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Italia dei Diritti

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De Pierro contro Colarossi (FI), su Vicovaro parole pericolose per democrazia. Forza Italia chiarisca sua posizione

Il leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro attacca frontalmente il vicepresidente del gruppo azzurro alla Pisana dopo le frasi sul presunto "atto sovversivo": "Chieda scusa e si dimetta. Intanto valutiamo il ricorso per l'annullamento del voto: il nostro comizio impedito ha falsato il risultato"

Roma – Non si placa la bufera politica all’indomani delle consultazioni amministrative di Vicovaro. A innescare una reazione durissima da parte di Antonello De Pierro, leader del movimento Italia dei Diritti-De Pierro, sono le recenti dichiarazioni del consigliere regionale del Lazio e vicepresidente del gruppo di Forza Italia alla Pisana, Marco Colarossi. Quest'ultimo, nel festeggiare la vittoria di Nello Crielesi, ha definito "atto sovversivo" quanto accaduto lo scorso anno, con un riferimento sibillino che parrebbe colpire il ricorso presentato dall'opposizione a seguito del quale il Consiglio di Stato annullò le precedenti elezioni.

L’affondo di De Pierro, democrazia calpestata

"Le affermazioni di Marco Colarossi sono di una gravità inaudita e di una pericolosità istituzionale senza precedenti", esordisce Antonello De Pierro. "Colarossi non è un cittadino che discetta al bancone di un bar, ma un rappresentante della Regione Lazio che parla in veste ufficiale per Forza Italia. Definire 'sovversivo' l'esercizio di un diritto costituzionale, come quello di adire la giustizia amministrativa a fronte di irregolarità acclarate, significa ignorare i rudimenti dello Stato di diritto".

De Pierro utilizza un’analogia sferzante per sottolineare l’assurdità giuridica e costituzionale della tesi di Colarossi: "Seguendo questo ragionamento distorto, dovremmo considerare 'sovversiva' una donna che denuncia uno stupro o una vittima di rapina che si rivolge all'autorità giudiziaria? È aberrante. Chiedo formalmente le dimissioni immediate di Colarossi e le sue scuse pubbliche ai corpi collettivi".

Appello ai vertici di Forza Italia e a Marina Berlusconi

Il leader dell’Italia dei Diritti-De Pierro sposta poi l’attentione sui vertici nazionali del partito azzurro: "Colarossi ha parlato come esponente di Forza Italia. Ci chiediamo se questa sia la linea ufficiale del partito di Antonio Tajani, una compagine che ha sempre fatto del garantismo e dei principi democratici il proprio vessillo. Cosa ne pensa la dirigenza nazionale? E cosa ne pensa Marina Berlusconi, custode dell’eredità politica del padre? Il silenzio di Tajani sarebbe un assenso imperdonabile a derive autoritarie. Il nostro movimento non darà tregua finché Forza Italia non prenderà le distanze da queste dichiarazioni gravi e inopportune".

De Pierro non risparmia critiche nemmeno al panorama politico generale: "Mi meraviglia il silenzio del Movimento 5 Stelle, partito nelle cui file Colarossi è stato eletto prima del suo transito in Forza Italia, dopo essere stato colpito dalla  vocazione al trasformismo, pratica molto amata e diffusa tra i politici peninsulari. E' probabile che i casti e puri pentastellati, dai vertici alla base, non avrebbero tollerato simili esternazioni da parte di un loro esponente e non vogliamo nemmeno immaginare che l'esercizio trasformistico, di cui siamo acerrimi oppositori se avviene in corso di mandato,, si traduca in un lasciapassare per poter esibirsi, con buona pace di chi l'ha eletto, in un eloquio che si pone va in insanabile conflitto con i più elementari fondamenti della democrazia  e con le corde emozionali di chiunque nutra una normale sensibilità giuridica. È desolante constatare che, di fronte a un tale vulnus democratico, l’Italia dei Diritti resti l’unica forza politica a presidiare realmente i valori della Costituzione, alla luce del fatto che finora ogni forza politica risulta non pervenuta in afferenza a tale circostanza".

La vittoria di Crielesi e l’"anestesia delle coscienze"

Passando all'analisi del voto locale, De Pierro riconosce la vittoria di Nello Crielesi, pur con riserve etiche profonde: "In democrazia la volontà popolare è sovrana e va rispettata, anche quando appare frutto di una coscienza collettiva anestetizzata da una narrazione fantastica che ha distorto la realtà dei fatti. Auguriamo buon lavoro al sindaco Crielesi, nella speranza che inverta una rotta amministrativa che riteniamo finora dannosa per le tasche e per il futuro dei vicovaresi".

Tuttavia, l'attenzione resterà altissima. "L'Italia dei Diritti – De Pierro vigilerà con il consueto metodo dell'opposizione ombra. I nostri consiglieri ombra saranno in costante allerta, e io stesso, nel mio ruolo presso l’Unione dei Comuni della Valle Ustica, monitorerò ogni atto. Se l'amministrazione opererà virtuosamente nell'interesse dei corpi collettivi, incontrerà il nostro plauso e il nostro sostegno, ma  in caso contrario, la nostra critica sarà dura, intransigente e senza sconti".

Il "giallo" del comizio interrotto e il ricorso in arrivo

L'articolo si chiude con una denuncia pesante sulla regolarità della competizione. De Pierro sostiene infatti che il risultato sia stato falsato dall'impossibilità, per lui e per la candidata sindaca Maria Celentano, di concludere il comizio di chiusura in piazza San Pietro.

"Promettiamo battaglia in ogni sede per accertare le responsabilità di chi ha permesso che il nostro diritto all'espressione fosse vulnerato", tuona De Pierro. "L'ordinanza della commissaria prefettizia di inibizione al traffico e alla sosta veicolare è stata platealmente ignorata, esponendo gli oratori a rischi d'incolumità in una piazza dove peraltro mancavano non solo agenti di polizia locale, ma anche le forze dell'ordine,  che sono giunte solo dopo circa 40 minuti dalla chiamata, che si era resa inevitabile. Visto il mio profilo, già oggetto in passato di aggressioni fisiche e minacce, non prevedere un presidio è stata una negligenza intollerabile e una sottovalutazione del rischio inspiegabile. La mia decisione inevitabile di interrompere il comizio per garantire la sicurezza ha evitato che la violenza deflagrasse, ma  ha creato un danno democratico incalcolabile. Se chi di dovere avesse previsto il pericolo per la nostra incolumità probabilmente quei disordini non ci sarebbero mai stati e sarebbe stato garantito il trionfo della democrazia, nonché un risultato elettorale lineare, privo di ombre, che ne minano la genuinità assoluta, laddove una forza politica è stata costretta al silenzio dall'assenza imperdonabile di quello Stato che invece dovrebbe essere il garante del rispetto delle norme ordimmentali".

Il movimento ha già annunciato che si riserva di adire la giurisdizione amministrativa per chiedere l'annullamento delle elezioni, ritenendo che l'evento abbia alterato l'orientamento degli elettori nelle ultime ore decisive, invitando formalmente l'altra lista sconfitta ("Cambia Vicovaro") a unirsi alla valutazione di un'azione legale congiunta.

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