Il sindaco Claudio Giustini attacca la stampa e le segnalazioni del movimento alla presenza del presidente Antonello De Pierro, impossibilitato a replicare per regolamento. Il noto giornalista d'inchiesta e leader del movimento affida ai canali mediatici una risposta dettagliata e preannuncia un cambio di passo radicale: "Informazione è responsabilità civile. Saremo sentinelle inflessibili a tutela dei cittadini, senza genuflessioni". Sotto la lente anche le affermazioni sul presunto "danno d'immagine" e l'attesa dei verbali ufficiali sull'albo pretorio

Roma - Mercoledì scorso si è tenuto il consiglio comunale d’insediamento a Percile, l’incantevole borgo della Valle dell’Aniene immerso nella cornice naturalistica del Parco dei Monti Lucretili, a seguito delle recenti consultazioni elettorali. La seduta, presieduta dal sindaco neoeletto e riconfermato Claudio Giustini, ha visto l’insediamento ufficiale, tra i banchi dell'opposizione, dei consiglieri eletti per il movimento Italia dei Diritti - De Pierro: Luca Hammad, già candidato alla carica di primo cittadino, e Barbara Pasquini, risultata la figura più votata in assoluto tra tutti i candidati alla carica di consigliere.
Tuttavia, l'avvio della nuova consiliatura è stato contrassegnato da un episodio che ha creato un clima di tensione istituzionale, suscitando profonda perplessità sul piano del galateo istituzionale e del principio del contraddittorio. Prima ancora di prestare il solenne giuramento di rito, il sindaco Giustini ha ritenuto di dover prendere la parola per rivolgere pubblicamente una serie di contestazioni, incentrate su articoli giornalistici e segnalazioni territoriali apparsi nei mesi precedenti su diverse testate.
Il primo cittadino ha indirizzato la propria intemerata direttamente al presidente del movimento, il noto giornalista d’inchiesta Antonello De Pierro, presente tra il pubblico. Come da consolidata tradizione, infatti, il leader del movimento presenzia personalmente, ove possibile, alla seduta inaugurale delle assise civiche in cui si insediano gli eletti sotto il simbolo dell'Italia dei Diritti-De Pierro. Sfruttando la cornice di una seduta pubblica e la rigida applicazione del regolamento consiliare, che, com'è noto, inibisce la parola al pubblico presente e ai non componenti dell'assise, il sindaco ha dato vita a un monologo critico privo di qualsivoglia possibilità di replica immediata da parte del destinatario, costringendo quest'ultimo ad affidare ai canali d'informazione la necessaria e puntuale ricostruzione dei fatti.
La disamina delle contestazioni del sindaco, i fatti e le repliche
Il capo dell'amministrazione comunale ha focalizzato il proprio intervento su tre specifici nodi della cronaca locale e dell'attività di sindacato ispettivo svolta sul territorio dal movimento. Questioni che l'Italia dei Diritti-De Pierro rivendica fermamente come espressione della propria identità politica e del diritto di cronaca.
Il manto stradale dissestato e il concetto di "incuria"
La prima censura mossa dal sindaco Giustini ha riguardato la segnalazione, sollevata nei mesi scorsi dai "consiglieri ombra" Luca Hammad (all'epoca non ancora candidato nel comune) e Martina Perrotta, relativa a un vistoso dissesto del manto stradale situato esattamente all'ingresso della piazza principale del borgo. La criticità, riscontrabile ictu oculi da chiunque accedesse al centro cittadino, era stata successivamente sanata in tempi brevi dall'amministrazione comunale, nonostante, come emerso, la competenza formale sul tratto viario appartenesse alla Città Metropolitana di Roma Capitale, rimasta inerte nella circostanza.
Il sindaco ha espresso vivo disappunto per l'utilizzo della parola "incuria" apparsa nelle titolazioni degli organi di stampa. Sul punto, i vertici del movimento precisano due elementi cardine sotto il profilo della correttezza dell'informazione.
Circa l'autonomia editoriale e titolazione viene ribadito che il termine "incuria" figurava nel titolo della notizia come legittima scelta editoriale delle redazioni giornalistiche e non come dicitura diretta dei consiglieri ombra. In ogni caso, dinanzi a una fessurazione stradale evidente all'ingresso del fulcro urbano di una località turistica, la qualificazione dello stato dei luoghi in termini di incuria oggettiva rientra pienamente nei canoni del diritto di critica e di cronaca, da Percile fino a Canicattì.
