Accedi alla community

Donazioni

Donazioni al movimento

1€ PER I TUOI DIRITTI
SOSTIENI IL MOVIMENTO

UN PICCOLO AIUTO PER LA LEGALITA'

 

Potete fare donazioni con :

PAYPAL e POSTEPAY

 

- paypal, inviando la somma a italiadiritti@yahoo.it

- postepay, effettuando on-line, presso qualsiasi ufficio postale o presso qualsiasi ricevitoria Sisal una ricarica postepay sulla carta numero 4003-6005-8578-6249 intestata al presidente del movimento Antonello De Pierro.

 

 

Chi è online

 2 visitatori online

Newsletter IDD

Iscriviti alla newsletter di:
MOVIMENTO NAZIONALE "ITALIA DEI DIRITTI"

Sondaggi

Joomla! è utilizzato per?
 

Membri online

No
Italia dei diritti.it
Via libera allo sgombero di 200 campi Rom a Roma, Calgani invita al dialogo PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio Stampa   
Giovedì 02 Settembre 2010 14:30

Appello del  responsabile romano dell’Italia dei Diritti a «agire insieme alle amministrazioni locali, anche per evitare emergenze umanitarie»

 

Roma – Bibbidi-bobbidi-bu: si può risolvere un problema vecchio decenni nell’arco di sette giorni, parola di Gianni Alemanno, sindaco. Entro una settimana Roma non ospiterà più campi nomadi abusivi. A pochi giorni – era il 27 agosto – dal tragico rogo nel campo di Via Morselli in cui è morto un bambino di tre anni, il primo cittadino della Capitale annuncia il repentino sgombero di circa 200 insediamenti irregolari.

«Queste sono sparate di impatto mediatico che poi finiscono col creare enormi problemi alle amministrazioni locali – commenta Alessandro Calgani, responsabile romano dell’Italia dei Diritti – perché costringono ad azioni che non vengono preliminarmente concordate come dovrebbero».

Per primi saranno sgombrati i campi ritenuti più pericolosi, anche (ma non solo) dal punto di vista igienico – sanitario.

«Non abbiamo nulla in contrario alla messa in sicurezza di strutture precarie – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – purché non si creino agglomerati – ghetto, inutili ed inumani».

Alla politica dei muscoli si contrappone quella della testa, del dialogo. «Spesso le polemiche circa il tasso di criminalità nei quartieri che ospitano i campi sono strumentali – continua Calgani – la verità è che spesso nascono per mancanza di dialogo e concertazione con le amministrazioni dei municipi e con la popolazione residente».

 
Attacco di Dell’Utri ad Antonio Di Pietro su Tg1, lo sdegno di Soldà PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio Stampa   
Giovedì 02 Settembre 2010 14:28

Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti parla di «attacco antidemocratico» da parte del servizio pubblico

 

Roma – «Ma che bella idea di servizio pubblico ha Minzolini – tuona Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti – fregatene dell’informazione e sbatti il mostro in prima pagina. Purtroppo il direttore ha già dato prova di simili atteggiamenti, cosa ci si può aspettare?».

Primo canale della televisione di Stato, prima serata. In luogo del telegiornale va in onda una fiction: Marcello Dell’Utri, già condannato per mafia, va giù duro contro Antonio di Pietro. Senza contraddittorio, senza replica, senza interruzione. «è inammissibile – rincara la dose Soldà – una tale spocchia, una così incredibile prosopopea nei confronti del presidente di un partito che da sempre è in prima fila nella difesa dei diritti di tutti i cittadini, senza eccezioni. Di Pietro, però, sembra non avere grande spazio sulla televisione di Stato. Invece non ha problemi a trovarlo un personaggio sul quale sono state scritte, in negativo, pagine e pagine di cronache giudiziarie».

Pancho Pardi, capogruppo Idv in commissione Vigilanza, e il portavoce del partito Leoluca Orlando hanno annunciato un esposto. «Non può essere concepita una così assoluta mancanza di democrazia nel servizio pubblico – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – si tratta di un servizio dei contribuenti, pagato dai contribuenti. E deve rappresentare tutti, a prescindere dal credo politico».

 
Il Campidoglio non eroga buoni pasto a nonni- vigili, disappunto di Soldà PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio Stampa   
Mercoledì 01 Settembre 2010 14:39

Il vicepresidente  dell’Italia dei Diritti:“Mi auguro di cuore che queste persone siano presto ricompensate. Il rispetto per l’anziano  è essenziale, in una società in cui domina una forte crisi di valori.”

