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Italia dei Diritti

Movimento politico nazionale
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Ruggito Italia dei Diritti a Vicovaro, movimento di De Pierro scende in campo per reclamare legalità e stabilità

Dalla disfatta delle firme "sciolte" sanzionata dal Consiglio di Stato al fallimento dello strappo sui rifiuti, la compagine che fa capo al giornalista romano lancia la sfida finale per restaurare la trasparenza amministrativa e blindare il futuro di Vicovaro nell'Unione

Roma – Non è solo una candidatura, è una scossa tellurica che ridisegna i confini del possibile. A Vicovaro, nel cuore della Valle dell’Aniene, dove il tempo sembrava essersi fermato tra ricorsi legali e commissariamenti, il movimento Italia dei Diritti – De Pierro annuncia ufficialmente la propria discesa in campo per le elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026. Una decisione che arriva come il culmine di una lunga marcia di coerenza, trasparenza e rigore istituzionale, orchestrata dal leader nazionale Antonello De Pierro, dal segretario provinciale Carlo Spinelli e dal braccio operativo sul territorio, Giovanni Ziantoni.

Una scelta di alta strategia nazionale

A differenza delle consuete dinamiche locali, la "pratica Vicovaro" non è stata risolta tra le mura di un direttivo provinciale. Antonello De Pierro, con la lungimiranza che lo contraddistingue, ha voluto che fosse il direttivo nazionale del movimento a dare il via libera definitivo. Una scelta che eleva la sfida di Vicovaro a caso esemplare: il comune tiburtino diventa il laboratorio dove dimostrare che la politica non è "aria fritta", ma rispetto sacrale delle procedure e dei conti pubblici.

La serità sulla sentenza, smontato il teorema della "sola forma"

Mentre la maggioranza decaduta tenta disperatamente di minimizzare l'accaduto, parlando di meri "vizi formali", l'analisi tecnica della sentenza del Consiglio di Stato n. 5814/2025 racconta una realtà procedurale un po' diversa, che l'Italia dei Diritti intende raccontare e spiegare in ogni piazza. I giudici di Palazzo Spada hanno sancito che la presentazione della lista vincente nel 2024 era affetta da un'illegittimità procedurale "flagrante".

I moduli delle firme, privi di elementi di congiunzione (timbri o firme del pubblico ufficiale su ogni foglio) e sprovvisti del simbolo di lista, hanno reso impossibile accertare la consapevolezza dei sottoscrittori. Secondo i magistrati di gravame non si è trattato di un banale errore di spillatura, ma della insanabile violazione dei presidi di legalità che garantiscono la genuinità del voto. Il Consiglio di Stato ha chiarito che la Commissione Elettorale non può basarsi su "valutazioni postume" o "indizi", smentendo categoricamente il tentativo dell'amministrazione Crielesi di sanare l'irregolarità tramite dichiarazioni successive del segretario comunale. L'Italia dei Diritti si pone oggi come l'unico argine a questa approssimazione amministrativa che ha vulnerato la democrazia vicovarese.

Il tramonto dei "dinosauri" e la nuova alba civica

Il quadro politico che l’Italia dei Diritti si appresta a sfidare è un campo di macerie lasciato da due opposte fazioni che per anni si sono logorate in un duello fratricida. Da un lato, l’era di Fiorenzo De Simone, che il movimento ha aspramente criticato nel passato, pur mantenendo sempre un profilo di correttezza politica, per scelte giudicate poco attente alla vivacità strutturale del territorio. Dall'altro, la parabola di Nello Crielesi, la cui coalizione è oggi considerata dall'IdD come "non pervenuta" e priva di reale minaccia elettorale.

Crielesi, infatti, sconta il peso di una gestione che il movimento ha definito senza mezzi termini "improvvida", riferendosi in particolare allo strappo con l’Unione dei Comuni Valle Ustica. Quell'uscita unilaterale, che aveva privato i cittadini vicovaresi dell’isola ecologica e minato la stabilità finanziaria dei comuni vicini, è la ferita che l’Italia dei Diritti intende rimarginare definitivamente.