Poi viene spiegata la catena di coordinamento interno. Pur sostenendo integralmente l'operato dei propri responsabili territoriali nell'applicazione del cosiddetto "metodo De Pierro", che impone una vigilanza assidua e senza sconti di colore politico sui disservizi, la presidenza del movimento non esercita un controllo gerarchico e diretto sulle singole segnalazioni locali. Il coordinamento di tali attività è infatti competenza quasi esclusiva del segretario provinciale del territorio, con la supervisione del responsabile per la Politica Interna Carlo Spinelli (cariche che, nella fattispecie, risultano rivestite dalla medesima persona).
Le barriere architettoniche e il "borgo dell'esclusione"
La seconda contestazione ha investito il dibattito mediatico sollevato dal movimento circa la totale inaccessibilità della casa comunale per i cittadini con disabilità motoria, a causa della presenza di barriere architettoniche insormontabili. A dimostrazione della centralità del tema, l'Italia dei Diritti-De Pierro aveva candidato nella propria lista Fabrizio Massimini, cittadino affetto da disabilità motoria.
Se Massimini fosse stato eletto, il Comune di Percile si sarebbe trovato nella paradossale e istituzionalmente insostenibile situazione di non poter consentire a un membro eletto del consiglio di accedere all'aula consiliare per l'esercizio del proprio mandato. Alcuni articoli di stampa avevano conseguentemente definito il comune come "borgo dell'esclusione".
Il sindaco Giustini ha replicato sostenendo di essere già a perfetta conoscenza della problematica, arguendo che non vi fosse alcuna necessità di sollevarla pubblicamente e annunciando comunque un impegno per affrontare il problema. Una tesi che l'Italia dei Diritti-De Pierro respinge con fermezza.
L'argomentazione sindacale svilisce il ruolo dell'informazione d'inchiesta. Sostenere che una criticità strutturale non debba essere denunciata solo perché la maggioranza "ne è già a conoscenza" (senza tuttavia avervi posto rimedio in quasi 6 anni di mandatp, in cui non vi è un solo atto del consiglio che citi anche solo marginalmente il problema) equivarrebbe a contestare a trasmissioni televisive di denuncia, quali Report, la documentazione di un disservizio pubblico con la motivazione che gli amministratori ne siano già edotti.
Il diritto di accesso alla casa comunale e la partecipazione alle sedute consiliari pubbliche non sono concessioni, bensì diritti inalienabili sia per i consiglieri sia per i comuni cittadini che desiderino prendere parte alla vita politica del proprio paese. La denuncia di tale esclusione fisica costituisce un preciso atto di responsabilità civile.
La qualificazione dell'aggressione subita dal leader
L'elemento che ha destato maggiore sconcerto nel presidente Antonello De Pierro è stata la terza contestazione, relativa alla copertura giornalistica dell'aggressione fisica da lui subita a Percile la sera dello spoglio elettorale da parte di un cittadino residente a Vicovaro.
Tale episodio si era verificato a soli quattro giorni di distanza dai gravissimi accadimenti di Vicovaro, dove il comizio di chiusura della campagna elettorale del movimento era stato forzatamente sospeso per l'azione di disturbo, gli insulti e le minacce espressi da alcuni presenti, in un contesto di totale assenza delle istituzioni locali e delle forze dell'ordine (giunte sul posto con un ritardo di circa 40 minuti), che non aveva garantito il rispetto dell'ordinanza di divieto di transito e sosta nella piazza emanata dalla commissaria prefettizia. In quell'occasione, solo la decisione del giornalista De Pierro di sospendere il comizio aveva evitato degenerazioni dell'ordine pubblico, nonostante l'imperdonabile sottovalutazione del rischio per l'incolumità di un soggetto con il suo esposto profilo professionale.
Il sindaco Giustini ha eccepito sull'uso giornalistico del termine "agguato" e sulla menzione della località di Percile nelle cronache. Pur ribadendo il sincero apprezzamento per la solidarietà espressa nell'immediatezza dei fatti dalla cittadinanza percilese (del tutto estranea all'accaduto), dallo stesso sindaco e per il tempestivo intervento dei Carabinieri della stazione di Licenza, il movimento rileva l'ineccepibilità logistica e lessicale della cronaca dei fatti: l'aggressione è materialmente avvenuta nel territorio comunale di Percile, anche se, come spiegato, perpetrata da un cittadino di Vicovaro, e la terminologia utilizzata rientra nell'alveo delle corrette e proporzionate qualificazioni di un'azione violenta e repentina ai danni di un cittadino.
Il presunto "danno d'immagine" e l'esercizio del diritto di cronaca
L'aspetto più critico sotto il profilo della tenuta democratica del dibattito è emerso allorché il sindaco Giustini ha evocato l'esistenza di un presunto "danno d'immagine" patito dal Comune di Percile in ragione delle pubblicazioni giornalistiche descritte.
