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Italia dei Diritti

Movimento politico nazionale
per la difesa dei diritti dei cittadini.

Chi Siamo Aderisci

Nuove centrali nucleari a Latina, il no della Di Marcantonio

La responsabile provinciale dell’Italia dei Diritti si pronuncia contro la possibile riapertura degli impianti pontini dismessi

 

“Noi cittadini di Latina abbiamo già dato, il nostro prezzo lo abbiamo già pagato.” Questo l’amaro commento di Camelia Di Marcantonio, responsabile per la provincia di Latina dell’Italia dei Diritti, dopo l’approvazione del decreto legislativo contenente i criteri per la localizzazione dei nuovi impianti nucleari, che verranno realizzati a partire dal 2013. Anche se per l’individuazione definitiva delle aree bisognerà aspettare circa tre mesi, tra i possibili siti figurano le centrali dismesse di Borgo Sabotino e del Garigliano. “Siamo in molti ad opporci - continua la Di Marcantonio - per diversi motivi, in primis la salute. Negli anni, infatti, abbiamo riscontrato una grande percentuale di cittadini malati di cancro e molte donne hanno avuto problemi di patologie tiroidee, siamo tra le aree italiane più colpite dalle disastrose conseguenze del nucleare”. Anche se le istituzioni rassicurano la cittadinanza, la Di Marcantonio rincara: “Perché non sfruttare le energie alternative, come ad esempio il fotovoltaico, considerando che entro il 2011 siamo obbligati a raggiungere un determinato livello di produzione energetica nel rispetto delle direttive comunitarie.  Le stesse istituzioni - conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - dovrebbero impegnarsi a svolgere un’opera di sensibilizzazione così da sventare le pericolose conseguenze a carico degli abitanti di queste zone”.



Disagi burocratici per gli invalidi a Rieti, la Del Fallo insorge

La viceresponsabile per le Politiche Sociali dell’Italia dei Diritti: “Fatti incresciosi come questo devono far riflettere la società civile”

 

 

“Come al solito, nel nostro Paese le politiche sociali, ad ogni livello, si rivelano un completo fallimento”. In questo modo Barbara Del Fallo, viceresponsabile per le Politiche Sociali dell’Italia dei Diritti, insorge rispetto ai forti disagi riscontrati a Rieti e provincia in merito all’applicazione delle nuove norme di invalidità civile. La corrente legge, infatti, stabilisce che dal 1 gennaio 2010 le domande di invalidità devono pervenire all’Inps solo per via telematica, abolendo così la documentazione cartacea. Grave il disservizio denunciato dalla locale Uilp pensionati, considerando che in molte zone della città e della provincia reatina non esiste ancora la connessione Adsl. Risulta, inoltre, che molti medici di famiglia, essendo stati informati solo a fine 2009, non hanno ancora ricevuto i codici necessari per accedere al servizio telematico.

 

“Quest’episodio - commenta amareggiata la Del Fallo - è un’ulteriore testimonianza di come alcune categorie di persone, già fortemente penalizzate nella loro condizione fisica, siano danneggiate da servizi e strutture carenti che non riescono a entrare nell’ottica dello stato sociale ed assistenziale. Fatti gravi e deleteri come questo - continua - devono far riflettere tutta la società civile”. Riguardo alla segnalazione da parte della Uilp pensionati, la viceresponsabile per le Politiche Sociali dell’Italia dei Diritti conclude: “Invece di essere scritte a grandi lettere sui giornali, queste denunce provengono sempre più spesso da parte di frange esigue della popolazione. Evidentemente, in questo momento storico, la stampa quotidiana ha altri argomenti di cui occuparsi, mentre i cittadini reclamano a gran voce le loro priorità”.