La sentinella dell'Unione, l'eredità di De Pierro e Ziantoni

Il movimento non arriva a Vicovaro come un ospite, ma come un padrone di casa che riordina le stanze. Antonello De Pierro e Giovanni Ziantoni sono già le voci tonanti all’interno del Consiglio dell’Unione dei Comuni (rispettivamente per Roccagiovine e Percile). È proprio tra quei banchi che hanno combattuto la battaglia per il rientro di Vicovaro nella gestione associata dei rifiuti, definendo l'intervento della commissaria prefettizia Laura Mattiucci come un atto "provvidenziale".

I dati tecnici parlano chiaro: l'autonomizzazione tentata da Crielesi era un salto nel vuoto senza paracadute. Il rientro nell'Unione ha permesso di inserire Vicovaro nel nuovo bando di gara europeo (CIG B9D2B728A5) dal valore di oltre 4,1 milioni di euro per una durata di 8 anni. Questo appalto, i cui verbali di gara del febbraio 2026 confermano l'imminente aggiudicazione, garantisce a Vicovaro servizi che la gestione solitaria non avrebbe mai potuto sostenere, come lo spazzamento meccanizzato e la tracciabilità dei rifiuti tramite mastelli con codice a barre per la futura TARIP.

L’obiettivo dell'IdD è impedire che il futuro sindaco possa nuovamente tentare avventure autonomiste. La sfida, dunque, non è tra persone, ma tra modelli: l'isolazionismo fallimentare contro la cooperazione sovracomunale virtuosa.

L’identikit del candidato, coerenza contro opportunismo

Se i cittadini invocavano a gran voce la candidatura dello stesso De Pierro, il leader ha risposto con una lezione di stile che raramente si vede nelle segreterie di partito.

"Ho un mandato a Roccagiovine e la volontà dei miei elettori viene prima di tutto", ha fatto sapere De Pierro. Una rinuncia che è un inno alla coerenza istituzionale: non si abbandona una comunità per rincorrerne un'altra.

Il candidato sindaco che il movimento presenterà a giorni sarà dunque una figura speculare a questi valori. Un profilo che sappia dialogare con i vertici nazionali, che conosca a fondo le pieghe del diritto amministrativo e che sia pronto a trasformare Vicovaro nel motore trainante dell'Unione Valle Ustica, vigilando affinché il nuovo gestore rispetti ogni riga del capitolato speciale d'appalto.

La sfida al "bipolarismo del passato"

Con la possibile uscita di scena di De Simone e un Crielesi indebolito dalle proprie scelte passate, l'unico vero ostacolo sulla strada dell'Italia dei Diritti sembra essere la proposta di Katia Ziantoni. Tuttavia, il movimento si sente forte di un consenso che attrae fette trasversali di elettorato: dai cittadini scontenti per il decoro urbano (celebre la battaglia di Giovanni Ziantoni per i giardini Siro Trezzini) a coloro che esigono una trasparenza contabile "di vetro".

Un’opportunità unica di cambiamento

L’articolo di oggi non annuncia solo una lista; annuncia un cambio di paradigma. L'Italia dei Diritti – De Pierro scende in campo con la forza dei fatti, la precisione dei verbali e la certezza dei numeri, smentendo le favole della maggioranza decaduta sui "costi minori" della gestione autonoma.

"I cittadini di Vicovaro hanno un'occasione storica", filtrano fonti vicine al movimento, "quella di chiudere la porta a un passato fatto di ricorsi e incertezze e spalancare le finestre a una gestione che vede nel territorio un unico grande organismo che respira insieme all'Unione".

La battaglia è appena iniziata, ma l'impronta di Antonello De Pierro è già chiaramente visibile: Vicovaro non sarà più un'isola, ma il centro di un sistema di diritti finalmente garantiti.

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