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Italia dei Diritti

Movimento politico nazionale
per la difesa dei diritti dei cittadini.

Chi Siamo Aderisci

Proroga esenzione pedaggio sfollati dell’Aquila, parla D’Alessandro

Il responsabile dell’Italia dei Diritti per l’Abruzzo: “Tale provvedimento è un atto dovuto.”

 

Secondo i dati forniti dal Comune dell'Aquila sono 6252 i cittadini che vivono sulla costa o fuori provincia e che sono costretti a fare i pendolari con il capoluogo abruzzese.

Il governatore della Regione Chiodi ha deciso di prolungare il periodo di esenzione dal pagamento dei pedaggi autostradali per i terremotati; in merito a tale problematica il responsabile dell’Italia dei Diritti per l’Abruzzo, Emiliano D’Alessandro ha dichiarato: “E’naturale prolungare tale periodo; si deve pensare anche a questo aspetto fondamentale del vivere quotidiano.”

 

D’Alessandro si augura che le autorità e il governo Berlusconi diano “sempre più importanza alle condizioni di vita degli sfollati, che sono ancora in evidente difficoltà” e meno rilevanza agli “spot elettorali che si possono evincere dalle immagini dell’Aquila, che spesso appaiono sulle televisioni di Berlusconi”.  

 

 

 

 

Ore cruciali per operai dell’Alcoa, la reazione di Gandolfi

Il responsabile dell’Italia dei Diritti per la Sardegna sottolinea: ”Il tavolo convocato oggi a Roma coinvolge tutte le parti meno una, ovvero l'Unione Europea.”

 

“Seguiamo con partecipazione e solidarietà la trattativa ottenuta dagli operai dell'ALCOA, che è stata procurata solo grazie a mobilitazioni estreme: fatte davanti al sonno dei rappresentanti del Governo Nazionale e Regionale” è quanto ha dichiarato il responsabile dell’Italia dei Diritti per la Sardegna, Federico Gandolfi, in merito alla negoziazione tra il governo e la multinazionale americana Alcoa.

 

Gandolfi denuncia però che “al tavolo delle trattative manca un referente importante come l’Unione Europea, garante del mercato interno, del lavoro e della concorrenza”.

 

Gandolfi continua: ”Mi auguro che da questo tavolo esca una presa di posizione chiara sui costi dell'energia e del lavoro nell'isola. Non più aiuti di stato ma rimborsi e compensi per l'insularità, così da riprendere quanto prima le produzioni o avviare una fase di transizione mirata alla salvaguardia dell'occupazione.”

Prolungata la linea 246 a Roma, una vittoria dell’Italia dei Diritti

Giuliano Girlando, viceresponsabile per la Capitale del movimento: “Un altro traguardo raggiunto a favore dei cittadini”


Roma, 1 febbraio 2010 – “Sono anni che noi dell’Italia dei Diritti ci battiamo per garantire ai romani una mobilità efficace e sicura. Con questo risultato, ottenuto dopo una lunga battaglia, ogni nostro sforzo è stato ripagato.” C’è grande esultanza nelle parole di Giuliano Girlando, viceresponsabile  per Roma dell’Italia dei Diritti, alla notizia che anche Castel di Guido avrà il suo collegamento diretto con Roma attraverso la linea ATAC 246.

 

La zona, nell'area ovest della Capitale, soffriva infatti della mancanza di una rete urbana che permettesse ai residenti un allacciamento più rapido con la città. L’Italia dei Diritti, attraverso l’impegno di un soddisfatto Franco Leggeri, responsabile per il XVIII municipio di Roma, ha sposato la causa dei cittadini che chiedevano a gran voce un potenziamento in termini di mobilità che potesse agevolare anche il raggiungimento delle strutture presenti nella località stessa, come la ASL, l’Oasi Naturalistica e il nuovo sito cimiteriale di Castel di Guido. “E’ importante informare i cittadini sulle istanze che si portano avanti. Il nostro pensiero va ora alle tante persone che potranno usufruire del servizio, soprattutto nelle periferie dov’è spesso carente”, continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro.

 

Il problema delle periferie urbane è infatti sempre al centro del dibattito pubblico. Spesso sono zone che vivono un grave disagio a causa di una cattiva gestione comunale che tende ad allargare la forbice, in termini di servizi offerti, tra il centro e le zone extraurbane. “Serve un grande piano sulla mobilità a Roma – conclude Girlando - un piano programmatico che riveda le fermate degli autobus e che le renda anche più sicure”.