Non cessa l’ecatombe sulla “Cilentana”, la condanna di D’Angelo

 

Il responsabile per la provincia di Salerno  dell’Italia dei Diritti attacca l’immobilità della politica nel non affrontare il gravissimo problema

 

Napoli, 10 febbraio 2010 – Dopo l’ennesimo incidente avvenuto sulla statale 18, meglio nota come “Cilentana”, costato la vita a due uomini, l’Italia dei Diritti interviene ancora una volta per denunciare l’estrema pericolosità della via attraverso le parole indignate del suo responsabile per la provincia di Salerno Aniello D’Angelo: E’ una situazione vergognosa per la quale accuso direttamente l’assessore provinciale alla Viabilità Marcello Feola che già qualche settimana fa, dopo un altro sinistro letale aveva messo a disposizione 400 mila euro per la messa in sicurezza di questo cimitero a cielo aperto. Tutt’oggi, come evinto dalle cronache locali, la situazione e’ invariata

Io stesso - prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - ho fatto un appello al ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli ma nulla è accaduto. Chiedo ora al presidente Napolitano l’immediata chiusura di questa strada che sembra”non esser mai stata collaudata”. I veri responsabili di queste morti – conclude amaramente D’angelo - sono i politici che si permettono il lusso di non metterla in sicurezza".

Indignazione della Palmentieri per falsi rimborsi dei consiglieri campani

La viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti: “Non è la prima volta che si verifica  un caso simile, è ora di risolvere questo problema”

 

Napoli - “È  una vecchia consuetudine quella dei rimborsi gonfiati, di cui la politica attuale si deve liberare”. Così Licia Palmentieri, viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti, si pronuncia con amarezza a riguardo dell’indagine sui falsi rimborsi che vede coinvolti quattro consiglieri regionali di Napoli: Enzo Rivellini, Pietro Diodato, Luciano Passariello esponenti del Pdl, e Giuseppe Russo del Pd. Gli indagati sono accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato perché intascavano i rimborsi per le trasferte al Centro Direzionale, il complesso amministrativo della città partenopea.

 

“L’Italia dei Diritti appoggia sia la Magistratura, che fa un buon lavoro applicando la legge senza distinzioni, sia i cittadini affinché non si abusi dei propri diritti e non venga sprecato il denaro pubblico – chiosa la rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro – il fatto che proprio Passariello, presidente regionale anticamorra, sia coinvolto nello scandalo dei rimborsi fittizi, nonostante dica di aver restituito una parte del denaro, è piuttosto grave”.

Prima sentenza in Italia su marijuana a scopo terapeutico, il punto di Caporale


Il responsabile per la Sanità dell’Italia dei Diritti:“ Non mi appare così complesso distinguere l’effetto benefico dall’ abuso privato”

 

L’Aquila -Via libera dal tribunale di Avezzano alla somministrazione gratuita della marijuana per la cura della sclerosi multipla. Secondo il giudice Elisabetta Pierazzi, vista l’inefficacia dei farmaci prodotti in Italia proposti dai dottori, e in rispetto all’articolo 32 della Costituzione che sancisce il diritto del cittadino alla salute, è nei diritti del malato assumere senza costi alcuni un farmaco ricavato dalla cannabis e per questo prodotto al di fuori dai confini nazionali, per scopo medico e soprattutto per alleviare i dolori derivanti dalla malattia cronica.

A tal proposito il responsabile per la Sanità del’Italia dei Diritti Manlio Caporale commenta: ”La marijuana è comunemente considerata una droga, ma più precisamente lo sono anche il valium e la morfina. Quando però da essa è ricavato un farmaco che permette la cura di un degente, allora rientra perfettamente nella tipologia delle erbe medicinali. Lo scopo della scienza medica – prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -  sta nel testare e proporre le sostanze idonee alla salvaguardia della persona nella pienezza della dignità e dei diritti personali. Non mi appare così complesso – conclude – distinguere l’effetto benefico in relazione all’efficacia farmacologica dall’abuso privato, aspetto opinabile che non può essere considerato quale deterrente per il progresso sanitario”.

 

 

Donazione organi indicata su carta d’identità, Smiroldo disapprova

Il viceresponsabile per la Sanità dell’Italia dei Diritti: “I dati sensibili di ogni cittadino possono essere letti solo sotto autorizzazione”

 

Roma – “La carta d’identità è un documento di riconoscimento, non può contenere i voleri sensibili di una persona, altrimenti viene meno il rispetto della privacy”. Questa la dichiarazione di Luigino Smiroldo, viceresponsabile per la Sanità dell’Italia dei Diritti, a seguito della norma inserita nel “Milleproroghe” secondo cui si deve indicare sulla carta d’identità se si vuole essere o meno donatori di organi in caso di morte.

Ieri, 10 febbraio, il governo ha posto la fiducia su quanto previsto ed oggi si riunisce la conferenza dei capigruppo del Senato per deciderne i tempi del voto.

