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Italia dei Diritti

Movimento politico nazionale
per la difesa dei diritti dei cittadini.

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Con Barbuto i territori diventano l'avanguardia del riscatto civico, intervista esclusiva ad Antonello De Pierro

Il leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro svela i dettagli del nuovo corso impresso al movimento: "Non siamo mai stati una forza locale, ma oggi, con la nomina di un fuoriclasse dell'organizzazione territoriale alla guida delle nostre segreterie locali, colmeremo ogni zona scoperta del Paese per istituzionalizzare definitivamente la nostra politica di prossimità"

Roma – Lo incontriamo a poche ore dall'annuncio che ha ridefinito l'organigramma nazionale del movimento. Antonello De Pierro, presidente dell'Italia dei Diritti-De Pierro, non nasconde l'entusiasmo. La scrivania è sommersa dalle planimetrie organizzative delle nuove segreterie provinciali in fase di inaugurazione, a testimonianza del fatto che la macchina operativa, sotto la spinta della nuova nomina, si è già messa in moto a pieno regime.

Presidente De Pierro, andiamo subito al punto. Affidare a Danilo Barbuto la carica di responsabile nazionale del Coordinamento Territoriale e dei Circoli è una mossa che ridefinisce gli equilibri interni ed esterni del movimento. Perché proprio lui e perché in questo preciso momento storico?

«Guardi, la politica odierna soffre di un male oscuro: l'evanescenza. I partiti si sono trasformati in comitati elettorali digitali, privi di carne, sangue e, soprattutto, di radicamento reale. L'Italia dei Diritti ha sempre remato in direzione ostinata e contraria rispetto a questa deriva. In quest'ottica, la scelta di Danilo Barbuto non è semplicemente opportunistica, è scientifica. Danilo è l'uomo che ha dimostrato al Paese, partendo dalla trincea dei Meetup di Roma, che la democrazia dal basso non è un'utopia se supportata da un metodo rigoroso, da una logistica impeccabile e da una dedizione totale al territorio. Scegliere lui oggi significa dire all'Italia che la nostra fase di radicamento entra in un'era di maturità geometrica. Non vogliamo solo essere presenti, vogliamo essere capillarmente incidenti».

Parliamo del ruolo specifico: "Coordinamento Territoriale e Circoli". Nella pratica quotidiana, come si tradurrà la regia di Barbuto per i cittadini che già frequentano o frequenteranno l'Italia dei Diritti-De Pierro?

«Significa standardizzare l'eccellenza. Il circolo, per noi, non è un luogo dove ci si riunisce per fare sterile filosofia politica o per spartirsi percentuali di potere che non esistono. Il circolo dell'Italia dei Diritti deve essere un presidio di legalità, un tribunale del popolo a cui il cittadino può rivolgersi quando la burocrazia lo schiaccia, quando l'ospedale non lo cura, quando l'amministrazione locale gira la testa dall'altra parte. Danilo ha il compito di prendere questo modello, che noi applichiamo da anni, e renderlo un protocollo rigido, replicabile e impeccabile in ogni singola sede. Gestirà la formazione dei coordinatori, detterà i tempi della mobilitazione e, soprattutto, applicherà quella disciplina organizzativa che è il suo marchio di fabbrica. Con Barbuto alla guida, chi entra in un nostro circolo troverà una struttura pronta a combattere la sua battaglia dal giorno zero».

Molti associano la storia di Barbuto alla nascita del fenomeno politico che ha governato Roma. Lei ha l'ambizione di replicare quel modello organizzativo su scala nazionale?

«Replicheremo la parte sana di quel modello: la capacità di ascolto, la selezione meritocratica della classe dirigente partendo dal fango dei territori, l'entusiasmo della partecipazione pura. Ma con una differenza sostanziale: l'Italia dei Diritti ha un'identità valoriale solida, storica e strutturata, che non rischia di sciogliersi come neve al sole di fronte alle prime responsabilità istituzionali. Danilo sa perfettamente dove quel meccanismo si è inceppato in passato, proprio perché è stato un purista delle origini che ha visto deviare il percorso. Portare la sua esperienza da noi significa mettere a disposizione dei nostri circoli un patrimonio di "anticorpi" contro gli errori della vecchia politica. Non vogliamo creare un fenomeno passeggero, stiamo costruendo l'ossatura del civismo italiano dei prossimi vent'anni».