 

 


Ritardi del Malpensa Express di Milano, la critica della Piredda

La responsabile per i trasporti dell’Italia dei Diritti: “Un vero flop che deve aprire gli occhi ai cittadini sulla realtà milanese sempre più vestita da spot elettorale”

E’ durato solo un giorno, quello dell’inaugurazione, il sogno di percorrere la tratta Milano-Malpensa in soli 29 minuti. I treni del Malpensa Express hanno infatti registrato 28 corse in ritardo su 32 e la cancellazione di 25. “Come accadde in occasione del debutto di Freccia Rossa, tutto avviene in perfetto orario e senza disagi per i passeggeri solo durante il taglio del nastro, davanti a politici e stampa. Poi, iniziano i veri problemi e chi ne fa le spese sono i viaggiatori e i cittadini”, commenta la responsabile per i trasporti dell’Italia dei Diritti, Maruska Piredda.

Il grande debutto di sabato scorso, un treno che partendo dalla stazione di Milano Cadorna ha attraversato il raddoppio dei binari nel tunnel-galleria di 3 chilometri e 300 metri di Castellanza (arrivando a Malpensa in appena 24 minuti e tre secondi), sembrava essere un servizio all’altezza delle aspettative. Ad oggi invece i disagi sono numerosi. “Fare arrivare un Malpensa Express in orario non è affatto un obiettivo secondario, sia per i pendolari ma anche per chi ha un aereo in partenza – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -. In questi casi, come spesso accade, il cittadino non può prendersela con nessuno ed è abbandonato al suo destino.”

Sono diverse le lamentele dei viaggiatori che, fiduciosi della nuova tratta, avevano accolto con gradi aspettative il treno da record. “Gradiremmo che Formigoni ci spiegasse come sta succedendo perché gli italiani meritano di sapere la verità”, ribadisce la Piredda. “Sembra un espediente di quelli usati in campagna elettorale che si rivela, dopo, essere un mero spot per l’attuale amministrazione. Milano, da capitale europea, merita trasporti più efficienti, binari e ferrovie all’avanguardia e una mobilità, in generale, degna di lei e dei suoi cittadini”.

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Blocco del traffico a Milano, Ragone critica il provvedimento di Palazzo Marino

Il viceresponsabile milanese dell’Italia dei Diritti: “Non serve a ridimensionare l’inquinamento”.

Milano - Il blocco del traffico a Milano? “E’ soltanto un palliativo che non risolve assolutamente il problema dell’inquinamento atmosferico”. Luca Ragone, viceresponsabile dell’Italia dei Diritti per il capoluogo lombardo, commenta in questo modo la decisione della Giunta Moratti di fermare per un giorno la circolazione veicolare in città al fine di ridurre il livello di polveri sottili nell’aria.

 

“Lo stop forzato delle automobili - continua Ragone - è soltanto una goccia nel mare, vi sono ben altri fattori che influiscono in maniera maggiore sulla qualità dell’aria che respiriamo. In primis il mancato rispetto delle più recenti normative sul risparmio energetico per quel che concerne la stragrande maggioranza degli impianti di riscaldamento installati nelle case dei milanesi. Basti pensare che allo stato attuale dei fatti sono pochissime le famiglie che dispongono di caldaie classe A. Agli Enti locali - conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - spetta l’applicazione rigorosa di un sistema di certificazione coerente con i principi normativi in essere in tema di risparmio energetico degli edifici”.

 

 

 

 

Arrestato a Roma il boss Bellocco, la soddisfazione di Soldà

Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Un altro duro colpo inferto alla criminalità organizzata che testimonia l’impegno delle nostre forze dell’ordine”

“Nonostante le scarse risorse economiche e il personale spesso insufficiente, gli uomini delle forze di polizia meritano tutto il nostro plauso per i risultati ottenuti. Un arresto che metterà a dura prova la sopravvivenza dell'omonima cosca di Rosarno”. Queste le parole del vicepresidente dell’Italia dei Diritti, Roberto Soldà, alla notizia della cattura del latitante Domenico Bellocco, affiliato della ‘ndrangheta che deve ancora scontare una condanna definitiva a 6 anni di reclusione per associazione a delinquere di tipo mafioso.

L’uomo è stato bloccato nella capitale nel corso di un'operazione condotta dalla squadra mobile di Reggio Calabria e da quella capitolina. Secondo gli inquirenti Bellocco stava prendendo in mano le redini dell'omonima cosca nel tentativo di creare nuove alleanze con gli altri clan. “I risultati potrebbero essere migliori se avessimo un maggiore impegno economico nei confronti delle forze dell’ordine, ma è pur vero – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - che loro riescono a portare a termine il lavoro malgrado le difficoltà. Lo Stato segna comunque la sua vittoria”.

