Dalla gestione territoriale tra Salerno e la Basilicata al ruolo di consigliere ombra nazionale, Fella illustra il piano d'azione del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, guidato dal giornalista Antonello De Pierro, per smascherare le amministrazioni inefficienti e garantire la legalità a tutela dei corpi collettivi

Salerno - Nel cuore di una stagione politica che richiede risposte concrete e trasparenza assoluta, il movimento Italia dei Diritti - De Pierro ha individuato in Corrado Fella l'interprete ideale del proprio programma di vigilanza territoriale. In qualità di segretario provinciale per il territorio di Salerno e commissario straordinario per la Basilicata, Fella coordina una fitta rete di responsabili locali, operando contemporaneamente come consigliere ombra su scala nazionale secondo le direttive del presidente Antonello De Pierro. La sua missione non è quella di occupare spazi di potere, ma di presidiare le istituzioni, garantendo che l'efficienza amministrativa non sia più un’opzione, ma un obbligo nei confronti dei cittadini. In questa conversazione Fella delinea i contorni di una sfida che punta a cambiare radicalmente il rapporto tra amministratori e amministrati.
Siamo con Corrado Fella, figura chiave del movimento Italia dei Diritti - De Pierro. segretario provinciale a Salerno, commissario straordinario in Basilicata e consigliere ombra su scala nazionale. Fella, il presidente Antonello De Pierro è stato chiaro: il vostro obiettivo è monitorare ogni singolo comune italiano. Qual è il senso profondo di questa missione?
La linea tracciata dal presidente De Pierro è inequivocabile. Siamo qui per lanciare un messaggio chiaro a chi amministra la cosa pubblica: la pacchia è finita. Il nostro compito è restare con il fiato sul collo delle maggioranze politiche e delle istituzioni. Non siamo osservatori passivi, ma sentinelle attive. Monitoriamo l'operato di chi governa per garantire che ogni azione sia improntata all'efficienza e alla legalità, agendo esclusivamente a beneficio dei corpi collettivi.
Il metodo dei "consiglieri ombra" è il marchio di fabbrica dell'Italia dei Diritti - De Pierro. Come si traduce questo ruolo nella sua attività quotidiana tra Salerno, la Basilicata e il resto d'Italia?
Il consigliere ombra è l'incubo degli amministratori inefficienti. In provincia di Salerno e in Basilicata, così come su tutto il territorio nazionale, agisco per censurare, criticare e denunciare duramente tutte quelle gestioni che non si dimostrano virtuose. Se una strada è pericolosa, se un servizio pubblico è carente o se ci sono ombre sulla gestione amministrativa, noi interveniamo con esposti e denunce. Ma attenzione: il nostro non è un pregiudizio. Siamo pronti a incoraggiare e lodare quelle amministrazioni che, al contrario, fanno registrare una buona capacità gestionale. Il nostro unico interesse è il rispetto dei diritti.

Lei coordina territori vasti e complessi. Qual è la sfida più grande nel portare avanti il programma di De Pierro in queste aree?
La sfida è culturale. Dobbiamo far capire che la politica non è un privilegio per pochi, ma un servizio ispettivo costante. Grazie alla rete dei responsabili territoriali voluta dal Presidente, riusciamo a essere ovunque. A Salerno e in Basilicata stiamo dimostrando che non serve una poltrona per cambiare le cose: basta la forza delle nostre denunce e la capillarità del monitoraggio. Le istituzioni sanno che, se sbagliano, l'Italia dei Diritti - De Pierro sarà lì a chiederne conto.
Molti vi definiscono "intransigenti". È questa l'unica via per ottenere risultati?
Se per intransigenza si intende non fare sconti a chi calpesta i diritti dei cittadini, allora sì, lo siamo. Antonello De Pierro ha impostato il movimento su una "ghigliottina etica" che non ammette deroghe. La nostra è una battaglia per la legalità. Quando denunciamo un'amministrazione per incuria, lo facciamo perché crediamo che la dignità dei corpi collettivi sia sacra e che ogni centesimo pubblico debba essere speso con efficienza.
Cosa risponde a chi accusa il movimento di voler solo "disturbare" il lavoro delle amministrazioni con questo monitoraggio ossessivo?
Rispondo che chi lavora bene non ha nulla da temere. Il monitoraggio ispettivo voluto dal presidente De Pierro è uno strumento di igiene democratica. Censurare e denunciare le amministrazioni non virtuose è un dovere morale: il nostro "disturbo" è in realtà la protezione dei diritti dei corpi collettivi contro l'inerzia e la malagestione. Al contrario, le istituzioni capaci troveranno in noi i primi alleati pronti a incoraggiare il loro operato.
In qualità di segretario a Salerno e commissario in Basilicata, come coordina l'azione dei responsabili territoriali per garantire che il grido "la pacchia è finita" arrivi ovunque?
La struttura creata da De Pierro è gerarchica e rigorosa. Ogni responsabile territoriale agisce come una sentinella locale che riferisce costantemente. Il mio ruolo è assicurarmi che ogni segnalazione si trasformi in un'azione concreta, che sia una critica pubblica o una denuncia formale. Non lasciamo zone d'ombra. Il nostro obiettivo è la capillarità assoluta per garantire efficienza e legalità in ogni singolo ufficio pubblico del territorio.
Un’ultima battuta: cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi mesi sotto la sua supervisione territoriale?
Aspettatevi ancora più presenza, ancora più sopralluoghi e, se necessario, ancora più denunce. Non abbasseremo la guardia. Che si tratti di un piccolo borgo in Basilicata o di un grande comune nel Salernitano, il fiato sul collo resterà costante. Come dice il presidente De Pierro: il tempo della gestione opaca è terminato.