Nel testo della nomina e nelle sue dichiarazioni recenti, c'è un forte richiamo alla natura nazionale del movimento. Avete voluto ribadire con forza che l'Italia dei Diritti-De Pierro non è una realtà confinata al Lazio. Perché tiene così tanto a sottolineare questo aspetto?

«Perché è la verità storica, ed è giusto che la precisione giornalistica e politica venga ristabilita. L'Italia dei Diritti non è mai stata una forza locale o regionale. Già nel quadriennio tra il 2008 e il 2011 eravamo una realtà presente da nord a sud: avevamo nuclei attivi e battaglieri in Liguria, in Friuli, in Lombardia, fino alla Calabria. Abbiamo radici profonde e storiche in Campania e in Basilicata, una presenza strutturata in Abruzzo e in Veneto. Il Lazio è chiaramente il nostro epicentro logistico, ma la nostra visione è sempre stata nazionale. La nomina di Barbuto serve esattamente a questo: non a "creare" la dimensione nazionale, che esiste già nel nostro DNA e nella nostra storia, ma a potenziarne la capillarità in modo geometrico, andando a coprire con precisione chirurgica quelle aree e quei piccoli comuni dove i cittadini ancora non avevano una nostra segreteria di riferimento. Danilo unificherà queste realtà sotto un'unica, potentissima regia».

Questo potenziamento delle segreterie territoriali come si sposa con la vostra storica iniziativa dei "consiglieri ombra"?

«Le segreterie locali sono le caserme, i consiglieri ombra sono i soldati in prima linea. Le due cose sono indissolubili. Una segreteria forte produce consiglieri ombra motivati e competenti; a loro volta, i consiglieri ombra portano all'interno della segreteria le istanze reali del territorio. Danilo Barbuto coordinerà questa sinergia. Il nostro obiettivo è fare in modo che ogni segreteria diventi il centro di comando di una squadra di consiglieri ombra capaci di monitorare i consigli comunali, studiare le delibere, denunciare gli sprechi e proporre soluzioni alternative. Vogliamo che gli amministratori locali sentano il fiato sul collo di una struttura che non fa sconti a nessuno. Se un assessore non fa il suo dovere, il nostro consigliere ombra, supportato dalla nostra segreteria  locale,  guidata a sua volta dalla regia nazionale di Barbuto, sarà pronto a inchiodarlo alle sue responsabilità davanti all'opinione pubblica».

Il responsabile nazionale per la Politica Interna Carlo Spinelli ha espresso grande soddisfazione per questo assetto. Come si coordineranno le strutture locali con la nuova direzione nazionale di Barbuto?

«Carlo Spinelli è un pilastro di questo movimento e la sua soddisfazione è la dimostrazione di come la dirigenza dell'Italia dei Diritti ragioni all'unisono. Non ci saranno sovrapposizioni, ma una cooperazione armonica. Le strutture locali, come quella provinciale romana guidata proprio da Spinelli, beneficeranno enormemente di una linea guida nazionale chiara e di un supporto logistico-organizzativo di primissimo ordine come quello fornito da Danilo. Ci sarà un canale diretto tra i coordinatori regionali, i segretari provinciali e l'ufficio di Barbuto. Questo eliminerà i tempi morti e permetterà di lanciare campagne nazionali simultanee in tutta Italia, dalle Alpi al Tavoliere, con la stessa intensità e la stessa precisione».

Presidente De Pierro, per concludere: qual è il messaggio che, attraverso quest'intervista e questa nomina, vuole lanciare a tutti quegli attivisti territoriali che oggi si sentono orfani di una guida politica seria?

«Il messaggio è semplice: le porte dell'Italia dei Diritti sono aperte a chi ha voglia di sporcarsi le mani sul territorio per il bene comune. A tutti coloro che hanno creduto nella democrazia dal basso e si sono visti traditi dai verticismi dei partiti tradizionali, io dico: noi siamo qui, non abbiamo mai cambiato rotta e oggi abbiamo in squadra l'uomo che quella rotta sa come tracciarla con precisione millimetrica. Venite nel nostro movimento e mettetevi in gioco come consiglieri ombra. Con la determinazione del nostro movimento, la guida di Danilo Barbuto sul territorio e la fermezza dei nostri valori, riprenderemo a difendere i diritti calpestati di questo paese, comune per comune, strada per strada».

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