La presenza del latitante a Roma, sostengono gli investigatori, era dovuta alla necessità di gestire i traffici illeciti di stupefacenti e armi, a cui si aggiungono anche estorsioni e usura. “L’ndrangheta, e tutte le mafie, devono sapere e toccare con mano che la lotta contro il crimine è tra le prerogative di un Paese come l’Italia, fortemente afflitto da questa piaga soprattutto al sud. Per questo credo che il governo possa fare di più – conclude Soldà – perché se oggi esultiamo di fronte a certe notizie il merito è tutto degli uomini dello Stato che mettono la propria vita al servizio del bene comune”.

 

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Il sì dell’Udc al legittimo impedimento, il commento di Girlando

Il responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti: “No a leggi ad personam, sono altre le priorità del Paese”

“Il legittimo impedimento è di fatto uno strumento per riproporre tematiche già contemplate nel Lodo Alfano”. Queste le parole di Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, in merito al parere favorevole dell’Udc sul legittimo impedimento solo se il Pdl non inserirà nel provvedimento ulteriori "scudi" in favore di ministri e sottosegretari.

 

“Ci troviamo in presenza - continua Girlando - del tentativo di mettere in atto un Lodo Alfano bis. E’ stato lo stesso avvocato Carlo Taormina, in una recente intervista, a confermare che è questo il vero obiettivo del governo. L’Italia dei Diritti ribadisce il proprio secco no a leggi ad personam che abbiano la finalità di garantire l’impunità del presidente del Consiglio. La riforma della Giustizia, cavallo di battaglia di questa maggioranza, sembra essere totalmente volta al raggiungimento di tale obiettivo senza tener conto per nulla dell’interesse della collettività. Mi riferisco - conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - al fatto che temi come l’adeguamento e la costruzione di nuove carceri, la mancanza di fondi da investire per i tribunali italiani e per le forze dell’ordine sono problemi che non sono in alcun modo presi in considerazione, da quella che viene spacciata per una riforma della giustizia”.

 

 

 

 


Rogo in casa di riposo a Santa Marinella, Celardo chiede giustizia

Rogo in casa di riposo a Santa Marinella, Celardo chiede giustizia

Il viceresponsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti: “L’assenza di controllo e il non rispetto della legge alla base della tragedia”

“Come movimento esprimiamo tutto il nostro cordoglio ai familiari delle vittime. Spesso ci si rivolge infatti a strutture private perché il sistema pubblico ha delle falle che creano le condizioni a strutture fatiscenti e irregolari di esistere.” Parla così il viceresponsabile regionale dell’Italia dei Diritti, Carmine Celardo, in merito al dramma accaduto all’Oasi Villa Chiara, una casa di riposo di Santa Marinella dove due anziani, di 91 e 82 anni, hanno perso la vita soffocati dalle esalazioni propagate da un incendio.

Le vittime sembrano state chiuse a chiave in un ripostiglio perché considerati dal personale della residenza “piuttosto irrequieti”. I gestori della casa di riposo, completamente abusiva, sono stati arrestati mentre due dipendenti sono state iscritte nel registro degli indagati della procura di Civitavecchia.“E’ incredibile come nessuno, tra clienti, medici, badanti e vari operatori, si sia mai accorto di nulla. Sarebbe bastata una segnalazione alla Guardia di Finanza per far scattare gli accertamenti – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -. La Asl non ha effettuato i controlli dovuti, ci aspettiamo dunque che il sindaco si costituisca parte civile in segno di solidarietà e chiediamo che la magistratura locale sia attivi per verificare se ci siano altre strutture non autorizzate nella zona”.

L’Oasi Villa Chiara (che sulla carta risultava come un "bed and breakfast"), pur non avendo nessuna convenzione con la Asl, era stata controllata un mese fa e aveva tutti i permessi necessari. Ma la "dependance" era sfuggita ai controlli degli ispettori perché secondo i titolari si trattava  di un magazzino. “La sicurezza in Italia viene troppo spesso violata per indifferenza e sciatteria – conclude Celardo –. E’ la mancata applicazione delle norme e dei controlli che ci fa scivolare in condizioni disumane”.

 

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Operaio si da fuoco e muore a Bergamo, Criseo lancia l’allarme

Il responsabile per la Lombardia dell’Italia dei Diritti: “Serve unità nel paese per trovare la soluzione dell’emergenza occupazionale”

 

“L’ultimo ed ennesimo sacrificio di un lavoratore, che decide di darsi fuoco per la perdita del posto di lavoro, dimostra a che punto siamo arrivati”. Questo è il monito di Giuseppe Criseo, responsabile per la Lombardia dell’Italia dei Diritti, in relazione alla vicenda dell’operaio bergamasco che in seguito al licenziamento si è tolto la vita dandosi fuoco.


