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Editori in protesta per assenza programmi scolastici, la Martino solidale

La responsabile per la Scuola e l’Istruzione dell’Italia dei Diritti: “Come fanno gli editori a stampare i testi senza indicazioni sul nuovo assetto scolastico? Ci si dovrà arrangiare e a rimetterci saranno insegnanti e famiglie”

 

“La questione del continuo rinnovo dei libri di testo scolastici è una cosa gravissima, un ulteriore tassello che si aggiunge al degrado del sistema scuola: questi ripetuti cambi dei volumi rappresentano un peso troppo oneroso per le famiglie”. Queste le prime parole della responsabile per la Scuola e l’Istruzione dell’Italia dei Diritti Annalisa Martino all’allarme lanciato dagli editori del settore che lamentano di non essere ancora stati informati sui nuovi programmi che conseguiranno al nuovo assetto stabilito dalla riforma degli istituti superiori. In assenza di indicazioni si stampano libri alla cieca, probabilmente non aderenti al nuovo e ancora sconosciuto riordino della scuola e delle relative materie. La protesta degli editori potrebbe creare crisi nel settore perché i testi vanno stampati ora ma saranno obsoleti o incompleti e forse andranno al macero e di conseguenza i soldi investiti non saranno recuperati. Gli imprenditori chiosano che in Polonia, in seguito a una simile riforma, è stato dato un preavviso di ben diciotto mesi. Spiega l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Vorrei ricordare che per i docenti delle superiori sarebbe in vigore l'obbligo di adottare lo stesso testo per sei anni consecutivi per venire incontro anche alle famiglie con più figli. Di fatto tale vincolo non viene rispettato. Un esempio? La storia:  prima si era stabilito che in terza media si studiasse solo il Novecento, poi un’ulteriore riforma ha decretato che invece andavano studiati Ottocento e Novecento, infine si è nuovamente deciso che il nuovo programma comprendesse solo il Novecento. Tutto ciò è gravissimo soprattutto per le famiglie che in tal modo sono costrette ad acquistare sempre libri nuovi. Le ripetute riforme scolastiche – chiarisce la Martino – impediscono di fatto di adottare un libro per sei anni consecutivi. Per quanto riguarda la scuola superiore si aggrava la situazione di caos: si fanno solo ora le iscrizioni alle prime classi perché non si sa ancora quali scuole ci saranno. Come al solito - conclude amaramente la Martino - ci si dovrà arrangiare col fai da te degli insegnanti per far quadrare i bilanci scolastici e non gravare troppo sui budget dei genitori. I politici se ne infischiano dei problemi economici delle famiglie. Di fronte a questo stravolgimento, ci si ritroverà a procedere per tentativi ed errori. A peggiorare la già critica situazione degli editori, c’è anche il fatto che fino alla fine dell’anno le scuole non pubblicano l’elenco dei testi e poi ci si ritrova a settembre a fare file estenuanti per cercare libri che non si trovano e a fare i conti con i troppi ritardi perché giustamente le stampe sono limitate alle richieste: se queste potessero essere fatte in anticipo si avrebbe tutto il tempo per avere i manuali necessari senza penalizzare ancora una volta gli alunni che spesso, a ottobre inoltrato, non dispongono ancora degli strumenti necessari alla loro formazione”.

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