 

Roma -  Il Comune di Roma ritarda il rimborso spese per 2.000 nonni-vigili aderenti al progetto Un amico per la città, il servizio di vigilanza volto al controllo del traffico davanti alle scuole durante il periodo scolastico e promosso dall’assessorato capitolino alle politiche sociali, il quale prevede come ricompensa buoni pasto per i pensionati volontari. In merito all’ennesima vicenda a danno delle fasce più deboli, incalza Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “L’amministrazione comunale guidata da Alemanno dovrebbe porre rimedio a questi spiacevoli episodi a danno di persone oneste che tutelano l’incolumità dei bambini, ed è vergognoso che il progetto in questione venga vanificato per colpa di chi viene meno al suo dovere”.

 

A  pochi giorni dalla ripresa delle attività scolastica, i volontari senior promettono a malincuore di abbandonare il progetto sopra citato, in quanto lamentano la mancata erogazione dei buoni pasto di maggio e di giugno. “Mi auguro di cuore – prosegue l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – che queste persone siano presto ricompensate. Il rispetto per l’anziano  è essenziale, in una società in cui domina una forte crisi di valori e in un momento di forte regressione economica.”

 
Stop del Consiglio di Stato ai rincari sul Gra, il punto di Marinelli PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio Stampa   
Giovedì 02 Settembre 2010 14:06

Il responsabile per la Tutela dei Consumatori del’Italia dei Diritti:”La sentenza del Consiglio di Stato mi sembra ben poca cosa rispetto all’atavica carenza di servizi pubblici con cui i romani devono fare i conti tutti i  giorni”

 

Roma – Il Consiglio di Stato ha confermato la sospensione dei rincari dei pedaggi sui caselli autostradali d’immissione al Gra disposta dal Tar del Lazio, respingendo il ricorso presentato dalla presidenza del Consiglio dei ministri e dall’Anas. Il balzello era stato già sospeso dal 5 agosto scorso a seguito del ricorso presentato dal presidente della Provincia Nicola Zingaretti, che per primo si era mosso contro la decisione del Governo di aumentare i pedaggi ricorrendo al tribunale regionale.”Siamo di fronte al condannato a morte a cui si dà la possibilità di scegliere come farla finita – ha detto Vittorio Marinelli responsabile per la Tutela dei Consumatori dell’Italia dei Diritti – perché il pedaggio sul Gra sarebbe stato l’ennesima vessazione per quei dannati che ogni giorno impiegano due o tre ore del loro tempo per recarsi a lavoro. Purtroppo a differenza degli antenati amministratori, che avrebbero creato una rete ferroviaria adeguata, gli attuali saccheggiatori della cosa pubblica hanno lasciato alle greggi dei trattori di campagna, tra cui anche il raccordo anulare, definito addirittura grande”.

 

La decisione oltre al plauso del presidente Zingaretti ha riscosso il consenso delle associazioni dei consumatori e dei comuni dell’hinterland romano che fin dall’inizio si erano dichiarati contrari al provvedimento che sarebbe andato a pesare sulle tasche dei pendolari.”Chiunque faccia un confronto con le altre capitali europee come Madrid – ha proseguito nella polemica l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – si rende conto di quanto questo risulti essere impietoso. Basti pensare alle 11 linee della metropolitana, ai tre raccordi anulari, e alle autostrade urbane presenti nella capitale spagnola. Ciò premesso, poca cosa appare la conferma del Consiglio di Stato della sentenza del Tar, quando qualsiasi pendolare baratterebbe il pedaggio in cambio delle 11 linee metropolitane che i romani si possono anche sognare”.

 
Il Campidoglio non eroga buoni pasto a nonni- vigili, disappunto di Soldà PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio Stampa   
Mercoledì 01 Settembre 2010 14:39

Il vicepresidente  dell’Italia dei Diritti:“Mi auguro di cuore che queste persone siano presto ricompensate. Il rispetto per l’anziano  è essenziale, in una società in cui domina una forte crisi di valori.”

 

Roma -  Il Comune di Roma ritarda il rimborso spese per 2.000 nonni-vigili aderenti al progetto Un amico per la città, il servizio di vigilanza volto al controllo del traffico davanti alle scuole durante il periodo scolastico e promosso dall’assessorato capitolino alle politiche sociali, il quale prevede come ricompensa buoni pasto per i pensionati volontari. In merito all’ennesima vicenda a danno delle fasce più deboli, incalza Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “L’amministrazione comunale guidata da Alemanno dovrebbe porre rimedio a questi spiacevoli episodi a danno di persone oneste che tutelano l’incolumità dei bambini, ed è vergognoso che il progetto in questione venga vanificato per colpa di chi viene meno al suo dovere”.

 

A  pochi giorni dalla ripresa delle attività scolastica, i volontari senior promettono a malincuore di abbandonare il progetto sopra citato, in quanto lamentano la mancata erogazione dei buoni pasto di maggio e di giugno. “Mi auguro di cuore – prosegue l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – che queste persone siano presto ricompensate. Il rispetto per l’anziano  è essenziale, in una società in cui domina una forte crisi di valori e in un momento di forte regressione economica.”

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 142