“Il lavoro - continua Criseo - tra disoccupati, cassintegrati, persone con la casa all’asta perché non possono pagare il mutuo, aziende in crisi per la mancanza di liquidità è ormai una chimera.
La disperazione e la solitudine portano a gesti estremi che vanno evitati con la collaborazione di strutture pubbliche e private. Guai a lasciare solo chi è in difficoltà. In questi casi occorre fare gruppo per trovare le soluzioni, qui si vede lo spessore della classe politica e del movimento sindacale”.


“Per ricevere sussidi e cassa integrazione bisogna attendere mesi. Certo, chi vive con 15 o 20 mila euro di stipendio non può capire tali situazioni! Facciamo appello all’unità di un paese che sta sgretolandosi. Unità - conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - nella serietà delle soluzioni e non nei proclami”.

 


Celardo contro la chiusura della General Electric di Ferentino

Il viceresponsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti: “Motivazioni vaghe. Un segnale negativo per i lavoratori e per tutta l’industria italiana”

Dopo 34 anni la General Electric, l’impianto che produce sostanze chimiche per il trattamento delle acque e processi associati di Ferentino, in provincia di Frosinone, ha deciso di chiudere. L’Italia dei Diritti si schiera al fianco dei lavoratori che stanno protestando contro questa decisione. Il viceresponsabile regionale del movimento, Carmine Celardo, commenta: “La scelta della General Electric rappresenta un segnale negativo nei confronti dell’industria nostrana e straniera. Una decisione che influisce pesantemente sulla rappresentatività dell’Italia nella scena internazionale ma, soprattutto, che infonde ancora più sfiducia a livello occupazionale”.

I vertici aziendali della GE hanno stabilito che entro l’anno lo stabilimento dovrebbe chiudere, licenziando18 lavoratori, tra impiagati e operatori. La chiusura è stata giustificata in quanto farebbe parte di un piano di riorganizzazione su scala internazionale del comparto produttivo, al fine di migliorare e facilitare la distribuzione dei prodotti. “ Non si capisce come mai abbiano scelto l’unica sede in Italia della multinazionale, considerata il sito migliore in Europa per quantità di certificazioni in sicurezza e qualità – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro. – Bisogna contrastare la fuga di questi grandi marchi, ecco perché il governo deve intervenire per evitare che si diffonda questa sensazione di smobilitazione”.

 

Una politica aziendale che dunque non convince. Infatti, mentre lo stabilimento di Ferentino chiude, continueranno nella loro attività quello francese e belga, con meno certificazioni rispetto a quello ciociaro. I 18 dipendenti potrebbero perdere il lavoro per meri motivi campanilistici. “Il prossimo presidente della Regione Lazio dovrà affrontare anche questi problemi perché andranno ad incidere sull’andamento dell’economia locale. Ma ancor di più – conclude Celardo – peseranno in termini di fiducia da parte dei cittadini. Per questo sollecitiamo le organizziamo sindacali affinché si attivino con immediatezza e risolutezza”.

 

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Quarantott’ore di sangue a Latina, il punto della Nieddu

 

 

La viceresponsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti auspica un concreto intervento dello Stato

 

 

Tra la mattina di lunedì 25 e la sera di martedì 26 scorsi Latina è divenuta teatro di una più che probabile faida tra cosche malavitose per il riassetto dell’egemonia sul territorio. Sembrerebbero infatti collegabili all’agguato contro il capo clan Carmine Ciarelli le esecuzioni di Fabio Buonamano e Massimiliano Moro, personaggi legati ai fatti più sanguinosi della cronaca nera locale degli anni 90.

“I delitti di questi giorni devono richiamare immediatamente l’attenzione delle istituzioni affinché diano un apporto sostanziale alle forze dell’ordine”, commenta la viceresponsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti Anna Anieddu, che aggiunge: “Polizia e carabinieri, lasciati troppo soli nella lotta alla criminalità, avrebbero bisogno di programmare interventi coordinati di ampio respiro come accade nel resto d’Italia per la lotta alla mafia. Auspico una seria presa di posizione dei rappresentanti eletti, – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – maestri indiscussi nel promettere la sicurezza da mulini a vento piuttosto che nel prevenire il radicamento di fenomeni cancerogeni per la comunità, come nei casi di Fondi e Rosarno”.  

 

 

 

 

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