“Non sono d’accordo perché questo non è un dato anagrafico ma personale e non è possibile che anche un poliziotto possa sapere il mio volere – continua il rappresentante del  movimento fondato da Antonello De Pierro –. Se intendono scriverlo sulla carta d’identità devono farlo anche sul passaporto, sulla patente di guida, sulla tessera sanitaria, sulla tessera ferroviaria – ironizza Smiroldo –. Insomma queste sono informazioni protette e per poterle leggere bisogna essere autorizzati”.

Giunge l’atteso Scuola Bus per disabili ma non è fruibile, il commento della Attanasio

 

La responsabile per la provincia di Pisa  dell’Italia dei Diritti:“ Classica tragi-commedia all’italiana”

 

Firenze - L’amministrazione comunale di Montopoli Valdarno, cittadina nella provincia pisana, per 2 anni ha ricevuto ripetute richieste  per l’acquisto di uno scuola-bus capace di trasportare bambini diversamente abili. In tutto questo tempo, infatti, i genitori hanno sperato che i loro figli potessero anche mediante l’uso del mezzo vivere in pieno l’integrazione senza barriere architettoniche e psicologiche. Accontentati nella primavera del 2009 si sono trovati di fronte ad una beffa: il tanto sospirato pulmino è omologato come da richiesta ma solo per bimbi delle elementari lasciando paradossalmente a terra i piccoli portatori d’handicap in questione, iscritti invece alle medie o comunque in procinto di passarvi.

“Ci troviamo di fronte alla classica tragi-commedia all’italiana che riempie le pagine di cronaca dei giornali”, commenta la responsabile provinciale dell’Italia dei Diritti Sara Attanasio, che aggiunge: “L’acquisto di un bus attrezzato per il viaggio dei disabili è una pratica che richiede oculatezza e serietà. Non solo: in questo frangente entrava in ballo anche l’equilibrio psichico di fanciulli che neanche lontanamente avrebbero dovuto provare sensazioni quali diversità, emarginazione e delusione. Con sommo dispiacere – conclude -  penso a come un piccolo cittadino possa vivere la sua difficoltà entrando in contatto per la prima volta con la nostra tipica imperizia burocratica”.

 

 

Chiuse le comunità montane in Puglia, Pisanello d’accordo con Vendola

Il viceresponsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “Il mio auspicio è che ora il Parlamento abolisca anche le Province, considerate la massima espressione dell’ente inutile”


Roma – Dopo la notizia che il Consiglio regionale pugliese ha approvato la chiusura definitiva di tutte le comunità montane, predisponendo un fondo di oltre due milioni di euro per il 2010, volto a pagare gli stipendi dei dipendenti in attesa di una ricollocazione presso altre strutture, Luciano Pisanello, viceresponsabile per la Puglia dell’Italia dei Diritti, commenta così: “Si tratta di un primo atto importante che deve essere accompagnato da altri, cercando di ridurre al minimo gli sprechi dell’intero apparato amministrativo. Le comunità montane sono enti farraginosi che si accavallano ai Piccoli Comuni, i quali permettono ai loro amministratori di ricoprire doppie e triple cariche con conseguenti benefici ai loro portafogli. Ovviamente – prosegue l’esponente regionale del movimento creato da Antonello De Pierro –, visto che la legge 3 dicembre 1971, n. 1102, concede la possibilità ai Comuni di costituirsi in comunità montane anche se sono in zona ‘parzialmente montana’, in alcuni casi è bastata la presenza sul territorio di conformazioni simili ad un cavalcavia per giustificarne l’appartenenza, come è successo a Palagiano, situato a soli 39 metri sul livello del Mar Ionio. È bene ora effettuare per i lavoratori di tali comunità una ricollocazione seria all'interno di altre strutture pubbliche, che forniscano veri servizi alla cittadinanza rendendo la Pubblica amministrazione una macchina più efficiente in grado di dare risposte più celeri al cittadino”.

 

L’iniziativa del Governatore Nichi Vendola di sopprimere le comunità montane pugliesi, in alcuni casi sorte a causa della partitocrazia e della lottizzazione del potere, e spesso fonti di sperpero di denaro pubblico, può fungere da volano per tutta una serie di altri provvedimenti. “Il mio auspicio – chiude Pisanello – è ora quello di vedere l’eliminazione effettiva da parte del Parlamento anche delle Province, considerate la massima espressione dell’ente inutile”.

