria -  conclude Celardo-. Alemanno deve ricordarsi di essere sindaco pure dei cittadini poveri, questo suo atteggiamento non porterà voti alla sua giunta. L’Eur deve essere il fulcro dell’attività culturale e sportiva, non il ricovero per quattro anziani ricchi”.

Calgani su striscione di protesta sul monumento del bersagliere per emergenza abitativa

Il responsabile per Roma dell’Italia dei Diritti: "Ogni persona ha un diritto imprescindibile che è quello di vivere in un stato di dignità”

 

Roma,  –  "Ogni persona ha un diritto imprescindibile  che è quello di vivere in un stato di dignità nel corso della sua vita. Avere un tetto sopra la testa è un elemento determinante affinché ciò avvenga”.

È con queste parole di giustizia che Alessandro Calgani, Responsabile per Roma dell’Italia dei Diritti, interviene sulla questione relativa alla protesta inerente l’emergenza abitativa messa in atto, attraverso l’utilizzo di uno striscione affisso sul monumento del bersagliere a Porta Pia, da due attivisti dei movimenti di lotta per la casa di Roma.  

“Non è la prima volta che lo dico e lo ribadirò – prosegue Calgani –, che si necessita di una rivisitazione globale dei sistemi di assegnazione che ridurrebbero notevolmente episodi di malessere ed intemperanze di chi rivendica un diritto. La vendita, ma spesso svendita del patrimonio immobiliare degli enti per ottenere effimeri pareggi di bilancio, costituisce l'anticamera del declino degli stessi”.

Intanto altri manifestanti hanno occupato un’ala del Ministero delle Infrastrutture  e hanno provocato un blocco del traffico su via Nomentana. Chiedono che venga convocato un tavolo Governo – Regione - Comune per discutere sulla questione degli sfratti, sul trattamento degli inquilini degli enti previdenziali e su un piano straordinario di contrasto all'emergenza casa a Roma.

“La liquidità necessaria – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro –, si può ottenere attraverso un’ottimizzazione di costi ed investimenti con un concorrente snellimento burocratico, ma per questo oltre alla competenza serve la voglia di farlo. Vendere un immobile ora non costituisce una programmazione e spesso costringe a scelte davvero difficili ed inappropriate nell'allontanamento degli occupanti. Le eccezioni ci sono, ma raramente se ne riscontrano nel contesto romano".

De Pierro, Italia dei Diritti determinante per affermazioni de Magistris e Pisapia

Il presidente del movimento: “Quanto avvenuto è la dimostrazione che, finalmente, molti italiani che hanno voluto credere alle bugie berlusconiane, ma anche alle fandonie della Lega, si stanno svegliando dal torpore delle coscienze”

 

Roma –  I risultati delle elezioni amministrative in corso dimostrano un evidente cambiamento nella politica italiana. Il ballottaggio di Milano tra Pisapia e Moratti, la netta vincita di Fassino a Torino e gli ulteriori ballottaggi di Napoli, Trieste, Cagliari ed altri otto capoluoghi di provincia evidenziano un cambio di rotta.

 

“I risultati delle ultime elezioni amministrative e la relativa sconfitta schiacciante del centrodestra, non sono altro che la logica conseguenza di una politica arrogante, demagogica e fatta di proclami roboanti – dichiara Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti-, che non hanno mai avuto una conseguenza pratica nell’attuare quanto promesso e sbandierato ai quattro venti durante le campagne elettorali. Quanto avvenuto è la dimostrazione che, finalmente, molti italiani che hanno voluto credere alle bugie berlusconiane, ma anche alle fandonie della Lega, si stanno svegliando dal torpore delle coscienze ed hanno iniziato ad affrontare con più obiettività e critica attenzione quanto strombazzato dagli organi mediatici, al servizio del ‘sultano di Arcore’ e dei suoi alleati – continua l’esponente del movimento extraparlamentare -. Certo, il lavoro da fare è ancora tanto ma è un buon passo in avanti. Ci auguriamo soltanto che una parte della Sinistra sappia far tesoro ed investire su quanto è avvenuto, invece di gettare alle ortiche i passi in avanti fatti nel percorso verso una vera democrazia partecipativa”.

 

Secondo De Pierro anche la Sinistra deve riflettere sui risultati raggiunti e quelli ancora contesi : “Quando parlo della Sinistra, mi riferisco anche a quel Partito Democratico che ha pensato bene di rinunciare ad una campagna elettorale di coalizione pur di non sostenere Luigi de Magistris a Napoli. Ebbene i fatti gli hanno dato torto. Ciò merita un’attenta riflessione da parte di chi tende a dimenticare i principi cardine delle proprie radici e quasi inconsapevolmente si avvicina al berlusconismo e alle sue tristi e deleterie logiche e scorribande clientelari. Come Italia dei Diritti siamo orgogliosi del nostro impegno e di essere stati determinanti nelle affermazioni di de Magistris a Napoli e Pisapia a Milano, anche se naturalmente il nostro sostegno è stato indirizzato anche agli altri sindaci impegnati per combattere un centrodestra incapace che è oramai una inutile zavorra fortemente penalizzante per la nostra bella Italia. La battaglia non è ancora finita – conclude il Leader del movimento extraparlamentare -, non mancheremo di sostenere i due candidati di Napoli e Milano per la vittoria finale al ballottaggio e ringrazio fin d’ora i sostenitori dell’Italia dei Diritti che continueranno ad ascoltarci nelle nostre indicazioni di voto”.  

 

 

 

 

Tortosa critica attacco con falsa accusa della Moratti a Pisapia

 

Il Responsabile per la Politica Interna dell’Italia dei Diritti: Oramai mortificare e mistificare l’avversario politico è diventato pane quotidiano”

Roma, –  Duro scontro politico in diretta tv, su Sky, fra il sindaco uscente di Milano Letizia Moratti e lo sfidante Giuliano Pisapia. L’attacco della Moratti era incentrato su un fatto risalente al 1985 che ha visto coinvolto il suo avversario giudicato dalla Corte Di Assise responsabile del furto di un veicolo che sarebbe servito per un pestaggio e un sequestro. L’indagine è stata poi archiviata come errore giudiziario, la sentenza d'appello del 1985 lo ha definitivamente prosciolto per non aver commesso il fatto. Pisapia ha annunciato che querelerà l’avversaria per diffamazione aggravata in quanto la candidata lo avrebbe attaccato senza dargli la possibilità di replica.

“E’ pleonastico dire che ci sorprenda – commenta il Responsabile per la Politica Interna dell’Italia dei Diritti, Oscar Tortosa –,  perché oramai mortificare e mistificare l’avversario politico è diventato pane quotidiano. La Moratti dimostra davvero poca professionalità nell’emulare in questo modo lo stile sfrontato di Berlusconi e delude in quanto si è sempre dimostrata una donna equilibrata”.

 “Questi attacchi violenti sono di basso livello – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro –. Una vera e propria caduta di stile della Moratti e di tutti quei politici che anziché affrontare i seri problemi dei cittadini, demonizzano perseguendo una politica di scontro. Mi appello alla sensibilità degli elettori di Milano affinché giudichino coscienziosamente chi può essere in grado di governare bene la città”.

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