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Legge su femminicidio un contenitore vuoto, duro atto d’accusa di Antonello De Pierro tra lacune normative e il dramma di Anguillara Sabazia

Il leader dell'Italia dei Diritti - De Pierro denuncia l'inefficacia della nuova norma: "Inutile inasprire le pene quando il sangue è già versato. Senza supporto psicologico obbligatorio la legge resta solo un'ipocrisia per lavarsi la coscienza"

Roma - La recente introduzione della Legge 181/2025, che ha istituito l’art. 577 bis del Codice Penale rendendo il femminicidio un reato autonomo, doveva rappresentare nelle intenzioni del legislatore la svolta decisiva. Eppure, per chi da anni presidia il fronte della tutela dei diritti e della sicurezza sociale, questa norma appare come l’ennesimo castello di carte costruito su una visione meramente punitiva e tardiva.

A guidare questa critica serrata è Antonello De Pierro, giornalista e presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, che già in passato, ospite di prestigiose kermesse dedicate all'universo femminile, talvolta nobilitate dalla presenza di icone del cinema e dell'impegno civile come Maria Grazia Cucinotta e Adriana Russo, aveva denunciato l’insufficienza dell’Art. 612 bis sullo stalking. Oggi, di fronte al nuovo assetto normativo, la sua analisi si fa ancora più tagliente: la nuova legge è pressoché inutile e non ridurrà la tragica contabilità delle vittime.

Il dramma di Anguillara. Quando il dolore incontra l’assenza delle istituzioni

Il pensiero di De Pierro non nasce solo da una disamina giuridica, ma è intriso di una profonda partecipazione emotiva, rinvigorita recentemente dalla partecipazione ai funerali di Federica Torzullo, la vittima dell’efferato delitto di Anguillara Sabazia. Una vicenda che ha scosso l’Italia intera e che ha colpito De Pierro anche sotto il profilo personale. Il leader dell'Italia dei Diritti - De Pierro conosceva infatti la vittima, con cui in un paio di circostanze aveva scambiato parole cordiali presso l’Aeroporto di Fiumicino, dove in passato ha peraltro lavorato come poliziotto. Un legame cementato anche dalle comuni origini lucane; la Torzullo era infatti originaria di Galicchio, a breve distanza da Roccanova e Gorgoglione, paesi natii dei genitori di De Pierro.

Al rito funebre, De Pierro è intervenuto per testimoniare la vicinanza sua e del movimento che presiede,, accompagnato da Ylenia Massimini, responsabile per l'Area del Lago di Bracciano, e da Sandra Germogli, vice responsabile della medesima area e candidata a sindaco di Anguillara Sabazia sotto il simbolo dell'Italia dei Diritti - De Pierro.

L’occasione ha però messo a nudo un’altra piaga: la solitudine delle istituzioni locali.

"È inaccettabile — ha dichiarato De Pierro — che l’unica rappresentanza istituzionale extra-anguillarina fosse quella della Città Metropolitana con il vicesindaco Pierluigi Sanna. Dove erano la Regione e il Governo? Questa assenza è la prova provata che la politica nazionale non riserva al fenomeno l’attenzione che merita, limitandosi a legiferare sull'onda dell'emozione senza mai sporcarsi le mani con la realtà del territorio".

La discriminazione parte dalle istituzioni: la battaglia sulle quote rosa

L'Italia dei Diritti - De Pierro da tempo porta avanti una battaglia contro quelle giunte comunali (oltre il 40% in Italia nei comuni sotto i 3000 abitanti) che ignorano la norma sulle quote rosa. Secondo il movimento, il nesso tra politica e violenza è più stretto di quanto appaia. Se il messaggio di discriminazione e di esclusione della donna dai luoghi del potere parte proprio dai palazzi delle istituzioni, si favorisce indirettamente quel retaggio subculturale che alimenta la visione della donna come oggetto subordinato, preludio psicologico al femminicidio.

Il fallimento della repressione: l’illusione dell’art. 577 bis

Il fulcro della critica di De Pierro risiede nell'inutilità di una legge che interviene quando il sangue è già stato versato.

"Il femminicida, nella stragrande maggioranza dei casi, non è un delinquente abituale. Non ha un curriculum criminale. È un uomo in preda a una fragilità emotiva esiziale, stritolato dalla sindrome dell’abbandono. In quel momento, a quel soggetto, non importa nulla della legge sul femminicidio o della pena prevista. L'idea 'se non sarai mia non sarai di nessun altro' annulla ogni deterrente sanzionatorio".

Mentre il legislatore si concentra sulla repressione, agendo con una logica che De Pierro definisce "quasi medievale o affine alla Sharia", si ignora totalmente l'evoluzione mentale del carnefice. Una condanna esemplare non riporterà in vita Federica e le altre vittime di violenza di genere, né restituirà i genitori e in questo caso anche i nonni ai bambini rimasti orfani, vittime collaterali di un sistema che non ha saputo prevenire.

La proposta dell'Italia dei Diritti - De Pierro: supporto psicologico obbligatorio

La sfida, secondo il movimento, deve essere in primis culturale e psicologica. La legge 181/2025 è un contenitore vuoto perché privo di strumenti preventivi. De Pierro invoca misure rivoluzionarie:

Supporto psicologico obbligatorio per gli ammoniti: Chiunque venga querelato per stalking deve essere immediatamente inserito in un percorso di sostegno e monitoraggio psichiatrico.

Consulenza psichiatrica nelle separazioni: Rendere obbligatoria, come condizione essenziale per avviare la procedura di separazione, l'allegazione di una consulenza specialistica che funga da ausilio per il giudice, identificando precocemente i segnali di un'elaborazione distorta della fine della relazione.

Senza questi innesti, la legge sul femminicidio rimarrà solo una "fonte ipocrita", utile alla politica per lavarsi la coscienza davanti alle telecamere, mentre nella realtà quotidiana le donne continueranno a vivere nell'incubo di un amore inteso come possesso e non come libertà. L'ordinamento di uno stato democratico ha il dovere di fermare la mano prima che questa colpisca, garantendo la certezza dell'impedimento anziché la sola, e tardiva, certezza della pena.

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