L'Italia dei Diritti-De Pierro respinge integralmente tale impostazione, evidenziando come la giurisprudenza di legittimità tuteli rigorosamente il diritto di cronaca e di critica politica qualora sussistano i requisiti dell'interesse pubblico della notizia, della verità oggettiva o putativa dei fatti e della continenza del linguaggio. La denuncia di una barriera architettonica in un edificio pubblico, la segnalazione di un dissesto stradale e il resoconto di un'aggressione di rilevanza pubblica non possono in alcun modo configurare un danno d'immagine ingiusto, rappresentando invece il sacrosanto esercizio del diritto di cronaca, dell'informazione e della libera manifestazione del pensiero, garantiti dall'articolo 21 della Costituzione Italiana.
Nel esercizio del monitoraggio istituzionale proprio del movimento, il presidente Antonello De Pierro ha formalmente reso noto di attendere la pubblicazione ufficiale sull'albo pretorio del Comune di Percile dei verbali integrali della seduta consiliare, al fine di verificare l'esatta e letterale trascrizione delle dichiarazioni rese dal sindaco Giustini dinanzi al consesso cittadino. riservandosi di valutare ogni altra replica integrativa a tutela del diritto al contraddittorio, purtroppo coartato nella circostanza, pur ritenendo esaurito al momento ogni spunto per controbattere.
Il nuovo corso dell'Italia dei Diritti-De Pierro a Percile
A margine della seduta, il movimento ha tracciato le linee guida della nuova consiliatura, ufficializzando una netta e radicale discontinuità rispetto al passato.
Il rinnovamento totale della rappresentanza
La leadership del movimento ha chiarito le ragioni del profondo rinnovamento della proposta politica a Percile. La passata rappresentanza consiliare è stata interamente azzerata e nessun amministratore uscente è stato ricandidato, a causa di una riscontrata "inerzia" nell'attività istituzionale, che ha disatteso le aspettative dei cittadini. I vertici del movimento non hanno esitato ad ammettere l'esistenza di errori di valutazione compiuti da chi, quasi sei anni fa, predispose le liste elettorali.
A differenza di allora, epoca in cui il "metodo De Pierro" e il sistema ispettivo dei consiglieri ombra non erano ancora pienamente collaudati per sopperire all'immobilismo degli eletti, oggi il movimento dispone di una struttura radicata, capace di attivare all'occorrenza un monitoraggio capillare su ogni singolo atto amministrativo.
L'obiettivo del recupero del consenso
Il movimento riparte dalla necessità di dare risposte a quel 30% di elettori, che in passato hanno sostenuto il movimento e che, delusi dalla precedente gestione amministrativa, hanno scelto di astenersi disertando le urne. È proprio a questo bacino di cittadinanza che i neoeletti Hammad e Pasquini intendono restituire rappresentanza, attraverso un'opposizione di alto spessore tecnico-culturale.
Una linea consiliare ad adiuvandum, ma senza genuflessioni
La posizione dell'Italia dei Diritti - De Pierro in consiglio comunale sarà rigorosamente improntata al principio giuridico e politico ad adiuvandum., basato su una collaborazione costruttiva, laddove il gruppo consiliare valuterà ogni singolo provvedimento della maggioranza in base all'esclusivo parametro della tutela dell'interesse pubblico e dei diritti dei cittadini, offrendo sostegno alle iniziative conformi agli standard del movimento,.ma soprattutto su nessuna subordinazione, in quanto l'atteggiamento costruttivo non si tradurrà mai in una condotta genuflessa o acritica nei confronti della maggioranza, come purtroppo verificatosi in contesti passati. Qualora le proposte dell'amministrazione non risultino conformi ai parametri di efficienza, trasparenza e legalità stabiliti dalle linee guida del movimento, verrà data dura e intransigente battaglia nell'aula consiliare e fuori dall'aula stessa. .
A garantire l'osservanza di tale linea politica sarà lo stesso Antonello De Pierro, la cui azione di vigilanza istituzionale sul quadrante geografico di riferimento è rafforzata dal suo ruolo di consigliere in carica presso l'Unione dei Comuni della Valle Ustica, ente intercomunale all'interno del quale è stato appena eletto, in rappresentanza, anche il neo-consigliere comunale di Percile Luca Hammad.
L'Italia dei Diritti-De Pierro auspica fermamente che per il prosieguo della consiliatura si assista a un radicale mutamento di atteggiamento da parte della maggioranza, evitando il ripetersi di attacchi unilaterali in sede pubblica privi di contraddittorio. Il modus operandi del movimento rimarrà immutato: utilizzo rigoroso dei canali formali delle istituzioni deputate al controllo e ricorso sistematico agli organi d'informazione. Perché, come storicamente ribadito dal suo fondatore, l'informazione è, e rimarrà sempre, un irrinunciabile atto di responsabilità civile.