Arresti per sfruttamento prostituzione nel cosentino, il punto della Aroi


La responsabile per la Calabria dell’Italia dei Diritti commenta la liberazione di decine di schiave a opera delle forze dell’ordine

 

Catanzaro - Nelle prime ore del giorno gli agenti del commissariato di Castrovillari hanno posto sotto arresto 14 persone con  l’accusa di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. Il gip del comune cosentino, coordinatore delle indagini, pone così fine all’inferno di decine di ragazze provenienti dall’Europa orientale costrette a  percorrere nelle ore notturne le strade della Sibaritide, subire violenze nel caso non avessero portato il denaro sufficiente e addirittura abortire ripetutamente.

“E’ stato importantissimo riuscire ad acciuffare i criminali”, commenta la responsabile per la Calabria dell’Italia dei Diritti Pamela Aroi, che aggiunge: ”Ancora una volta è dimostrata la perizia degli inquirenti nel fronteggiare un cancro della vita sociale, in cui sono coinvolti sia gli spietati aguzzini, sia una macabra domanda delle prestazioni che rende il fenomeno ancor più complesso e da non sottovalutare.

Mi chiedo se la clientela ignori del tutto la reale condizione delle povere ragazze oppure giri cinicamente la testa da un’altra parte purché venga soddisfatta l’impellente libido. Qualunque sia la risposta - conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – resta comunque una desolante amarezza”.

 

 

 

A Cosenza psichiatra in manette per false invalidità, il punto della Aroi


La responsabile per la Calabria dell’Italia dei Diritti:“ Controlli più rigorosi sui professionisti selezionati”

 

Catanzaro - Sono scattate a Cosenza le manette per Francesco Niglio, psichiatra incaricato dal giudice del lavoro del Tribunale del capoluogo calabrese di curare le pratiche per l’ottenimento dell’indennità di accompagnamento. L’analista è stato fermato dalla Guardia di Finanza dopo che l’ultima delle sue pazienti, trovatasi di fronte alla richiesta di 5000 euro per l’esito positivo della domanda, ha deciso di denunciarlo alle forze dell’ordine e in seguito collaborare affinché venisse colto sul fatto.

“Siamo ancora costretti a sopportare la vergogna per un nuovo episodio di malasanità, questa volta inserito in un contesto dove la legalità deve essere a ogni costo preservato dal malcostume”. Queste le parole della responsabile per la Calabria dell’Italia dei Diritti Pamela Aroi, che aggiunge: Il ruolo del medico arrestato è di arbitrare e garantire l’aiuto pubblico agli onesti cittadini, nonché di rappresentare una «longa manus» del giudice senza ovviamente approfittare del ruolo gettando ombre sulla validità dello Stato

Mi aspetto controlli più rigorosi sui professionisti selezionati creando magari albi più rigorosi e – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – proponendo ai cittadini una doverosa dimostrazione di una politica sociale onesta e per questo finalmente utile”.

 

Impiegata truffa le Poste in Abruzzo, il commento della Del Fallo

La responsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “Servono più controlli nei pubblici uffici”


L’Aquila – “Quanto accaduto conferma come un maggior controllo all’interno di tutti gli uffici pubblici sia doveroso, perché è risaputo che viga un regime di ‘laissez-faire’ che può dar vita a episodi analoghi”. Così Barbara Del Fallo, responsabile per la Regione Abruzzo dell’Italia dei Diritti, commenta l’arresto di una sessantatreenne di Chieti, dipendente di Poste Italiane, che in pochi anni è riuscita a sottrarre oltre 750.000 euro a ignari risparmiatori attraverso un sistema sofisticato che l’impiegata metteva in atto a contabilità chiusa, evitando così di modificare il bilancio di cassa di fine giornata.

Le vittime della frode fortunatamente sono già state risarcite da Poste Italiane, verso cui la responsabile abruzzese del movimento presieduto da Antonello De Pierro esprime il dovuto plauso: “Non posso che essere contenta di quest’azione tempestiva da parte di Poste Italiane – conclude la Del Fallo –, ma credo che si dovrebbe agire a monte con un regime di controllo più capillare, perché aver accumulato un capitale così oneroso significa aver agito indisturbati per anni”.

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